Salute 14 marzo 2017

Ma la dieta Mima-digiuno funziona davvero? Intervista esclusiva al ‘guru della longevità’ Valter Longo

Rigenerare il corpo diminuendo il rischio di cancro, diabete, malattie cardiovascolari e neurodegenerative. Il regime alimentare del professor Valter Longo riprogrammerebbe l’organismo rallentando gli effetti della vecchiaia…

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Definito ‘Guru della longevità’ dal Time, autore di uno dei libri più venduti in Italia nel 2016, si chiama Valter Longo ed è un ricercatore specializzato in Biochimica e Neurobiologia all’University of Southern California, direttore del programma di Oncologia e longevità dell’IFOM Istituto di Oncologia Molecolare di Milano. ‘La dieta della longevità’ (Vallardi) è il libro frutto di anni di studi e ricerche per trovare ‘l’elisir di lunga vita’ (così definita dai media), come vivere più a lungo e in buona salute.

Questo libro è strettamente connesso alla ‘cura alimentare’ di Valter Longo che gli ha assicurato grande popolarità. Infatti in tutti i Paesi, dall’Europa alla Cina all’America, non c’è nessuno che non conosca la ‘Dieta Mima-Digiuno‘, quel severo regime alimentare volto a perseguire un obiettivo ‘anti-aging’ e di rigenerazione delle cellule staminali firmato appunto dal ricercatore italiano. Scelte alimentari dettate dall’esigenza di abbassare i fattori di rischio associati all’invecchiamento, come ad esempio quelli delle malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità e il cancro. Ecco la rivoluzione di Longo.

«Si tratta di cicli di dieta che vanno ad agire proprio sul sistema d’invecchiamento e anche sul ringiovanimento dei tessuti» ci racconta il dottor Longo nel corso di una intervista telefonica in cui, in esclusiva per Sanità Informazione, ci spiega come nasce e in cosa consiste la sua ‘ricetta allunga-vita’.

«La dieta Mima-digiuno va seguita dai quattro ai sette giorni, è caratterizzata da composizioni di cibi vegani che hanno lo scopo di regolare una serie di geni che, dopo approfonditi studi, io e il mio team, abbiamo dimostrato essere protettivi, anti-invecchiamento ma anche pro-rigenerativi» spiega Longo che, dopo anni di esperimenti in laboratorio sui topi, è arrivato alla conclusione che questa modalità nutritiva ‘mima’ digiuno, va adottata «periodicamente, saltuariamente, circa una volta ogni 4 mesi da una persona in buona salute».

Perché la dieta può variare dai quattro ai sette giorni? «Dipende dalla tipologia di paziente che la mette in pratica – chiarisce Longo – nel dettaglio, stiamo testando clinicamente la dieta per quattro giorni quando si tratta di pazienti oncologici. Da parte invece di pazienti ‘normali’ che magari hanno il colesterolo alto o la pressione leggermente più elevata rispetto alla norma, la dieta è consigliabile per cinque giorni. Infine abbiamo testato una dieta di sette giorni sui pazienti con sclerosi multipla e altre immunità».

Oltre alla dieta Mima digiuno che va fatta solo col kit testato clinicamente, nel libro Longo parla anche della dieta di ogni giorno basata su 5 pilastri della longevità. Quali alimenti in particolare sono consigliati? Poche proteine, tanti carboidrati e inoltre «restringere le calorie, le proteine e gli zuccheri» ribadisce tenendo in considerazione che si tratta di «un modo di utilizzare il cibo in maniera molto estrema perché mettere in pratica questo regime alimentare comporta grandi cambiamenti, al contrario di quello che pensano in molti, le alterazioni che si innescano sono potenti tanto da poter essere paragonabili a quelle di un cocktail di farmaci. Questo il motivo per cui siamo abbastanza preoccupati dal ‘fai da te’».

Riguardo la dieta Mima-digiuno, è condiviso, oramai a livello mondiale, che i risultati ottenuti dagli esperimenti sulle cavie da laboratorio e dagli studi clinici sull’alimentazione, abbiano portato Longo ad affermare con sicurezza i suoi studi hanno prodotto «effetti rigenerativi sul pancreas dei topi, diminuzione dei rischi di cancro, abbassamento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete nell’ottica di uno studio randomizzato su 100 pazienti».

«In laboratorio abbiamo testato che su topi con sclerosi multipla, o una tipologia di immunità molto simile alla sclerosi, sottoposti ad una serie di cicli di dieta Mima-digiuno, si apprezza nel 20% dei casi una scomparsa della componente autoimmune e su un 50% una drastica riduzione. Cosa succede? Le cellule autoimmuni vengono sostituite da nuove cellule immunitarie che non hanno più questa disfunzione».

Ma la dieta va seguita su prescrizione medica? «Assolutamente sì – precisa Longo – Anzi non basta, serve un controllo medico, per persone in buona salute va bene anche il controllo del nutrizionista. Nel caso del diabetico, la dieta va fatta solo come parte di uno studio clinico o, per chi non ha l’opzione di aspettare, da un team di esperti preferibilmente in ospedale».

Attualmente la dieta Mima-digiuno è molto diffusa in America, ed è presente anche in Inghilterra e in Cina. In America ci sono quasi 1000 medici che la raccomandano e circa «4mila pazienti che la seguono – racconta Longo – i numeri stanno crescendo rapidamente e speriamo che, entro qualche anno, il regime alimentare diventi una opzione per il medico ma anche per il nutrizionista, di fianco ai farmaci».

Rispetto agli altri Paesi, in Italia l’atteggiamento nei confronti della dieta di Longo è stato inizialmente tra i più scettici, tuttavia «il numero di medici italiani che hanno letto il libro e che mi hanno invitato è stato elevatissimo. Io credo che in Italia sia piaciuta l’idea di ‘avere un’alternativa’ e quindi, pur incontrando resistenza all’inizio, attualmente c’è una delle più grosse percentuali di medici e nutrizionisti che hanno capito che la novità da me proposta, può rappresentare una vera e propria integrazione alla medicina standard».

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