Salute 11 Ottobre 2019

Professioni sanitarie, a Rimini il primo Congresso. Beux: «Modello ospedaliero va superato, tutti possiamo dare contributo a salute»

Il mondo delle 19 professioni sanitarie si è dato appuntamento al PalaCongressi della città romagnola per la prima storica asside del nuovo ordine. «Ora ci attende la grande sfida elettorale delle Commissioni d’Albo ma occorre lavorare per rafforzare la nostra identità comune» sottolinea il presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP Alessandro Beux

Professioni sanitarie, a Rimini il primo Congresso. Beux: «Modello ospedaliero va superato, tutti possiamo dare contributo a salute»

Comunità, opportunità e grazie. Sono queste le tre parole d’ordine lanciate dal Presidente del maxi Ordine delle professioni sanitarie Alessandro Beux dal palco del PalaCongressi di Rimini dove è in corso il primo Congresso della Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione.

Un passaggio storico per l’ordine nato con la legge 3 del 2018, meglio nota come legge Lorenzin, che racchiude 19 professioni, dai fisioterapisti ai tecnici di laboratorio, dai logopedisti agli igienisti dentali.

LEGGI ANCHE: PROFESSIONI SANITARIE, SPERANZA INCONTRA PRESIDENTE MAXI ORDINE: “VALORIZZARLE PARTENDO DA ARTICOLO 32 COSTITUZIONE”

Un congresso molto sentito dai professionisti sanitari, arrivati numerosi in Romagna, tanto da spingere il ministro della Salute Roberto Speranza, che non ha potuto partecipare fisicamente, a far sentire la sua vicinanza incontrando ieri il presidente Beux a Lungotevere Ripa sottolineando il suo impegno per la valorizzazione di questi professionisti.

«Non basta la multiprofessionalità, serve l’interprofessionalità per creare una relazione sulla base di una identità comune. Prima si guardava col filtro culturale secondo cui una cosa è buona se è mia. Invece ora una cosa è buona se è nostra» ha sottolineato dal palco un Beux a tratti commosso, a cui la platea ha tributato una standing ovation. Al Congresso sono arrivati anche i messaggi del viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, del Sottosegretario Sandra Zampa, della Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Marialucia Lorefice, della componente della Commissione Maria Teresa Bellucci e del Presidente della FIASO Francesco Ripa di Meana.

«Il messaggio è che ciò in cui abbiamo creduto è possibile farlo – continua Beux -. Diciannove professioni che per più di un anno hanno lavorato insieme per organizzare questo evento congressuale che ora è realtà. Ogni qual volta siamo stati in grado di mettere insieme queste professioni abbiamo avuto riscontri positivi, la sintonia è immediata» ha sottolineato il presidente ai microfoni di Sanità Informazione.

«Nei prossimi mesi – aggiunge – c’è la grande sfida elettorale, la chiamata alle urne per la costituzione delle Commissioni d’Albo e per otto Ordini provinciali anche per il Consiglio direttivo ai sensi del nuovo decreto. E poi continuare ciò che abbiamo iniziato: ideare progetti che ci consentano sempre più frequentemente di poter cooperare affinchè quella identità comune che riteniamo debba essere generata da questa realtà istituzionale possa crescere e rafforzarsi e diventare la base sulla quale poi le differenze professionali poggiano anche per rafforzarsi nel mondo del lavoro».

Beux è poi intervenuto anche sulle parole dell’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna Sergio Venturi che qualche giorno fa aveva lanciato la proposta di affidare nuovi compiti alle professioni sanitarie: «E’ necessaria una riorganizzazione profonda del sistema sanitario, territorializzare le cure, domiciliarizzarle, integrare il sociale con il sanitario. Tutto ciò non è possibile sulla base del modello ospedaliero. E’ pertanto indispensabile mettersi intorno a un tavolo e mettere in discussione quella parte dei modelli consolidati che non è più funzionale per sostituirli con modelli più appropriati al passo con i tempi. Inevitabilmente ciò richiederà la valorizzazione delle professioni sanitarie senza che ciò si configuri come una erosione o appropriazione indebita di ciò che è medico perché l’ambito sanitario è così vasto da far si che c’è bisogno di tutti in quella alleanza che deve passare dalle parole ai fatti».

 

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