Salute 6 agosto 2018

Vaccini, Regioni pronte a ricorrere a Consulta contro rinvio obbligo. Anelli (FNOMCeO): «Parlamento rispetti scienza»

Umbria, Calabria, Campania pronte a varare leggi che mantengano obbligatorietà. Dl Milleproroghe rischia di non essere approvato prima della pausa estiva, potrebbe restare in vigore autocertificazione

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«La proroga dell’obbligo vaccinale è un passo indietro. Lavoriamo perché non passi in Parlamento, altrimenti siamo pronti a ricorrere alla Consulta, perché la Sanità non è una materia esclusiva di competenza dello Stato». Le parole di Antonio Saitta assessore alla Sanità della Regione Piemonte e Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni, lasciano ben intendere quale sia l’umore delle regioni dopo l’approvazione dell’emendamento al Decreto Milleproroghe che fa slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi. «Vogliamo essere sentiti, serve un’intesa con le Regioni», sottolinea Saitta. La linea pro-vax è sostenuta anche da altre Regioni: la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, ha annunciato che la Regione si doterà di una propria legge mantenendo l’obbligo della certificazione vaccinale per l’iscrizione a tutte le scuole. Analoghe misure sono annunciate anche dal presidente della Campania Vincenzo De Luca, mentre il presidente della Calabria Mario Oliverio ricorda che la Regione si è già dotata di una norma autonoma per l’obbligo vaccinale a scuola.

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Anche il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, si è espresso contro il rinvio di un anno dell’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi. L’emendamento, afferma Anelli, «non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza».

Tuttavia non è ancora chiaro cosa succederà alla riapertura delle scuole. Senza l’approvazione definitiva, a questo punto molto improbabile, del decreto Milleproroghe che fa slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi, resterà infatti in vigore la circolare dello scorso luglio in base alla quale i genitori devono presentare l’autocertificazione delle vaccinazioni effettuate dai propri figli. È ormai quasi certo che il Milleproroghe non sarà approvato alla Camera prima della pausa estiva. Il testo della circolare, in deroga transitoria alla legge Lorenzin, prevede appunto che per la frequenza del prossimo anno scolastico 2018-19 basterà l’autocertificazione, ovvero una dichiarazione sostitutiva delle vaccinazioni effettuate, da presentarsi alle scuole. In ogni caso, ha già precisato il Ministro Grillo, «la mancata presentazione della documentazione non comporterà la decadenza dell’iscrizione scolastica».

Le opposizioni contestano la linea adottata dalla maggioranza: Il segretario del Pd Maurizio Martina annuncia che «in Parlamento il Partito democratico si opporrà con tutte le sue forze alla scelta della maggioranza di rinviare l’obbligo ai vaccini» e annuncia, una petizione nazionale a partire dalle feste democratiche dell’unità e dai circoli per cancellare la norma. Di tutt’altro avviso la maggioranza: il leader della Lega Matteo Salvini ha ribadito ieri di aver vaccinato i suoi figli, ma ritiene che «il diritto all’educazione non possa essere negato a nessuno». È giusto che a inizio anno, nelle scuole e negli asili, possano entrare tutti. Molti Paesi al mondo non obbligano ma educano». Il Presidente della Commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri (M5S), sottolinea che «l’obbligo delle vaccinazioni, come ribadito fino a ieri sera anche dal Ministro Grillo, resta, così come la presentazione delle certificazioni da parte dei genitori. Nessuno abbandona la scienza». Intanto, oltre 22.000 firme per chiedere di «superare rapidamente l’obbligo vaccinale e le esclusioni dei bambini 0/6 anni dai servizi per la prima infanzia» verranno consegnate il 7 agosto alla ministra della Salute da due comitati spontanei nati rispettivamente in Trentino e in Alto Adige.

 

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