Salute 15 Ottobre 2019

Fisioterapisti, Tavarnelli (AIFI): «Già più di 50mila iscritti all’Ordine TSRM PSTRP, ci sono i presupposti per avviare le procedure per un nuovo Ordine»

Il Presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti esprime la sua soddisfazione per il primo Congresso nazionale del maxi Ordine TSRM e PSTRP: «Ci sentiamo parte di questa famiglia»

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«Facciamo parte di questa famiglia e vogliamo dare il nostro contributo al neonato Ordine delle professioni sanitarie». Il Presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti – AIFI Mauro Tavarnelli esprime tutta la sua soddisfazione per il primo Congresso nazionale dell’Ordine TSRM PSTRP che si è svolto a Rimini dall’11 al 13 ottobre. I fisioterapisti sono una delle componenti più numerose del nuovo Ordine, tanto numerosa che Tavarnelli non esclude in futuro si attivino le procedure per la costituzione di un Ordine autonomo: «La legge prevede che all’iscritto 50mila e uno il futuro presidente della Federazione nazionale delle Commissioni d’Albo dei fisioterapisti potrà chiedere al Ministero di avere un Ordine proprio» sottolinea Tavarnelli a Sanità Informazione che è intervenuto anche sul tema degli elenchi speciali, varati da un decreto attuativo a giugno: «Abbiamo fatto di tutto affinchè questa situazione prendesse una strada contraria alla sanatoria».

Presidente, per voi fisioterapisti questo primo Congresso è una grande soddisfazione, perché con la legge 3 del 2018 siete confluiti in questo Ordine. Che sensazioni avete?

«Sensazioni molto belle e positive. Tra l’altro c’è una pattuglia molto importante di fisioterapisti. Noi ci sentiamo parte di questa famiglia. Ci siamo perché vogliamo testimoniare la presenza attiva e il fatto che ci crediamo e soprattutto crediamo all’utilità di questo Ordine».

LEGGI ANCHE: PROFESSIONI SANITARIE, A RIMINI IL PRIMO CONGRESSO. BEUX: «MODELLO OSPEDALIERO VA SUPERATO, TUTTI POSSIAMO DARE CONTRIBUTO A SALUTE»

C’è la questione dell’elenco speciale. Vi piace la struttura normativa che è stata data al decreto ministeriale?

«Ci piace è una parola forte. Noi siamo stati chiari: non l’abbiamo né chiesta né voluta. Quindi abbiamo fatto di tutto affinchè questa situazione prendesse una strada contraria alla sanatoria. Al momento attuale quello che secondo noi è comunque positivo è che la condizione di chi ha praticato, come dice la norma, e non aveva i titoli ma era stato assunto con concorsi pubblici ha comunque una strada di certificazione, quindi entrerà solamente chi potrà dimostrare. Per quello che riguarda i massofisioterapisti, lo abbiamo detto e lo conferma il decreto attuativo, non sono fisioterapisti, non sono una professione sanitaria, quindi hanno questo elenco speciale che di fatto è un elenco in cui il cittadino può comunque vedere se la persona che la segue è o no un massofisioterapista. Sinceramente credo che meglio di così poteva andare solamente non facendo la legge».

Voi siete una componente importante di questo Ordine, forse siete in un numero tale da potervi voi stessi costituirvi in Ordine…

«La legge prevede che all’iscritto 50mila e uno il futuro presidente della Federazione nazionale delle Commissioni d’Albo dei fisioterapisti potrà chiedere al Ministero di avere un Ordine proprio. Attualmente siamo già più di 50mila iscritti ma non abbiamo ancora quel presidente. Entro il 31 dicembre ci saranno tutte le elezioni delle Commissioni d’Albo territoriali, poi manca il decreto attuativo per le Commissioni nazionali, ma dovrebbe arrivare, il ministro ha dato una certa garanzia e con le elezioni che dovrebbero avvenire grosso modo intorno ad aprile-maggio il presidente, chiunque sarà, potrà chiedere questo. Noi come AIFI siamo sempre stati per questa direzione, non l’abbiamo mai nascosto, ma non siamo noi che gestiamo questa situazione».

Qual è lo stato di salute dei fisioterapisti e dell’AIFI oggi?

«Lo stato di salute è ottimo. I fisioterapisti sempre di più dimostrano di essere una professione socialmente indispensabile. L’AIFI ha raggiunto i 13mila associati superando una quota storica. C’è libertà di associazione, quindi nessuno è costretto. Se 13mila persone si iscrivono alla propria associazione professionale è un ottimo risultato. L’associazione si sta trasformando sempre di più in associazione tecnico-scientifica. Nuovi programmi, nuovi obiettivi, non ci annoieremo».

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