Mondo assicurativo 8 maggio 2017

Perché con la ‘Legge Gelli’ le strutture sanitarie provvedono all’assicurazione dei collaboratori non dipendenti?

Sono il titolare di un centro diagnostico e ambulatoriale in provincia di Bari; nella mia attività mi servo di 15 operatori sanitari dei quali 10 medici  con i quali ho stipulato un rapporto di collaborazione con pagamento a presentazione di fattura. Ho in corso una polizza di responsabilità professionale personale che si riferisce alla mia […]

di Ennio Profeta - Consulente SanitAssicura

Sono il titolare di un centro diagnostico e ambulatoriale in provincia di Bari; nella mia attività mi servo di 15 operatori sanitari dei quali 10 medici  con i quali ho stipulato un rapporto di collaborazione con pagamento a presentazione di fattura.

Ho in corso una polizza di responsabilità professionale personale che si riferisce alla mia attività di ginecologo. Non ho invece mai sottoscritto una polizza per la mia struttura. Ho concordato infatti da sempre con i miei collaboratori che essi dovessero provvedere a loro spese alla loro copertura assicurativa. Ora invece sono stato sollecitato dai miei collaboratori ad accendere una polizza globale dello studio che comprenda anche le loro persone. Tutto questo, mi si dice, in obbedienza a quanto previsto dalla nuova legge sulla responsabilità medica.

Potrei anche condividere l’obbligo per la mia struttura ad assicurare la responsabilità dei propri dipendenti. Non comprendo invece la ratio della obbligatorietà estesa ai semplici collaboratori.

Può spiegarmela per cortesia questa ratio, sempre che ce ne sia una!

 

In primo luogo non è inutile ricordare che la nuova legge Gelli è stata emanata con la finalità principale della tutela del paziente, sia essa riferita ad una maggior sicurezza nelle prestazioni sanitarie, sia tramite la previsione della obbligatorietà della assicurazione da parte degli esercenti la professione sanitaria. Su questo presupposto la legge ha ritenuto di dover fare piena chiarezza estendendo la responsabilità della Struttura sanitaria, già effettiva riguardo i dipendenti, ai comportamenti dannosi dei semplici collaboratori.

In forza di questa impostazione di legge pertanto il paziente non deve effettuare alcuna preventiva verifica della tipologia di rapporto lavorativo che lega l’operatore sanitario alla struttura al quale si è rivolto. Il paziente non è tenuto a sapere se l’operatore sanitario sia un dipendente ovvero un collaboratore. Comunque questa circostanza deve essere per lo stesso ininfluente. Egli si è rivolto infatti alla struttura, concludendo con questa un contratto per l’ottenimento di prestazioni (siano queste diagnostiche, terapeutiche o ambulatori) e conseguentemente proprio la struttura è  la naturale interfaccia alla quale egli può e deve rivolgersi in caso di danno.

Questa è la ratio che ha suggerito al legislatore di assimilare in termini di responsabilità professionale la posizione dei collaboratori a quella dei dipendenti. In effetti la differenza non sta nella tipologia del rapporto contrattuale tra operatore e struttura ma in un’altra circostanza ben più essenziale. Ci si deve infatti chiedere con chi il paziente abbia instaurato il rapporto. Nel caso in cui tale rapporto si sia instaurato con la struttura (pertanto egli non ha scelto l’operatore sanitario ma ha scelto la struttura) è conseguente che la struttura debba rispondere dei comportamenti colposi dell’operatore e quindi assicurarlo. Al contrario, ove si sia instaurato un rapporto diretto tra paziente ed operatore sanitario, e quest’ultimo abbia fatto soltanto uso dei locali ed attrezzature della struttura, allora la posizione dell’operatore sanitario è quella tipica di un libero professionista che sta utilizzando locali e attrezzature della struttura. In questo caso egli pienamente responsabile dei suoi comportamenti e deve provvedere a sue spese a stipulare una polizza di responsabilità professionale.

Concludo con due importanti precisazioni.

