Lavoro 17 Gennaio 2019

Contratto medici, Quici (CIMO): «Partita denuncia a Corte europea. Chiudiamo subito quello scaduto e pensiamo al nuovo»

«La denuncia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la class action, a cui i medici potranno aderire da aprile, sono atti dovuti nei confronti dei colleghi, che attendono il rinnovo contrattuale da 10 anni». Intervista al presidente della CIMO Guido Quici, che sullo spot sui ricorsi per errore medico aggiunge: «Se le strutture affogano nei contenziosi legali, ridurranno i servizi ai cittadini» 

Immagine articolo

Il 2019 della CIMO è iniziato con una frizzante raffica di iniziative. Il primo protocollo dell’anno, datato 2 gennaio, è una denuncia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, accompagnata da una class action contro Regioni e Aran a cui i medici potranno aderire da aprile. Ad accomunare le due azioni, il mancato rinnovo del contratto della dirigenza medica e sanitaria, scaduto il 31 dicembre scorso, in violazione dell’accordo confederale del 30 novembre 2016 e della sentenza della corte costituzionale n. 178/15, che ha sancito l’illegittimità costituzionale del blocco strutturale della contrattazione collettiva del pubblico impiego. Azioni che rappresentano «un atto dovuto nei confronti dei colleghi, che attendono il rinnovo da 10 anni», come le definisce Guido Quici, presidente del sindacato.

Poi, la richiesta di chiudere subito il contratto 2016-2018, che è scaduto «solo dal punto di vista economico, con un incremento contrattuale del 3,48% a regime». «Adesso bisogna parlare del nuovo», evidenzia Quici. Un’istanza, la sua, che si lega a doppio filo con il coro di proteste e di indignazione di tutto il mondo sindacale della dirigenza contro l’ormai noto comma 687 della Legge di Bilancio. Il comma, cioè, che prevede la modifica del contratto collettivo quadro del 13 luglio 2016, e quindi un ulteriore allungamento dei tempi del rinnovo, contro il quale i sindacati hanno protestato di fronte al ministero della Pubblica Amministrazione, riuscendo ad ottenere la promessa di una sua modifica nel Dl Semplificazioni che dovrebbe farne scattare gli effetti dal contratto 2019-2021.

«Nella Legge di Bilancio è subentrata una manina gelida – commenta Quici ai nostri microfoni – ed è un problema abbastanza serio. È inammissibile, tra l’altro, che una Legge di Bilancio, che dovrebbe definire il budget di un Paese, preveda una serie di cose che non hanno nulla a che vedere con la finanza. È un andazzo che dura da sempre, ma tende ad aggravarsi sempre di più».

LEGGI ANCHE: CONTRATTO MEDICI, INTERSINDACALE: «IN LEGGE DI BILANCIO PIETRA TOMBALE SUL RINNOVO. SCIOPERI CONFERMATI»

Insomma, Guido Quici ha iniziato l’anno sul piede di guerra, dopo un 2018 conclusosi con la segnalazione alla Corte dei Conti delle Regioni che non avevano risposto sugli accantonamenti delle risorse per il rinnovo del contratto: «La verità – spiega il presidente della CIMO – è che siamo arrivati per ultimi. Prima è arrivato il comparto, che giustamente ha preso le risorse che gli spettavano; poi la convenzionata, che ha firmato il proprio contratto; alla fine, quando è arrivato il turno della dirigenza, le Regioni hanno esaurito le risorse, che avevano accantonato solo parzialmente, e noi siamo rimasti al palo».

La fine dell’anno è stata inoltre caratterizzata da un altro duro colpo per i medici: la trasmissione, anche sulla Rai, di uno spot pubblicitario che incitava i pazienti a fare ricorso in caso di errore medico. La categoria si è mobilitata in massa, raccogliendo in poche ore migliaia di firme per chiedere la sospensione della pubblicità (FIRMA LA PETIZIONE), poi arrivate fin sui banchi di parlamentari e istituzioni, riuscendo, per quanto riguarda Rai e Mediaset, nell’intento. «Si tratta di una campagna indegna – è la reazione di Quici -. Mi chiedo quanto sia stato investito per una campagna così aggressiva e costosa. Forse parliamo di un milione di euro. E se è stata affrontata una spesa di questo tipo, significa che si è immaginato un ritorno economico importante a spese dei medici e delle strutture sanitarie che, se erogano tante risorse in cause inammissibili, offriranno poi meno servizi ai cittadini. Saranno affogate dai contenziosi legali e inizieranno magari a lesinare sui farmaci, sulle tecnologie o sui ricoveri. E questo è del tutto inammissibile».

