Salute 25 Marzo 2019

Terapia nutrizionale nel paziente oncologico? Ancora troppa confusione. Sinuc: «Nutrizione è terapia salvavita»

«Contestualmente all’elaborazione del piano terapeutico (chirurgia, chemio o radio) andrebbe studiato il piano nutrizionale di primo livello che può prevedere la prescrizione di supplementi orali» spiega il presidente della Sinuc Maurizio Muscaritoli

I nutrizionisti clinici della Sinuc (Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo) sostengono, per i malati oncologici, la necessità di un trattamento nutrizionale specifico parallelamente alla terapia.

«Negli ultimi anni è diventato chiaro, anche grazie a studi italiani e internazionali, come adeguati interventi nutrizionali aumentino tolleranza e outcome dei trattamenti oncologici e migliorino la qualità di vita» fa sapere la Sinuc.

 «E’ di difficile comprensione come mai la valutazione nutrizionale dei malati di tumore (che in oltre il 50% dei casi già al momento della diagnosi mostrano una perdita di peso del 5% secondo lo studio italiano PreMio) sia considerata facoltativa e lasciata alla buona volontà di qualche oncologo preparato se non proprio illuminato» commenta il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC.

«Ed è ancor più sorprendente che in alcuni casi l’opportunità di avviare il paziente ad uno screening nutrizionale non sia parte di una buona pratica consolidata, ma affidata a personale non medico – prosegue il presidente – . Situazione aggravata dal fatto che sul territorio sembrano esistere 20 sistemi sanitari che non garantiscono uniformità degli standard di prestazione. Ma se è vero che un paziente su 5 non sopravvive alle cure oncologiche a causa delle conseguenze della malnutrizione ecco che si configura un vero e proprio paradosso» spiega Muscaritoli. 

«La malnutrizione calorico-proteica (MCP) infatti, è un processo reversibile e mette il paziente nelle condizioni di affrontare la malattia nelle migliori condizioni possibili, aumentando le probabilità di sopravvivenza – spiega la Sinuc – . Il percorso metabolico nutrizionale nel resto del mondo viene avviato parallelamente alla diagnosi di tumore e ne rappresenta un tassello fondamentale. Lo screening e la valutazione dovrebbe essere eseguito entro quattro settimane dalla diagnosi (se non addirittura alla prima visita oncologica)».

«Contestualmente all’elaborazione del piano terapeutico e della terapia di prima linea (chirurgia, chemio o radio) andrebbe studiato il piano nutrizionale di primo livello che può prevedere la prescrizione di supplementi orali. La rivalutazione periodica è un altro tassello fondamentale che segue la progressione delle terapie e il loro andamento: le cure infatti, ancorché necessarie, possono avere effetti diretti su appetito e capacità di alimentarsi. In una percentuale variabile di casi possono essere messi in atto interventi nutrizionali avanzati: uso di nutrienti specifici, nutrizione enterale o parenterale».

»La valutazione nutrizionale è un percorso a tappe che prevede l’utilizzo di strumenti e scale per lo screening (NRS-2002, MST, MUST ecc.) oltre a regolari annotazioni sulla cartella clinica di altezza, peso, Indice di Massa Corporea, variazioni del peso e apporto nutrizionale – conclude la Sinuc – In caso di screening anomalo si passa all’analisi della massa muscolare, test che analizzano la performance e la forza fisica, valori di infiammazione secondo la Scala di Glasgow ed esami ematici in funzione sia dell’apporto nutrizionale che dei sintomi correlati alla malattia o alla terapia e che possono influenzare l’alimentazione (come la presenza di disfagia, nausea, disturbi digestivi sino all’anoressia). E’ a questo punto che è possibile determinare il fabbisogno energetico e/o proteico per stabilire l’intervento più adatto: dieta, supplementi orali, nutrizione enterale o parenterale». 

«Va detto che esiste ancora un forte pregiudizio e l’idea che la nutrizione artificiale sia associata a malattie terminali e fine vita –  continua il Professor Muscaritoli – al contrario, deve essere considerata una terapia salvavita e temporanea».

Articoli correlati
Gli oncologi: «Fondamentali potenziamento cure territoriali, assistenza domiciliare, telemedicina e reti oncologiche»
Non è necessario ribadire quanto l’emergenza Covid-19 abbia pesato sui malati oncologici, sono i dati a parlare. Diagnosi e biopsie dimezzate, 64% di interventi chirurgici con ritardi e il 57% di visite in meno dei pazienti. Intervenire è urgente e per questo noi di Favo, Aiom, Airo, Sico, Sipo e Fnopi, abbiamo stilato un documento […]
di i presidenti di Favo, Aiom, Airo, Sico, Sipo e Fnopi
L’esercito del benessere a domicilio. Tre step per ritrovare la salute: nutrizione sana, attività fisica e supporto psicologico
Si chiama “Il benessere a casa tua” ed è un servizio gratuito a disposizione dei cittadini, nato durante il lockdown, ma che punta a sostenere gli italiani anche nella fase 2 dell’emergenza. Inaugurato in Friuli Venezia Giulia, esteso in Lombardia, ora mira ad un’espansione nazionale
di Isabella Faggiano
Daiichi Sankyo Italia, Mauro Vitali direttore della nuova Business Unit Oncology
«Mauro Vitali – si legge in una nota del gruppo farmaceutico – da oggi dirige la nuova Business Unit Oncology di Daiichi Sankyo Italia. Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università di Milano con un MBA alla SDA Bocconi, ha maturato una significativa esperienza nell’ambito dell’ Oncologia e dell’Onco-Ematologia, prevalentemente all’interno di Novartis, dove ha […]
Covid-19, l’arma terapeutica potrebbe arrivare dalle cellule staminali del cordone
Studi clinici dimostrano l’efficacia delle cellule staminali prelevate da cordone ombelicale: infuse per endovena riducono l’infiammazione dovuta alla tempesta citochinica e consentono un miglioramento delle condizioni dei pazienti. Totta (Futura Stem Cells): «Legge italiana andrebbe rivista, terapia cellulare nuova frontiera»
Covid-19, le preoccupazioni dei malati oncologici. Iannelli (FAVO): «Ora percorsi protetti per limitare rischio contagio»
Molti pazienti invitati a rimanere a casa per evitare il contagio, ma la sospensione delle terapie non è sostenibile a lungo. Elisabetta Iannelli, Segretario generale della Federazione Italiana delle Associazioni di volontariato in Oncologia: «Spesso i malati si sono sentiti abbandonati a se stessi»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 22 maggio, sono 5.410.439 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 345.105 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA   Bollettino delle ore 18:00 del 24 ma...
Lavoro

Covid-19 e Fase 2, come prevenire il contagio: ecco il vademecum per gli operatori sanitari

Le misure di protezione per gli operatori e i pazienti, l’organizzazione degli spazi di lavoro, la guida al corretto utilizzo dei Dpi, il triage telefonico, la sanificazione e la disinfezione degli ...
Salute

«A Piacenza onda d’urto impressionante, per questo abbiamo il più alto numero di morti». Parla il pioniere della lotta al virus Luigi Cavanna

L’oncologo noto per i suoi interventi ‘casa per casa’ per sconfiggere l’epidemia: «Azione precoce arma vincente, nessun paziente curato a domicilio è morto». E ricorda i primi giorni dell'e...