In primo luogo la legge consente alle Strutture sanitarie di mettere in atto soluzioni alternative all’assicurazione. In altre parole questo vuol significare che le Strutture possono scegliere di non assicurarsi provvedendo però ad accantonare Fondi finanziari a copertura dei rischi e dei danni verificatisi, fondi che debbono trovare evidenza contabile nei bilanci delle Strutture stesse. Ovviamente l’adozione di questa alternativa non modifica assolutamente la esposizione della Struttura in termini di responsabilità.

In secondo luogo la nuova legge non ha inteso concedere la impunità totale ai dipendenti e collaboratori   delle strutture. Essi infatti possono essere sempre chiamati a rifondere la Struttura e/o l’Assicuratore per quanto questi abbiano liquidato al paziente per un danno provocato da colpa grave dell’operatore sanitario. Ne consegue che un obbligo assicurativo esiste anche per gli operatori sanitari, dipendenti e non.

Essi pertanto devono provvedere a munirsi di una polizza di responsabilità professionale proprio a tutela della eventuale azione di rivalsa che potrebbe raggiungerli da parte della loro Struttura e/o della compagnia di assicurazione.

 

Articoli correlati
Ostetricia, nasce la nuova società scientifica della categoria SISONG
La Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche, dopo alcuni mesi di interlocuzione e diffusione in tema di costituzione di Società Scientifica così come previsto dalla Legge n. 24/2017 (Legge Gelli,) comunica la formazione della nuova Società Scientifica denominata Società Scientifica Italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-Neonatali (SISONG). Un’adesione massiccia che conta oltre 5mila adesioni da parte delle […]
Legge Gelli, la Federazione Nazionale Collegi Ostetriche invita ad aderire alla nuova Società Scientifica di categoria
La nuova normativa entrata in vigore in tema di responsabilità delle professioni sanitarie (legge n. 24/2017 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, entrata in vigore ad aprile 2017), di cui sono stati presentati al momento solo due decreti attuativi, rappresenta […]
Salute della donna: neuropelveologia, staminali e diagnosi prenatale le novità dal congresso Sigo-Aogoi-Agui
«Tra i temi più all’avanguardia, diagnosi prenatale e cellule staminali, argomenti sui quali è necessaria grande accortezza» ai nostri microfoni il Dottor Pier Luigi Sozzi, ginecologo ostetrico e già vicepresidente nazionale Aogoi
di Lucia Oggianu
Legge Gelli: prime applicazioni giurisprudenziali. Gaudio, Rettore Sapienza: «Finalmente medico torna a fare il medico»
«La Legge Gelli ha determinato anche un grosso risparmio per il sistema, la medicina difensiva ha dei costi notevoli ed è un bene che si esca da questo terreno paludoso» lo dichiara Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore dell’Università Sapienza di Roma
Responsabilità professionale: ecco ‘ritocchi’ con decreti. Frati e Fineschi (Med. Legale): «Per assicurazioni cambia tutto»
«La Legge 24 ha bisogno di stampelle solide per imparare a camminare, ecco che i decreti attuativi definiranno i contorni di una normativa già ottimale» così Paola Frati e Vittorio Fineschi, ordinari di Medicina Legale alla Sapienza, durante la due giorni romana di approfondimento in materia di risk
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Ex specializzandi, emendamento al Bilancio. Aiello (Ap): «Sbloccare transazione entro fine anno»

«Se andasse a buon fine la questione ex specializzandi si potrebbe sbloccare il turnover e finanziare le scuole di specializzazione» così il Senatore nell’intervista esclusiva a Sanità Informazi...
Salute

Fabrizio Frizzi: «Sulla salute non si scherza, ecco perché voglio medici aggiornati e voglio sapere tutto…»

Il popolare conduttore ai microfoni di Sanità Informazione parla del suo rapporto con la salute ed i camici bianchi: «Non sono ipocondriaco, ma sto attento ai segnali». Il racconto di quando donò ...
Lavoro

Cumulo contributivo, la carica dei 130mila. Oliveti: «Siamo pronti ma non è giusto che sia l’Inps a pagare i medici…»

«Il cumulo è diritto di civiltà, ma l’Enpam già prevedeva totalizzazione interna gratuita». A Sanità Informazione, il commento del Presidente della Cassa previdenziale dei medici Alberto Olive...