Dal voto per gli italiani all’estero alla sanità, le potenzialità della Blockchain. Battaglia (Adr Coin): «Sarà alla base di un welfare complementare»

Alla Camera presentato un Ddl per garantire la correttezza del voto all’estero attraverso un QR code basato sulla tecnologia a blocchi. La senatrice Garavini (Pd): «La Blockchain è una tecnologia che può garantire all’amministrazione pubblica una estrema facilitazione dei meccanismi procedurali attraverso l’interscambialità delle banche dati, è uno strumento su cui investire»

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Made in Italy, voto elettronico, welfare. Sono alcune delle applicazioni della Blockchain su cui si scommette per il futuro. La tecnologia alla base delle criptovalute e fondata su un registro digitale composto da ‘blocchi’ è ormai considerata da sempre più analisti come un meccanismo sicuro capace di rivoluzionare l’economia di domani. Di questo e di altro si è parlato alla conferenza di presentazione di un Disegno di legge per introdurre la Blockchain nel sistema di voto degli italiani all’estero: un Ddl presentato alla Camera dalla senatrice Pd eletta all’estero Laura Garavini e dal capogruppo PD in Commissione Affari Costituzionali Gennaro Migliore e che ha come obiettivo quello di garantire l’assenza di brogli elettorali nel voto per posta.

«Noi ci auguriamo – spiega Garavini – che da parte del governo ci possa essere interesse e una risposta positiva perché l’introduzione di questo meccanismo per il voto degli italiani all’estero potrebbe essere pionieristico. Noi vediamo nella Blockchain uno strumento utile, prezioso, proprio perché ci consente da un lato di continuare ad utilizzare la metodologia odierna, cioè l’invio dei plichi e di conseguenza il voto per corrispondenza. Dall’altro introduciamo questo meccanismo in virtù del quale la scheda diventa votabile soltanto nella misura in cui l’elettore attraverso una telefonata o un sito valida questa scheda, invia un meccanismo di QR code attraverso il quale la scheda diventa tracciabile, riconoscibile. Quindi attraverso un semplice meccanismo noi diamo la possibilità di garantire massima partecipazione e di garantire la correttezza del voto e rendere impossibile a qualsiasi potenziale criminale di impossessarsi del voto e di votare a nome di qualcun altro in modo scorretto».

Il progetto è stato messo a punto dal think tank Singularity Adr Coin: «Quando il PD ci ha chiesto di collaborare al progetto di legge – ha spiegato Giammario Battaglia, uno degli sviluppatori del think thank – ne siamo stati onorati, perché è la prima volta in cui una tecnologia del genere si mette al servizio non della politica, ma della collettività. Le potenzialità di questo strumento sono incredibili e saranno utilizzate per rafforzare la democrazia».

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Nel corso della conferenza si è parlato anche dello sviluppo e dell’uso della tecnologia Blockchain in altri settori, come quello del welfare. «Sono tecnologie che consentono anche all’amministrazione pubblica una estrema facilitazione dei meccanismi procedurali attraverso l’interscambialità delle banche dati – spiega la senatrice Garavini – quindi reputo che sia uno strumento sul quale senz’altro bisogna investire e può aprire opportunità importanti».

Ma è stato Giammario Battaglia a spiegare come la Blockchain potrà entrare nel mondo del welfare: «Gli alti costi di intermediazioni del welfare sono costi che riguardano la struttura dello Stato che opera nel sistema di welfare – spiega a Sanità Informazione Battaglia – Dobbiamo cercare di capire come noi abbiamo la visione, immaginiamo un sistema di token economy. Se noi immaginiamo questo sistema come un sistema non alternativo al sistema capitalistico ma complementare, sappiamo che in quel sistema non ci sono costi di intermediazione. Ammettiamo che all’interno di un settore come quello della sanità determinate soluzioni viaggeranno all’interno del sistema cripto: sarà una parte della famosa fetta che hai nel momento in cui crei un ICO (Initial Coin Offering, ndr). Dunque si crea un progetto cripto che può essere utilizzato per un sistema di welfare alternativo. Però è necessario che si stabilisca un criterio di spacchettamento di una fetta di questo mercato».

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Battaglia definisce la Blockchain un libro dei sogni: «La blockchain è un registro mastro su cui può lavorare qualsiasi tipo di intelligenza artificiale. Quindi qualsiasi cosa noi facciamo all’interno della Blockchain può essere seguito immediatamente dal momento in cui una intelligenza artificiale o un essere umano inserisce i dati. Diventa come una lampada di Aladino. Nel senso che nel momento in cui si recepiscono determinati dati si possono generare automaticamente delle soluzioni. Proprio sul discorso delle soluzioni automatiche ci sono delle questioni di tipo etico che vanno approfondite. Per noi è importantissimo il discorso della disintermediazione per eliminare costi di organizzazione ma la disintermediazione non deve essere totalizzante – conclude Battaglia – Deve essere una disintermediazione selettiva. Quindi secondo me tutti coloro che si occupano di Blockchain, di ICO, devono sedersi e parlarne. Dobbiamo discutere effettivamente come questo sistema può contribuire a snellire i costi dello Stato e costituire un sistema di welfare».

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