Politica 18 Novembre 2019

Farmaci, ospedali, ‘numero chiuso’: quanto incide la giustizia amministrativa in sanità. Parla il Presidente del Consiglio di Stato Patroni Griffi

A Palazzo Spada l’Open Day della Giustizia Amministrativa. Patroni Griffi: «La storia della giustizia amministrativa è una storia di allargamento delle tutele e quindi di allargamento dei diritti nei confronti dell’amministrazione»

«La storia della Giustizia amministrativa è la storia della lotta al potere arbitrario per affermare il principio di legalità e conoscerne il funzionamento è fondamentale, per tutti, perché significa conoscere i propri diritti». È questo uno dei passaggi più significativi della relazione del Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi in occasione dell’Open day della Giustizia amministrativa celebrato a Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato.

Un evento che si è aperto proprio con una tavola rotonda sui temi della sanità dal titolo “Cosa ha fatto e cosa può fare il giudice amministrativo” a cui hanno partecipato, tra gli altri, Roberto Speranza, Ministro della Salute, Franco Frattini, Presidente della III Sezione del Consiglio di Stato che si occupa anche di sanità, Andrea Urbani, Direttore generale della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva. Ad ascoltarli un pubblico speciale composto dagli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre.

I dati parlano di un contenzioso complessivo della sanità nella Giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato) che si attesta sul 2% dei ricorsi totali. Tanti i temi che la magistratura amministrativa si trova ad affrontare in tema di sanità: dalle tematiche relative ai farmaci e alla rimborsabilità da parte del Sistema sanitario alle questioni sugli appalti, dai ricorsi per il numero chiuso a medicina ai contenziosi sugli tagli dei presìdi ospedalieri più piccoli.

LEGGI ANCHE: SPERANZA IN CONSIGLIO DI STATO: «SENTENZE SU ‘NUMERO CHIUSO’? GIUSTO CHE ORA INTERVENGA IL PARLAMENTO»

«Il controllo giudiziario sugli atti dello Stato e delle altre pubbliche amministrazioni è uno degli elementi che assicura il primato della legge su chi detiene il potere e quindi il rapporto tra Autorità pubbliche e persone non può essere sottratto alle garanzie della giurisdizione» ha ricordato ancora Patroni Griffi  che ha voluto l’open day, insieme all’Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti – UNAA, per avvicinare le persone alla giustizia ma anche «per avvicinare noi giudici alle persone».

La Magistratura amministrativa è composta complessivamente da circa 400 magistrati in primo e secondo grado (i magistrati ordinari sono oltre 9 mila – 9.600 in servizio, la legge ne prevede 10.151). Le sue competenze, però, sono molto vaste e coprono pressoché tutti i campi in cui operano le pubbliche amministrazioni. Negli ultimi 20 anni i magistrati amministrativi hanno abbattuto l’arretrato: si è passati da oltre 950mila cause pendenti nel 2000 alle circa 180mila di oggi, tra primo e secondo grado.

Presidente, lei ha ricordato quanto la giustizia amministrativa incida sulla vita di tutti i giorni. I temi sono tanti, per esempio recentemente c’è stata una ordinanza del Consiglio di Stato che ha stabilito l’ingresso alla Facoltà di medicina di oltre duecento ragazzi che non avevano passato il tes. Quanto incide la Giustizia amministrativa sulla vita di tutti i giorni?

«Credo che incida molto. Spaziamo da profili attinenti la vita economica, le tariffe, la localizzazione di opere pubbliche che incidono sulla vita economica ma anche sulla vita della comunità. E poi incide su settori di vita quotidiana dal numero chiuso nelle università al servizio mensa scolastico. Tutto queste deve responsabilizzare in primo luogo i giudici, ma nello stesso tempo è importante che i cittadini sappiano che esiste una via per assicurare il rispetto del principio di legalità e la tutela dei propri diritti e dei propri interessi, una componente fondamentale dello stato di diritto quale è il nostro e della democrazia amministrativa».

A volte, come nel caso del numero chiuso, le sentenze possono ‘allargare’ i diritti: per esempio gli studenti che si sentono danneggiati dal numero chiuso ricorrono alla giustizia amministrativa…

«Prescindendo dai singoli casi, sicuramente la storia della Giustizia amministrativa è stata una storia di allargamento delle tutele e attraverso le tutele di riconoscimento dei diritti. Se lei pensa che quando fu istituita la Quarta sezione del Consiglio di Stato non si riteneva che, per esempio, un candidato escluso da un concorso potesse ricorrere contro una procedura concorsuale, oppure che una persona che si fosse vista negare una licenza di commercio si pensava all’epoca che potesse ricorrere contro questo diniego. Sono partito dal 1889, però la storia della giustizia amministrativa è una storia di allargamento delle tutele e quindi di allargamento dei diritti nei confronti dell’amministrazione che non sono solo diritti difensivi. Non ci si deve più solo difendere, ad esempio, da una espropriazione ma si parla di diritti pretensivi, che chiedono qualcosa, tutti quei diritti a prestazioni amministrative quelle volte che la legge preveda che per ottenere un vantaggio occorra passare per la pubblica amministrazione».

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