Contributi e Opinioni 13 Maggio 2020

Lavorare per la ripresa: disagio psicosociale, salute ed economia, un rapporto a doppio senso

di David Lazzari, Presidente nazionale Ordine Psicologi

di David Lazzari, Presidente nazionale Ordine Psicologi

Molti si chiedono l’evoluzione di questa crisi, certamente non facile da prevedere. È evidente che c’è un diffuso disagio legato non solo alla pandemia ma alle sue conseguenze, sul piano umano, sociale ed economico.

Di fronte ad una situazione complessa abbiamo bisogno di occhiali che ci aiutino a capire la complessità senza complicarla ma neanche banalizzarla. Un rischio reale, perché un conto sono le sintesi, il capire gli intrecci di scenari complessi, altra cosa è scambiare un pezzetto per il tutto e ridurre il reale a semplificazioni rassicuranti ma del tutto fuorvianti.

Oggi registriamo forme di disagio psicosociale molto diffuse che imputiamo ai problemi sanitari ed a quelli socioeconomici. Una idea può essere che eliminando le cause elimineremo questo disagio. È la stessa visione che ha impedito sinora di attivare un sistema pubblico adeguato di psicologia (i 6mila psicologi del SSN per 60 milioni di abitanti non possono essere considerati qualcosa di minimamente adeguato, anche perché mal organizzati, e comunque assenti nella scuola, nei servizi sociali e in altri contesti cruciali).

Peccato che tutti gli indicatori ci dicono che questa idea è semplicemente sbagliata. Basti pensare che i Paesi dove si registrano maggiori indici di disagio psicosociale sono quelli più ricchi per capire che benessere materiale e psicologico non sono la stessa cosa. Gli unici Psicologi che hanno vinto un Nobel lo hanno fatto per gli studi che mostrano che, accanto ai fattori economici che incidono sulla psiche, ci sono fattori psicologici molto importanti che incidono sui vissuti e le scelte legate all’economia. L’interazione è reciproca.

Come lo è nei comportamenti e nel campo della salute. Fattori di tipo psicologico fanno la differenza tra atteggiamenti positivi e responsabili o a rischio per noi stessi e gli altri. Oppure tra buona e cattiva salute: il disagio psicosociale può raddoppiare il rischio di sviluppare una malattia fisica.

Ma il rischio concreto è che non si faccia nulla per aiutare questo disagio psicosociale. Che si ricorra ai soliti sistemi: fare solo chiacchiere e somministrare farmaci, lasciando che la gente si arrangi o si paghi di tasca sua lo Psicologo. Questo per le banalizzazioni di cui sopra ma anche perché il rapporto tra fattori psichici ed effetti nella vita e nella società, pur essendo ben documentato molte volte non è immediato e, ad uno sguardo superficiale, il nesso si perde.

In questa pandemia però tutto si è fermato da un lato e accelerato dall’altra. La dimensione psicologica è emersa nella sua importanza ed incidenza. I problemi delle persone e del Paese sono davvero tanti ma proprio per questo cerchiamo di mettere in campo interventi che possono intercettare e sgonfiare il malessere, impedire che degeneri, che produca costi maggiori. Noi abbiamo fatto proposte precise, fattibili, basate su analisi e dati, per creare una rete di servizi psicologici, non siamo alle rivendicazioni che lasciano il tempo che trovano.

L’interdipendenza, positiva o negativa, tra la dimensione psicologica e altri aspetti della vita (funzionamento corporeo, funzionamento sociale, livelli di soddisfazione, ecc.) è divenuta più chiara, il 65,7% degli italiani vedono l’aspetto psicologico come fondamentale per la salute e la cura (Censis 2018) e 8 italiani su 10 ritengono il ruolo dello Psicologo cruciale nell’attuale situazione (Istituto Piepoli 2020).

Peccato che gli economisti italiani non abbiano approfondito gli studi della London School of Economics che hanno portato il Governo inglese a stanziare decine milioni di sterline per dare aiuto psicologico alla popolazione, perché gli studi dicono che questi interventi non solo si ripagano da soli ma producono benefici per la società e l’economia.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Lauree abilitanti, intervista al presidente nazionale Ordine Psicologi, David Lazzari
«Noi abbiamo la necessità di rendere le nostre lauree più professionalizzanti. Le regole che attualmente governano i corsi di Psicologia sono inadeguate rispetto alle normative e al mandato sociale della professione»
Il 7 ottobre è la Giornata Nazionale della Psicologia
Mercoledì 7 ottobre dalle ore 9.30, nell’ambito della Giornata Nazionale della Psicologia 2020, presso la Camera di Commercio di Roma – Sala del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra, si terrà il convegno su il diritto alla salute psicologica, organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Dopo l’introduzione del Presidente del CNOP, David Lazzari, […]
Covid 19 e malattie croniche: indagine on line Regione Lazio-Ordine degli Psicologi a supporto dei pazienti
L’obiettivo della survey è quello di comprendere, nel nuovo quadro pandemico, se e come sia mutata la loro percezione delle diverse dimensioni della malattia: dal grado di auto-efficacia al rapporto con il team curante, fino alla gestione dell’aderenza alle terapie
Psicologo a scuola, Lazzari (CNOP): «Rientro in sicurezza non è solo distanziare i banchi»
Il Presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi spiega perché la presenza dello psicologo negli istituti scolastici è essenziale: «Anche gli insegnanti ce lo stanno chiedendo, bisogna adattarsi alla nuova situazione»
Diabete e intelligenza artificiale, un aiuto anche nel trattamento psicologico del paziente
L’efficacia dell’uso di un trattamento psicologico nel percorso di cura, unita alla generazione di un risparmio per il SSN, è stata confermata. L'Intelligenza Artificiale (IA) può avere un grande impatto, soprattutto sugli aspetti di personalizzazione degli interventi, nonché di monitoraggio e miglioramento dell’aderenza ai processi di cura
di Mara Lastretti (Ordine Psicologi Lazio) e Tommaso Ciulli (Ordine Psicologi Toscana)
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 28 ottobre, sono 43.979.777 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.167.124 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 28 ottobre: Ad oggi in I...
Salute

Covid-19, chi sono e cosa devono fare i contatti stretti di un positivo? Il vademecum del Ministero della Salute

In quali casi si può parlare di "contatto stretto"? Il Ministero della Salute spiega tutte le possibili situazioni in cui ci si può trovare
Salute

Covid-19, il virologo Palù: «Vi spiego perché non sempre gli asintomatici sono da considerare malati»

Il virologo veneto, già Presidente della Società Europea di Virologia, spiega dove si può intervenire per contenere i contagi: «Stop alla movida, contingentare gli ingressi nei supermercati e ridu...