Politica 11 Marzo 2019

Fine vita, Maurizio Mori (Consulta Bioetica): «Legge sul testamento biologico è buona ma applicazione ancora lontana»

Il Presidente della Consulta di Bioetica annuncia una proposta di legge sull’eutanasia: «Troppi vanno ancora all’estero a molti altri, ahimè, si arrangiano per conto proprio». A 10 anni dalla morte di Eluana Englaro serie di incontri per parlare del tema

Immagine articolo

Sono passati ormai dieci anni dalla scomparsa di Eluana Englaro, la giovane in stato vegetativo a cui, dopo anni di battaglie da parte del padre Beppino, è stata tolta l’alimentazione artificiale e l’idratazione che la teneva in vita. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, anche il Parlamento è intervenuto con la legge sul testamento biologico e le disposizioni anticipate di trattamento, una prima risposta del legislatore al tema del fine vita. Ora alla Camera è approdata la proposta di legge di iniziativa popolare sulla “dolce morte” dopo che la Corte Costituzionale ha chiesto a chiare lettere che il Parlamento intervenga sul suicidio assistito per colmare il vuoto legislativo e di tutela sui diritti delle persone malate. Intanto la Consulta di Bioetica, nel decimo anniversario di quello che definisce “il più grande caso italiano di bioetica sul fine vita”, organizza 15 incontri per ricordare quanto accaduto e parlare dei nuovi orizzonti. «Noi abbiamo una proposta di legge sull’eutanasia che speriamo sia depositata e che possa aiutare la discussione», sottolinea a Sanità Informazione il Presidente della Consulta di Bioetica Maurizio Mori.

Presidente, sono passati dieci anni dalla scomparsa di Eluana Englaro. Nel frattempo è stata approvata la legge sul testamento biologico. A che punto siamo sull’applicazione di questa legge?

«L’applicazione è ancora un po’ lontana. Fortunatamente è una legge che recepisce il codice deontologico e che recepisce il sentire ormai diffuso dopo Eluana: la relatrice Lenzi è stata brava in questo. C’è ancora molto da fare e le regioni si muovono a macchia di leopardo nella diffusione della nuova legge. Noi speriamo che venga sempre più applicata perché è una buona legge ma c’è da fare di più ed è per questo che abbiamo promosso questo e altri convegni, “Eluana 10 anni dopo”, con 15 incontri in tutta Italia proprio per favorire una cultura che affronti in modo migliore il fine vita. In questo noi riteniamo ci debba essere anche l’eutanasia come scelta volontaria di chi non ce la fa più».

LEGGI ANCHE: FINE VITA, 10 ANNI FA MORIVA ELUANA ENGLARO. ROBERTO FICO: «PARLAMENTO HA DOVERE DI LEGIFERARE. RIPARTIRE DA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE»

C’è un disegno di legge su questo in Parlamento. Pensa che sia la legislatura giusta per approvare questo disegno di legge?

«Che sia la legislatura giusta tutti ce lo auspichiamo ma è una domanda da 100 milioni di euro. Noi abbiamo una proposta di legge che speriamo sia depositata e che possa aiutare la discussione».

Sono tanti quelli che vanno ancor all’estero per avere questo diritto?

«Sicuramente troppi. E poi dobbiamo tener conto dei tanti che, ahimè, si arrangiano per conto proprio».

Articoli correlati
Fine vita, 10 anni fa moriva Eluana Englaro. Roberto Fico: «Parlamento ha dovere di legiferare. Ripartire da proposta di legge popolare»
Il Presidente della Camera ha aperto i lavori del convegno dedicato ad Eluana Englaro organizzato dalla Consulta di Bioetica: «Abbiamo il dovere di fornire risposte vere ed alte a persone che hanno attraversato momenti difficili come Beppino Englaro e a quelli che le attraverseranno»
Fine Vita, Tanese (ASL Roma1): «In momento così delicato diventa fondamentale la formazione per i sanitari e l’informazione per gli assistiti»
«La diversità culturale e religiosa crea barriere e la rete dei servizi dell’azienda sanitaria deve funzionare in maniera più integrata, a partire dal medico di medicina generale fino agli operatori». Così Angelo Tanese, Direttore generale della ASL Roma 1 che, insieme al Tavolo interreligioso di Roma ed al Policlinico Gemelli, ha promosso il Manifesto Interreligioso per il Fine Vita
Fine vita, ecco il Manifesto Interreligioso: garantisce cure, dignità e supporto religioso nelle strutture sanitarie
Il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita firmato oggi a Roma è costituito da nove punti ed è stato esposto da Angelo Tanese (Direttore generale Asl Roma 1) Pier Francesco Meneghini (Presidente Gmc – Università Cattolica del Sacro Cuore) e Maria Angela Falà (Presidente del Tavolo interreligioso di Roma). Presente anche Giulia Grillo
GB, Corte Suprema: «Per sospendere cure è sufficiente accordo tra famiglie e medici»
Per porre fine alla vita di pazienti in stato vegetativo, in Gran Bretagna non sarà più necessaria l’autorizzazione del giudice. Secondo quanto stabilito dalla Corte Suprema, sarà sufficiente un accordo tra la famiglia e i medici. In assenza di accordo, la Corte raccomanda invece di rivolgersi ai giudici. È una decisione storica che Oltremanica ha […]
Biotestamento, Federico Gelli (Pd): «Fondamentale per costruire alleanza terapeutica. Obiezione di coscienza forse inutile»
«Non c’è terapia che possa essere efficace senza piena condivisione tra medico e paziente» così il Responsabile Sanità del Partito Democratico e relatore alla Camera del provvedimento sul consenso informato
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone