Salute 1 Settembre 2020 17:27

Medicina, Sileri: «È il momento di rivedere modalità di accesso». Sul Covid: «Dovremo quadruplicare numero tamponi»

Il viceministro alla Salute dice ‘grazie’ a tutti gli aspiranti medici che il 3 settembre faranno il test: «Compiono una scelta d’amore». Sulla scuola, sottolinea: «Se studente viene scoperto positivo va messo in quarantena e bisogna fare il test a tutti i compagni»

«Ai ragazzi che faranno il test di Medicina voglio dire ‘grazie’. Chiunque sceglie di intraprendere una professione sanitaria coltiva quel sogno nel cassetto fin da quando è più giovane. Trovare il coraggio di fare una professione che fino ad oggi ha avuto stipendi bassi, condizioni di lavoro non eccellenti, strutture non eccellenti, spesso malmenato dai pazienti significa compiere una scelta d’amore». Così il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si è voluto rivolgere ai giovani aspiranti camici bianchi che il 3 settembre affronteranno il test d’ingresso alla Facoltà di Medicina, il temuto ‘quizzone’ da sempre contestato dagli studenti. In corsa 66.638 ragazzi (circa 2mila in meno rispetto all’anno precedente) per 13.072 posti disponibili.

«NECESSARIO RIVISITARE IL TEST D’ACCESSO»

Ma è lo stesso Sileri a sottolineare come la modalità di selezione, ritenuta da molti inadeguata, andrebbe rivista: «È auspicabile una rivisitazione del test d’ingresso – spiega Sileri – ascoltando tutte le parti in causa. Però al momento questo è il test. Io mi ricordo che quando mi iscrissi c’era la ‘tabella 18’ che poi fu tolta due anni dopo, è sempre un qualcosa in evoluzione. Certamente una rivisitazione è necessaria».

«Ai futuri medici – aggiunge il viceministro della Salute – consiglio di ricordarsi sempre che davanti hanno un essere umano e che ogni persona che si ammala può essere un familiare e quindi trattarlo come tale».

SCUOLA E COVID, GIORNI CRUCIALI

Il viceministro ha poi affrontato il tema caldo di questi giorni, il rientro degli alunni a scuola, un appuntamento temuto per il moltiplicarsi del rischio contagio da Covid-19: «Se uno studente dovesse essere trovato positivo – spiega Sileri – innanzitutto scatta la quarantena e l’isolamento per il rischio che contagi gli altri. Deve essere fatta la diagnostica rapida o mediante test molecolare e, secondo i contatti che vi sono stati, è ipotizzabile che tutta la classe debba essere investigata per impedire che il contagio esca dalla classe e vada a creare focolai secondari. Ci saranno dei medici competenti che guideranno questo processo. È fondamentale soprattutto per i giovani che venga scaricata l’app Immuni. Se tutti noi avessimo Immuni andrebbero in quarantena solo coloro che erano a stretto contatto col positivo. Il che significa risparmiare risorse e fare tamponi guidati con una velocità tale da non permettere lo sviluppo di focolai secondari».

Sull’ipotesi, rilanciata dal virologo Andrea Crisanti, di incrementare il numero di tamponi anche Sileri sembra concordare: «Nella fase acuta è stato necessario porre delle regole che impedissero al virus di circolare. C’è una seconda fase che è quella della sorveglianza, cioè andare ad individuare degli eventuali positivi quanto prima, e quindi contact tracing e uso spregiudicato dei tamponi affinché non partano focolai secondari. Questa è una fase importante ma ha una importanza alla lunga anche maggiore delle altre perché il contenimento del contagio attraverso l’uso spregiudicato dei tamponi consente la convivenza col virus. Nessuno di noi può dire quanto durerà questa fase. L’immunità di gregge potrebbe richiedere anni e forse l’immunità non è neanche così duratura. Il vaccino dovrà essere efficace e sicuro, servirà tempo. La garanzia del controllo del virus si ha attraverso la sorveglianza. Immaginate quando girerà l’influenza quante persone avranno sintomi sovrapponibili al Covid: ci saranno giorni in cui dovremo quadruplicare il numero dei tamponi. Significa avere una potenza di fuoco che può raggiungere i 300-400mila tamponi al giorno».

Sulla mascherina in classe Sileri concorda con le indicazioni del Cts che ha stabilito che da seduti è possibile toglierla: «Faccio fatica a pensare a ragazzi di 6-7 anni che possano tenere la mascherina molto a lungo. Se c’è distanza e si areano i locali è giusto togliere la mascherina. Va usata solo quando si è vicini alle persone».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Pierpaolo Sileri, bilancio di un governo con il sottosegretario alla Salute uscente
Con il sottosegretario alla Salute del governo Draghi Pierpaolo Sileri analizziamo il governo Draghi, quello che verrà e le armi per risolvere la carenza di medici e professionisti sanitari che ancora permane
Test medicina: da quesiti errati a procedure ambigue, valanga di segnalazioni a Consulcesi
Arriva il form dedicato per raccogliere segnalazioni. Tortorella (presidente Consulcesi): «Pronti a sostenere i candidati fin da subito per accedere alla graduatoria finale»
Diventare medico: ecco come nasce un sogno
Dalle tradizioni familiari alla vocazione post pandemia, i racconti da tutta Italia dei ragazzi che si sono cimentati nei test di accesso a Medicina
Meno cultura generale ai test di Medicina 2022: «Così vince la meritocrazia». Ma c’è qualche critica
La nuova formula ha raccolto consensi tra gli studenti: più domande di biologia, chimica, matematica e fisica premiano chi studia di più. Qualche critica da chi ha fatto il classico per il cambiamento ufficializzato solo a fine giugno
17 anni e un sogno: il camice bianco. La storia del più giovane aspirante medico della Campania
«Passione, preparazione, relazioni umane: così costruirò la mia carriera e il mio futuro»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 26 settembre 2022, sono 615.090.972 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.536.966 i decessi. Ad oggi, oltre 12.25 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi