Lavoro 8 Giugno 2020 09:37

I fisioterapisti italiani compiono 61 anni. AIFI: «È il momento della ripartenza del Paese e della professione»

L’Associazione Italiana Fisioterapisti: «Il Paese deve trovare le forze etiche, professionali, di programmazione e di governance per ripartire subito. Noi pronti a dare il nostro contributo. Le professioni sanitarie siano unite e compatte»

Ricorre oggi, 8 giugno, il compleanno dei fisioterapisti italiani. Esattamente 61 anni fa, infatti, nasceva AITR, Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione. Erano altri tempi, segnati dalla partenza del nostro Paese verso il traguardo di un boom economico che avrebbe portato l’Italia verso un benessere diffuso e inatteso, e verso i vertici dell’economia mondiale. 61 anni dopo, l’Italia si trova nuovamente a dover ‘ripartire’ dopo il coronavirus, ma nel frattempo la professione del fisioterapista è diventata una realtà strutturata, visibile e riconoscibile composta da oltre 65mila unità presenti su tutto il territorio nazionale.

«AITR – si legge in una nota – ormai da molti anni si è trasformata in AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) che a tutt’oggi, per decreto ministeriale, rappresenta, tutela e promuove la categoria dei fisioterapisti, sviluppando la conoscenza e l’approfondimento scientifico della professione, la pratica clinica, la formazione e la ricerca, nell’interesse di tutti i cittadini e del Servizio Sanitario Nazionale. Negli anni la professione ha goduto di continui e importanti riconoscimenti e inquadramenti, fino a registrare nel 2018 un definitivo punto di approdo istituzionale e sociale insieme alle altre professioni sanitarie con l’istituzione degli Ordini e la Costituzione degli Albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Consapevole di queste importanti novità e del proprio processo di trasformazione in ATS, l’Associazione Italiana Fisioterapisti ha già avviato una proficua collaborazione con le Commissioni d’Albo dei Fisioterapisti nel reciproco rispetto dei ruoli».

«61 anni dopo la sua nascita – prosegue il comunicato -, l’AIFI si ritrova non solo a festeggiare, bensì, sopratutto, a riflettere su se stessa. Nella pandemia i fisioterapisti si sono subito impegnati sia nelle fasi di triage, che nella gestione ordinaria dei pazienti a partire dalle loro competenze specialistiche. All’interno dell’emergenza, le attività non si sono mai interrotte, ma ora si entra in una fase di nuove sfide: come il SSN riuscirà a ripensare a se stesso?».

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«Il messaggio che AIFI intende lanciare in questa occasione è semplice ma diretto: il Paese deve trovare le forze etiche, professionali, di programmazione e di governance per ripartire subito e i fisioterapisti su questo sono pronti a dare il loro contributo – spiega l’Associazione -. Occorre che tutte le professioni sanitarie siano in grado di essere unite e compatte nel loro contributo al futuro del Servizio Sanitario del nostro Paese. Serve un ripensamento basato sulla centralità delle richieste di salute e i fisioterapisti – parte rilevante del SSN – sono pronti a offrire risposte appropriate e sostenibili».

«Oggi, dunque – continua l’AIFI -, l’Associazione Italiana Fisioterapisti “compie gli anni” e tutti i fisioterapisti associati si raccolgono attorno al presidente nazionale Mauro Tavarnelli, ai consiglieri nazionali, ai presidenti regionali e a tutti i Gruppi di Interesse Specialistico (GIS) e Network di Interesse Specialistico (NIS), in un festeggiamento ideale: AIFI è una realtà viva e pulsante, impegnata nel cammino per la completa trasformazione in ATS (Associazione tecnico Scientifica) e nella promozione della Fisioterapia nel nostro Paese, sempre più puntuale nell’adattamento e produzione di Linee Guida e buone prassi, sempre più autorevole e riconosciuta negli studi e pubblicazioni scientifiche che promuove e sostiene, e nella sua proposta formativa, vicina alla quotidianità dei soci (e dei loro problemi), ed ancora più attenta alle richieste dei cittadini».

«Per AIFI è un compleanno, per il Sistema salute nazionale è una sfida, per l’intero Paese è il momento della ripresa coraggiosa: uniamo le forze e riusciremo a costruire una reale “ripartenza italiana”», conclude la nota.

 

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