Salute 18 Novembre 2019

Speranza in Consiglio di Stato: «Sentenze su ‘numero chiuso’? Giusto che ora intervenga il Parlamento»

Il Ministro, intervenuto al primo “Open Day della Giustizia Amministrativa” a Palazzo Spada, ha parlato di ‘numero chiuso’ a medicina dopo l’ordinanza che ha ammesso oltre 250 studenti tutelati dal network Consulcesi

di Giovanni Cedrone - Diana Romersi
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«Come avvenuto per le Dat (in arrivo a giorni la Banca Dati Nazionale), il ministero della Salute intende avvalersi sempre di più della funzione consultiva del Consiglio di Stato». L’annuncio è arrivato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che è intervenuto nel corso del primo “Open Day della Giustizia Amministrativa” a Palazzo Spada a Roma, sede del Consiglio di Stato.

LEGGI L’INTERVENTO DEL MINISTRO SPERANZA

Nell’incontro Speranza ha sottolineato la collaborazione con la magistratura amministrativa grazie a cui ha potuto di recente licenziare l’atteso regolamento sulla cosiddetta piramide della ricerca e, proprio in questi giorni, ha acquisito il definitivo parere della Sezione consultiva per gli atti normativi sulla istituzione della banca dati nazionale di cui all’art. 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) attraverso le quali ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.

Il Ministro, che ha parlato davanti al Presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, e ai ragazzi della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, ha ricordato l’importanza del giudice amministrativo anche nell’ambito della Salute «perché rappresenta un fattore fondamentale di stabilità istituzionale, con il controllo di legittimità delle scelta di riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale». Il Consiglio di Stato, tra le sue competenze in tema di sanità, è stato recentemente protagonista di una sentenza che ha riammesso alla Facoltà di Medicina oltre 250 studenti assistiti dal network Consulcesi. Un duro colpo “giuridico” all’impalcatura del Numero Chiuso che rischia ora di crollare di fronte alle ondate di ricorsi.

Cosa ne pensa?
«Abbiamo rispetto delle indicazioni che fornisce la giurisprudenza sulla base delle norme dello Stato – spiega Speranza –. I giudici non devono far altro che rispettare le norme dello Stato che vengono prodotte dal Parlamento. Il problema non è il giudizio che viene dato ma la discussione che si fa intorno alle norme».

Qual è la discussione politica in merito?
«Credo che vada fatta in Parlamento».

A che punto è il Patto per la Salute?
«Stiamo discutendo con le Regioni. Il mio auspicio è che dentro quel confronto possano emergere soluzioni condivise e che già nella legge di Bilancio si possa dare un primo segnale: c’è una carenza di medici che ormai è un dato di fatto. Proveremo a costruire una risposta ragionevole non imposta dal Governo ma costruita in una triangolazione tra Governo, Regioni e soggetti che operano dentro questo settore».

Oggi Open Day della Giustizia amministrativa. Quanto incide nella sanità?
«Il giudice amministrativo svolge una funzione molto rilevante. Il mio auspicio è che passi sempre di più il principio che si difendano i diritti costituzionali a partire dall’articolo 32, la tutela della salute, prima della compatibilità finanziaria. La Corte Costituzionale ha dato un segnale importante in questa direzione: la compatibilità economica e finanziaria è importante ma la difesa del diritto della salute viene prima di ogni vincolo di Bilancio».

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