Lavoro 18 maggio 2016

ECM, certezza della legge ed equilibrio tra offerta e accessibilità

Sanità informazione intervista il senatore Amedeo Bianco, membro della Commissione Igiene e Sanità: «Maggiore attenzione da tutti gli attori del sistema»

«Non ha senso stabilire un dovere se manca l’accessibilità al suo adempimento». Il senatore Amedeo Bianco (PD), membro della Commissione Igiene e Sanità, fa presente una criticità che lui stesso aveva subodorato ai tempi della sua vicepresidenza alla Commissione Nazionale ECM.

Parliamo infatti dell’obbligo ECM e della vicenda, risalente ad alcuni mesi fa, che ha visto il Ministero della Salute annunciare un giro di vite e depennare migliaia di medici competenti non in regola con i crediti ECM. Oggi, tirando le somme di quanto accaduto, appare necessario riorganizzare al meglio il discorso della formazione continua in medicina su tutti i livelli. Da quello istituzionale, che deve garantire non solo l’effettiva accessibilità alla formazione, ma determinarne la cogenza, a quello professionale: medici e operatori sanitari devono essere messi nelle condizioni di adempiere all’obbligo formativo. Solo così, infatti, sarà possibile realizzare il fine ultimo dell’educazione continua in medicina: la sicurezza e la salute dei pazienti.

«Credo che il caso dei medici competenti sia stato, nel suo svilupparsi nel tempo, il prototipo di una criticità che sottolineavo già quando ero vicepresidente della Commissione Nazionale – spiega il senatore –  rispetto alla obbligatorietà dei crediti e alle misure che potessero rendere cogente quest’obbligo. Il sistema, infatti, nonostante i grandi sforzi fatti, presentava difformità nell’offerta formativa e nelle modalità di registrazione dei crediti ottenuti».

Una vicenda da tenere come memorandum per evitare di incappare nelle stesse sviste in futuro.
«L’insegnamento che ne abbiamo tratto  – continua Bianco – è, innanzitutto, che le attività formative sono un elemento costitutivo del profilo di esperienza, competenza e know-how dei professionisti. Che devono migliorare i sistemi di registrazione e rubricazione delle attività formative e che gli obblighi vanno sempre inseriti in un contesto certo di regole dove ci sia un sostanziale equilibrio tra l’offerta e l’accessibilità. Non ha senso stabilire  un dovere se manca l’accessibilità al suo adempimento, in questo caso l’offerta. Bisogna che tutti gli attori del sistema – aggiunge – ognuno per il suo ambito di competenza, riprendano un’attenzione positiva e propositiva sul tema della formazione continua: il Ministero, le Regioni, le aziende e i professionisti».

E insomma, che sia attraverso un sistema premiale, o viceversa sanzionatorio, le istituzioni devono incentivare e favorire la formazione del medico…
«Un sistema che deve funzionare – conclude il senatore Bianco –  e riguadagnarsi fiducia, credibilità e affidabilità da parte dei professionisti».

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