Politica 7 Gennaio 2015

Legge di Stabilità: ecco le misure per le nuove sfide della sanità 

Le novità sono le agevolazioni per i medici volontari ed il registro per l’eterologa. Fondo per i farmaci innovativi in un quadro generale ancora di tagli e sacrifici: le Regioni devono rinunciare a 4 miliardi

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La prima legge di Stabilità del governo Renzi è stata condizionata dal momento di crisi economica del Paese, ma – fermo restando le incognite relative ai tagli – sembra in grado di tener conto dei punti più caldi per la sanità italiana: Ebola, innanzitutto.

Una delle principali novità contenute nel testo – passato in via definitiva alla Camera con 307 voti a favore, 116 contrari e 2 astenuti – è infatti il punto che autorizza (in deroga alle norme vigenti) le richieste di aspettativa, nei limiti di sei mesi, da parte del personale medico o paramedico che intenda prestare la propria opera nei paesi del continente africano, attualmente interessati dal fenomeno del virus ebola. Un impegno, quello nel sostenere gli sforzi per combattere l’epidemia, sottolineato anche dal Ministero degli Esteri, che ha stanziato 7,7 milioni di Euro a sostegno degli interventi in favore delle popolazioni colpite.

Al fine di potenziare le misure di sorveglianza e di contrasto delle malattie infettive e diffusive e di rafforzare i livelli di controllo di profilassi internazionale, il Ministero della Salute è autorizzato a dotarsi di tutti strumenti e delle risorse sanitarie necessari, grazie ad un budget di 3 milioni di euro per il 2015 e di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2016. Organismo privilegiato per perseguire tale obiettivo, l’Istituto Spallanzani, in favore del quale verrà versato un contributo straordinario di 2 milioni di euro per l’anno 2015 e di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017.

Un’altra novità importante del recente panorama sanitario ha trovato seguito e regolamentazione nel nuovo testo (unico articolo con 735 commi): si tratta della fecondazione eterologa, per la quale la legge di stabilità ha istituito, presso il Centro nazionale Trapianti dell’Iss, il Registro Nazionale dei donatori. Il fine è quello di garantire la tracciabilità del percorso delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa, nonché il conteggio dei gameti delle cellule riproduttive di un medesimo donatore. Nel registro saranno inseriti tutti i soggetti ammessi alla donazione, e i donatori saranno identificati con un codice che ne garantirà l’anonimato.

Aria di cambiamento anche per i professionisti sanitari del ramo infermieristico-ostetrico e tecniche della riabilitazione e della prevenzione, grazie a una nuova definizione di ruoli, competenze, relazioni professionali, responsabilità individuali e di equipe su compiti, funzioni ed obiettivi delle professioni, anche attraverso percorsi formativi complementari. Tra le altre principali misure previste in ambito sanitario l’istituzione di un fondo da un miliardo per il biennio 2015-2016 per i farmaci innovativi e poi: un credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, un contributo per la bonifica da amianto, aumenti per le casse previdenziali, il contrasto alla ludopatia e l’attuazione del Patto per la Salute 2014-2016.

Per la sanità sono infatti previsti proprio i grandi numeri del Patto in merito alle risorse. Nello specifico parliamo di 112.062.000.000 euro per l’anno 2015 e 115.444.000.000 euro per l’anno 2016. Resta però una forte incognita: quella dei tagli ai bilanci regionali. Sono 4 miliardi l’anno come contributo al contenimento della spesa pubblica che le Regioni dovranno risparmiare senza intaccare i livelli essenziali di assistenza. Già il 31 gennaio Regioni e Governo dovranno trovare un’intesa formale nella Conferenza Stato Regioni su come modulare i tagli e conseguentemente su come rideterminare i livelli di finanziamento negli ambiti della spesa pubblica toccata dai risparmi. Se non si raggiungerà l’intesa scatta la clausola di salvaguardia che consentirà al Governo di decidere come e dove tagliare, “considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale”.

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