Lavoro 12 dicembre 2017

Legge Gelli, in arrivo i decreti attuativi. L’avvocato Hazan: «Saranno pronti prima del termine legislatura»

«Dopo un incontro al Ministero con tutti gli stakeholder della sanità, siamo riusciti a strappare una promessa…», così ai nostri microfoni l’esperto della riforma della Responsabilità professionale in sanità

«I primi decreti attuativi alla Legge Gelli arriveranno entro la fine della legislatura». È questa la promessa che i vari stakeholder della sanità interessati al tema della Responsabilità professionale sono riusciti a strappare in un incontro al Ministero della Salute. Lo rivela in anteprima ai microfoni di Sanità Informazione l’avvocato Maurizio Hazan dello Studio Legale Taurini e Hazan, autore insieme all’Onorevole Federico Gelli e all’avvocato Daniela Zorzit, del libro libro “La nuova responsabilità sanitaria e la sua assicurazione”, edito da Giuffrè.

Avvocato, tutti si chiedono quando arriveranno i decreti attuativi alla Legge Gelli…

«Non ho la sfera di cristallo, ma qualche indicazione in più posso darla, quasi a livello di gossip: con l’onorevole Gelli ci siamo presentati al Ministero della Salute, alla presenza del Viceministro e di tutti i responsabili della Funzione Legislativa e di coloro che avranno la responsabilità dell’emanazione del testo per comprendere lo stato dell’arte e per fornire alcune indicazioni, alcuni spunti provenienti da tavoli di riflessione a cui hanno partecipato tutti gli stakeholder, come le imprese, l’ANIA, AIBA, le strutture sanitarie e le associazioni più rappresentative della sanità. Siamo giunti ad una prima riflessione da condividere con il Ministero. E lì, nonostante alcune indicazioni che avevamo ricevuto in precedenza, ovvero che i decreti attuativi sarebbero usciti fuori tempo massimo, ovvero dopo la legislatura, siamo riusciti a strappare l’impegno di farli prima. Non so se tutto questo è stato fatto per compiacenza o reale convinzione, ma l’impegno preso è serio. C’è una volontà convergente».

Quindi i decreti usciranno entro la fine della legislatura?

«Esattamente, questo è l’impegno preso. Ripeto, staremo a vedere, ma resta che il nostro è stato un incontro formale, importante, di grande presa di consapevolezza del ruolo determinante che hanno questi decreti attuativi, perché senza di loro la normativa è parzialmente zoppa. La parte assicurativa, ad esempio, non si comprende come debba essere messa “a terra” in termini definitivi. Per cui mi sembra una notizia senza dubbio incoraggiante. Resta il fatto che gli snodi che i decreti dovranno risolvere sono tantissimi e molto complessi, nonché estremamente delicati da un punto di vista tecnico e politico: basti pensare alla questione della Responsabilità Civile sanitaria che vuole mutuare gli schemi dell’RC Auto, ed è dunque chiamata ad una grandissima sfida perché, ovviamente, l’RC sanitaria non è l’RC Auto. Ha delle complicazioni ovvie, intuitive, e sono talmente palesi che richiederanno sforzi enormi anche dopo la decretazione attuativa per far sì che le cose possano effettivamente funzionare. La nota secondo me più importante è che in vista dei decreti attuativi mondi che si parlavano poco, ovvero quello della sanità e quello delle assicurazioni, si sono avvicinati per cercare di capire come riuscire a coordinarsi, come conoscersi meglio nel segno di una impostazione della copertura assicurativa non di alternativa ma di complemento, quindi una reciproca conoscenza che per me è l’inizio di un nuovo percorso molto importante».

Nel frattempo stiamo registrando una certa preoccupazione da parte dei Direttori Generali, ma anche dei rappresentanti dell’area degli ospedali privati. Qual è il consiglio che si sente di dare a loro per essere tutelati in attesa dei decreti?

«Le indicazioni che la norma dà l’articolo 1 sono molto forti. Io dico attenzione anche lì perché si parla di diminuzione complessiva del sistema della responsabilità, ma bisogna leggerlo in termini bivalenti: il fatto che ci siano delle grandi responsabilità di gestione inerenti alla sicurezza delle cure e al governo del rischio fa sì che le cariche apicali potrebbero domani risentire anche di attacchi personali. Bisogna comprendere che l’abbattimento generale del tema della responsabilità come linea generale che la norma dà sulle cariche apicali in realtà subisce quasi un’inversione di tendenza. Bisogna sottolineare comunque il fatto che ci saranno delle linee guida, quindi dei presidi da seguire e ai quali conformare la propria dirigenza».

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