Nel frattempo, un’altra petizione on line sta ottenendo grandi numeri: quella che chiede la creazione di un tribunale della Salute in cui medici e pazienti possano confrontarsi, ponendo fine a queste campagne di odio: «Una cosa del genere è sicuramente fondamentale – commenta in conclusione Quici – perché il cittadino deve avere fiducia nel medico ed il medico deve avere fiducia nel cittadino. E questo è un rapporto che purtroppo si è nel tempo rovinato e che va senz’altro recuperato».

Articoli correlati
#DestinazioneSanità | Liguria, lavori in corso: si sta costruendo una nuova sanità
La sanità ligure sta attraversando un momento di grande trasformazione. Per raccontarlo, siamo andati a Genova e abbiamo incontrato istituzioni, medici, direzioni ospedaliere e sindacalisti che ci hanno raccontato in che direzione sta andando la sanità della Regione tra privatizzazioni, nuovi ospedali, nuove politiche e nuovi modelli assistenziali. Ma con medici sempre più anziani. Cecchini (CIMO): «Sono cambiamenti importanti che richiedono al sindacato una forte attenzione e un forte impegno»
Emergenza-urgenza, CIMO-FESMED al ministro Grillo: «Necessario tavolo per migliorare procedure di assistenza»
Il Presidente federale Guido Quici: «La presenza di un medico sui mezzi di soccorso avanzato è fondamentale. La carenza di medici non sia una scusa»
Nuovo patto federativo CIMO-Fesmed e CIMOP, Quici: «Ospedalieri pubblici e privati insieme per la centralità della professione»
Il primo accordo di sinergia del mondo sanitario pubblico e privato in Italia, che porta ad una rappresentanza sindacale convergente di circa 17mila medici ospedalieri. Il segretario CIMOP De Rango: «L’unione rafforza rappresentanza e rappresentatività per i diritti di tutti i medici»
Formazione, Cimo diffida strutture sanitarie: troppi medici costretti a rinunciare a ECM per coprire turni e carenze
«Le aziende - sottolinea il Presidente CIMO Guido Quici - impegnano sempre meno risorse per la formazione, tanto che tra il 2010 e il 2016 la spesa delle aziende sanitarie e ospedaliere è diminuita del 32,55% passando da 147,8 mln a 99,7 mln di euro». Il sindacato chiede che entro 30 giorni siano attivati o ripristinati gli strumenti e i tempi a disposizione dei medici da dedicare ad un effettivo aggiornamento professionale nell’ambito delle ore lavorative istituzionali
Contratto, FVM al Governo: «Elemento di crisi tale da destabilizzare definitivamente il Ssn»
Il presidente della Federazione dei medici, veterinari e dirigenti sanitari Aldo Grasselli scrive una lettera indirizzata al Ministro della Salute Giulia Grillo e ai vicepremier Salvini e Di Maio, sul nodo relativo al Contratto delle Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. «Ministro Grillo, mi rivolgo a lei direttamente in qualità di Ministro competente, e ai due […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

«La sanità si basa sullo sfruttamento infinito e gratuito di medici e professionisti sanitari»

Riuscite a immaginare un idraulico o un avvocato che lavorano il 30% in più senza chiedere ulteriori compensi? In sanità viene dato per scontato
Lavoro

Ex specializzandi, a Roma l’Appello dà ragione ai camici bianchi. L’avvocato Marco Tortorella: «300mila medici abbandonati dallo Stato, ora giustizia»

L’ultima sentenza della Corte di Appello di Roma ha portato all’assegnazione di rimborsi per 12 milioni di euro per i camici bianchi tutelati dal network legale Consulcesi. «Lo Stato è obbligato...
Salute

Anatomia Patologica, viaggio nel laboratorio dove si scoprono i tumori. Virgili (Campus Bio-Medico): «Sanità digitale e I.A. il futuro»

Sanità Informazione è entrata nel laboratorio del Policlinico Campus Bio-Medico di Roma dove vengono analizzati i tessuti: la tecnologia consente precisione e velocità. Il coordinatore Roberto Virg...