Salute 9 Ottobre 2019

Pazienti anziani, rischio cadute ridotto del 30% grazie a prevenzione e informazione. E al medico di famiglia

Il professor Carlo Tomino (San Raffaele): «Corretta attività fisica, alimentazione e relazioni sociali per vivere meglio, a lungo e in ottime condizioni di salute»

di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti

Ridurre del 30% il numero di cadute nei pazienti anziani considerati a rischio grazie all’informazione e alla prevenzione. È il principale risultato ottenuto da uno studio condotto dal professor Carlo Tomino, head research and development dell’IRCCS San Raffaele di Roma, che ha coinvolto oltre 150 medici di medicina generale di tutta Italia e 1800 soggetti.

Senza considerare i benefici per la salute delle persone più fragili, ridurre il numero di cadute comporta, cinicamente, un risparmio per il Servizio sanitario nazionale. Ed è il medico di medicina generale il fulcro intorno al quale ruotano informazione e prevenzione, in tutto ciò che concerne la salute.

«Per cominciare – commenta ai nostri microfoni il professor Tomino a margine del convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano” promosso da Onda e Daiichi Sankyo – con questo studio abbiamo dimostrato che la medicina generale può fare ricerca di altissimo livello, ottenendo risultati notevoli. E poi è stata ancora una volta evidenziata l’importanza della prevenzione e del ruolo del medico di medicina generale, che in questo ambito sa fare e può fare molto».

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Prevenzione che, allora, non può che partire da una corretta alimentazione e da un’adeguata attività fisica, parametri che «incidono molto» sull’eventualità di arrivare in forma all’età avanzata: «Rispettare questi parametri, a cui si aggiungono le relazioni sociali, significa vivere meglio, a lungo e in ottime condizioni di salute – aggiunge il professor Tomino -. È poi chiaro che la normale evoluzione della vita porta il soggetto molto anziano a vivere gli ultimi anni relativamente bene; tuttavia – prosegue – l’obiettivo è quello di cercare di allungare il periodo di vita vissuto in ottime condizioni. E alimentazione e attività fisica costante, seppur non impegnativa, – conclude – sono parametri fondamentali per una corretta gestione del paziente anziano».

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