Lavoro 4 novembre 2014

Disoccupazione alle stelle, contratti fermi e troppi sacrifici: i volti della protesta

L’urlo degli infermieri in piazza: “Tanti fuggono all’estero, ma chi resta rischia tutto”

Immagine articolo

Autunno caldo per gli infermieri pubblici, che nella giornata di ieri hanno incrociato le braccia e manifestato a Montecitorio per lo sciopero indetto dal Sindacato per le professioni infermieristiche Nursind.

Consapevoli dei disagi che la loro protesta avrebbe arrecato a pazienti e cittadini, gli infermieri sono altrettanto decisi a lottare affinché le loro istanze vengano accolte dalle istituzioni. Saltati 30mila interventi programmati (garantiti, invece, quelli d’urgenza) nella speranza che il gioco valga la candela.

Tra le richieste degli operatori sanitari c’è innanzitutto la fine del blocco turn over: un fenomeno che dura dal 2008 e che ha portato, in questi anni, ad un mancato ricambio del personale con la sostituzione di coloro che vanno in pensione. La nefasta conseguenza è che gli infermieri in Italia sono sempre meno (100mila in meno rispetto alla media europea) a fronte di una mole di lavoro enorme. Sempre, beninteso, per chi un lavoro ce l’ha: sono 25mila attualmente, i professionisti disoccupati.  “Molti decidono di andare all’estero –  spiega un manifestante – ma noi che restiamo, nonostante il blocco dei contratti fermo da cinque anni, continuiamo a mettere la nostra professionalità al servizio dello Stato e dei cittadini. Non è un caso che la maggior parte dei contagiati da Ebola, nel mondo, siano infermieri”.  Sacrifici che bruciano ancora di più, senza un’adeguata contropartita: “Dopo anni di turni durante le festività, tempo prezioso sottratto alle nostre famiglie, sarebbe giusto ottenere un equo riconoscimento economico”, sono le parole di un’altra manifestante.

L’attuale politica di spending review dettata dal governo non aiuta di certo. La legge di stabilità ha imposto un taglio agli sprechi, ma per ottenere un risultato concreto in tal senso si dovrà tener conto di una riorganizzazione delle risorse e di tutto il sistema dei servizi. In soldoni, i tagli rischiano comunque di incidere sul lavoro pubblico e sui Livelli essenziali di assistenza.

Articoli correlati
“Estate Tranquilla”, parla il Comandante dei NAS Generale Lusi: «Molti casi di esercizio abusivo della professione infermieristica»
Presentato il report sui controlli estivi del Nucleo Anti Sofisticazioni dell’Arma dei Carabinieri. 3700 le ispezioni, 14 strutture socio-sanitarie chiuse. Grillo: «I nostri cittadini più fragili non possono vivere in strutture igienicamente carenti o in cui la manutenzione dei locali è scarsa o, peggio ancora, in cui le cure non sono erogate come previsto»
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
FNOPI, arriva il codice di condotta ‘social’ per gli infermieri. Sanzioni per chi non lo rispetterà
Un documento firmato dai 102 presidenti degli Ordini provinciali regolerà l’uso dei social da parte dei 440mila infermieri in Italia. La FNOPI – Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha deciso di stilare un codice di condotta per i suoi iscritti. Guai quindi all’infermiere che qualificandosi tale agisce sui social e sul web, magari […]
Gli infermieri Nursing Up al ministro Grillo: «Se non ci sono fondi per sostenere Ccnl il Governo riapra contrattazioni»
«Anche il ministro Grillo riconosce ufficialmente quello che noi abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare da lungo tempo, cioè che non ci sono i fondi per sostenere i contratti: allora ad un certo punto, se non ci sono le risorse, questi contratti nazionali di lavoro che contratti sono? Possono essere considerati tali? Non è meglio […]
Carenza infermieri, la proposta FNOPO: «Restituiamo a sole ostetriche la cura delle donne nelle aree materno-infantili»
La strategia della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica punta alla razionalizzazione delle risorse umane in sanità e all'utilizzo “appropriato” dei professionisti sanitari. «L'ostetrica può offrire da sola l’80% delle cure ostetriche, come certificato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità»
Contratto, Quici (CIMO): «A queste condizioni non firmiamo». E propone passaggio medici sotto ministero Salute
Tra i tanti temi affrontati dal presidente nel corso dell’intervista esclusiva a Sanità Informazione, la proposta di una scheda curriculare che registri il percorso dei medici: «Dagli ECM alla casistica, così imbrigliamo i dg a scegliere i migliori professionisti». Sul ricalcolo delle “pensioni d’oro” aggiunge: «È una truffa» 
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Lavoro

Allarme chirurghi, Marini (Acoi): «Specialità scelta solo da 90 giovani. Siamo tra i migliori al mondo, appello alle istituzioni»

Il messaggio lanciato da Sic e Acoi riunite in congresso: «Sostenete la chirurgia italiana che, nonostante tutto, c’è ed è forte. Contenzioso medico-legale e stipendi tra i peggiori in Europa dis...