Salute 28 Gennaio 2019

Le nuove frontiere del tecnico di laboratorio. Alessia Cabrini (ANTEL): «Con biologia molecolare risposte rapide per terapia mirata. Formazione fondamentale»

A Tor Vergata convegno sulle novità professionali promosso dall’ANTEL, l’Associazione Nazionale Tecnici di laboratorio biomedico. Tra gli ospiti il Preside della Facoltà di Medicina Orazio Schillaci e il presidente SIBIOC Sergio Bernardini. Il vicepresidente ANTEL Paolo Casalino: «Ordine TSRM e PSTRP importante sia per il riconoscimento della nostra professione che per la lotta all’abusivismo»

Un convegno per spiegare l’evoluzione di una professione. È quello organizzato dall’ANTEL, Associazione Nazionale Tecnici di laboratorio, all’Università di Tor Vergata di Roma dal titolo emblematico “Il tecnico di laboratorio biomedico. Il ruolo del professionista dalla formazione alle core-competence nei dipartimenti di processo e futuro professionale”, convegno che ha avuto il patrocinio dell’Ordine TSRM e PSTRP e della SIMEDET, Società Italiana di Medicina diagnostica e terapeutica.

«Tutti quanti gli attori operano nel mondo sanitario per migliorare le cure al paziente che deve essere sempre al centro dell’attività clinica di tutti – sottolinea il Preside della Facoltà di  Medicina e Chirurgia di Tor Vergata Orazio Schillaci – quindi la crescita culturale e scientifica delle altre figure professionali accanto ai medici non può che essere accolta con piacere per cercare di avere una sanità più moderna e efficace in grado di rispondere a quelle che sono le domande di salute dei cittadini. La creazione dell’Ordine TSRM e PSTRP è un riconoscimento per tutte queste professionalità e credo che rappresenti un momento importante che va poi utilizzato per collaborare in maniera più stretta e proficua e trovare un equilibrio tra le varie componenti».

LEGGI ANCHE: TECNICI DI LABORATORIO, PROFESSIONE IN EVOLUZIONE. LA PRESIDENTE ANTEL CABRINI: «CON NUOVO ORDINE MULTIALBO SFIDA E’ CREARE RETE DI PROFESSIONISTI»

L’aula Fleming, gremita, ha visto alternarsi relatori che hanno parlato sia delle novità nel campo della formazione che delle nuove prospettive della professione: del resto le indagini di laboratorio nell’ultimo decennio hanno permesso e permetteranno diagnosi sempre più rapide e accurate, ponendo il paziente al centro di ogni esigenza clinica. La conoscenza di nuove patologie in ambiti rilevanti come nell’infettivologia, nella genetica medica, nell’oncoematologia e nell’anatomia patologica, sempre più richiedono tecnologie sofisticate per la loro identificazione e la presenza di professionisti in grado di gestire e soprattutto di interpretare correttamente i dati.

«La medicina di precisione – ha sottolineato Sergio Bernardini, presidente della SIBIOC, Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – è il futuro prossimo. Bisogna sottolineare che la medicina di precisione non è una medicina che costa meno perché è precisa ma è una medicina basata su tecnologie molto avanzate, questo significa grandi investimenti sia in tecnologie che in formazione. La medicina di precisione è il futuro più naturale della medicina di laboratorio ma servono investimenti».

Il faro sulle nuove tecnologie è stato anche il focus dell’intervento della presidente ANTEL Alessia Cabrini: «È molto importante il capitolo sullo sviluppo delle competenze del tecnico sulle nuove metodologie diagnostiche e tecnologie nell’ambito della biologia molecolare: sono innovative e permettono una risposta molto rapida per risolvere quelle che sono le problematiche del paziente clinico. Il clinico può avere una risposta per dare una terapia diagnostica mirata. Questo è il concetto essenziale. Queste tecnologie prevedono un expertise, una esperienza e delle competenze avanzate della figura del tecnico di laboratorio che possono essere acquisite, oltre che con la formazione di base cioè la laurea triennale, anche con corsi specifici di aggiornamento che permettono un processo di qualità sia nell’ambito della diagnostica di laboratorio che nell’ambito della competenza del tecnico stesso. Anche i master – aggiunge Cabrini – hanno un ruolo fondamentale: possono essere istituiti dagli atenei anche in collaborazione con le aziende sanitarie che spingono verso questo percorso anche perché con il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro è prevista la figura del professionista specialista oltre che del professionista esperto: un percorso che porterebbe a una certificazione maggiore del tecnico di laboratorio».

Il vicepresidente dell’ANTEL Paolo Casalino ha voluto sottolineare, invece, l’importanza dell’iscrizione al maxi ordine delle professioni sanitarie: «È importante che i professionisti si iscrivano all’Ordine TSRM e PSTRP.  È un percorso che stavamo aspettando da tantissimi anni: l’Ordine è un organo importantissimo per noi sia per il riconoscimento della nostra professione che per la lotta all’abusivismo. Nessuno vuole fare una caccia alle streghe, però una regolamentazione di queste 19 professioni serviva».

 

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