Ecm 28 Novembre 2023 12:18

Scadenza ECM, Capuano (Simedet): “Rivedere il proprio dossier formativo e recuperare i crediti mancanti entro il 31 dicembre”

Intervista al presidente della Società di Medicina Diagnostica e Terapeutica: “Aver avuto un anno di proroga non significa esser stati esentati dall’obbligo formativo”. Steffano (Assimedici): “Crediti formativi diventeranno strumento di valutazione per poter accedere alla copertura assicurativa”

Scadenza ECM, Capuano (Simedet): “Rivedere il proprio dossier formativo e recuperare i crediti mancanti entro il 31 dicembre”

Fare buon uso delle ultime settimane disponibili per “completare il proprio fabbisogno formativo” è l’invito rivolto a tutti i professionisti sanitari da Fernando Capuano, presidente della Società di Medicina Diagnostica e Terapeutica (Simedet). Questo lasso di tempo rappresenta un’opportunità cruciale per creare un “dossier formativo personale”, sfruttando le metodologie di aggiornamento professionale più innovative, come simulazioni e film formazione.

Il 31 dicembre è il termine ultimo per accumulare i crediti ECM necessari al fine di non risultare inadempienti nel triennio 2020-2022, il quale giunge a scadenza alla fine del 2023 in conseguenza dell’anno di proroga concesso. È fondamentale sottolineare che non sono previste ulteriori proroghe, come confermato sia dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, che da una delibera recentemente approvata dalla nuova Commissione nazionale ECM. Questa specifica che l’acquisizione dei crediti formativi per il triennio 2020-2022 è consentita fino al 31 dicembre 2023, mentre vi è tempo fino al 30 giugno 2024 per spostare i crediti ai fini della certificazione. Coloro che non sono ancora in regola con i trienni 2014-2016 e 2017-2019 hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione, in virtù di quanto stabilito dall’ultimo decreto Milleproroghe.

Capuano sottolinea l’importanza della formazione, evidenziando gli sforzi della Simedet su questo fronte in collaborazione con provider istituzionali e privati. Avverte poi che la questione non va sottovalutata, specialmente alla luce dell’imminente approvazione dei decreti attuativi della Legge Gelli-Bianco sulla responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria. Questi decreti garantiranno la piena attuazione della norma che lega i crediti ECM al 70% all’efficacia della copertura assicurativa.

I professionisti che non raggiungono questa percentuale nel triennio 2023-2025 saranno esclusi dalla copertura assicurativa, trovandosi quindi privi di protezione in caso di contenzioso. Capuano sottolinea l’importanza di recuperare i crediti mancanti, poiché avere un anno di proroga non significa essere esentati dall’obbligo formativo. L’appello finale del presidente Simedet è quello di rivolgersi a provider qualificati per recuperare il debito di crediti e creare un dossier formativo personale.

Su questo tema interviene anche Attilio Steffano, presidente Assimedici: “L’ambito della formazione riveste una notevole importanza, soprattutto per i cittadini che desiderano avere la certezza di affidarsi a professionisti sanitari costantemente aggiornati anche dopo il completamento degli studi universitari”. Per Steffano “i crediti ECM costituiscono un valido attestato di tale impegno formativo”, e potranno diventare “uno strumento di valutazione per le coperture assicurative. Attualmente, il settore assicurativo è in attesa dell’applicazione di tutte le normative per poter adeguare le polizze assicurative secondo le specifiche valutazioni individuali”.

Steffano sottolinea che “i professionisti sanitari di oggi necessitano di una tutela assicurativa che non solo soddisfi i requisiti della Legge 24, ma che garantisca anche una protezione completa per il proprio patrimonio e la sicurezza del paziente affidato alle loro cure. In questo contesto, una copertura assicurativa che includa servizi e attività aggiuntive si rivela preferibile rispetto a una semplice polizza di responsabilità professionale”.

 

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