Mondo 15 novembre 2017

Divorzio Brexit e trasloco Ema: «Ecco cosa succederà ai medici italiani in UK». L’intervista a un medico italiano a Londra

«Il National Health Service è già fiaccato dal taglio degli investimenti voluti dal precedente Primo Ministro David Cameron. La Brexit è il colpo di grazia per tutti i professionisti sanitari italiani in Gran Bretagna… speriamo che gli accordi mitighino la forza di questo tsunami» così Luca Molinari, pediatra italiano che da 15 anni lavora a Londra

Immagine articolo

A marzo 2019 la Gran Bretagna uscirà dall’Unione Europea. Theresa May lo ha scritto in un emendamento del Withdrawal Bill (o Repeal Bill), la legge quadro sul divorzio dall’Ue. Il Primo Ministro spiega la sua decisione in un intervento sul Daily Telegraph in cui afferma che «non intende tollerare» alcun tentativo di bloccare l’uscita dall’Unione, a prescindere dai negoziati in atto. Immediato l’allarme di alcune frange della politica ma soprattutto del mondo accademico inglese che, forse ancora speranzoso in un dietrofront dell’UK sull’addio alla UE, come riferisce il Corriere Della Sera, pubblica un rapporto che mette in allarme le università inglesi: la Brexit potrebbe portare ad una fuga inarrestabile di cervelli dal Paese, soprattutto di menti scientifiche. Su questo tema Sanità Informazione ha intervistato il Dottor Luca Molinari, pediatra italiano che da 15 anni lavora a Londra, attualmente presso il Guy’s and St.Thomas’ Hospital e DottoreLondon, prima clinica italiana nella Capitale inglese.

Il 29 marzo 2019 il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea. Qual è la previsione degli italiani che vivono in Inghilterra? Qual è lo stato d’animo prevalente?

«Attualmente è l’incertezza il sentimento che serpeggia fra gli italiani che vivono in Gran Bretagna: uno stato d’animo inquieto, reale, comune alla maggioranza di noi. Io lavoro in una clinica italiana a Londra, dunque m’interfaccio con molti italiani ogni giorno e di recente ho notato una grande amarezza nei confronti di un Paese in cui ci si sentiva ben accolti e che adesso non riserva più questa ospitalità. In fondo, nonostante non si sappia che verso prenderanno le negoziazioni, il sentimento è un po’ quello di un giocattolo che si è rotto: lo si potrà aggiustare ma non tornerà mai più quello di prima. Gli italiani sono preoccupati e gli inglesi per adesso stanno a guardare, forse non proprio consapevoli di quello che succederà».

In Inghilterra le percentuali di medici locali, ma soprattutto operatori sanitari (infermieri in particolare) sono basse e c’è effettiva necessità di professionisti dall’estero. Dopo l’annuncio della Brexit già sono diminuiti i numeri di personale sanitario emigrante in Inghilterra: dopo il divorzio UK-UE, cosa succederà?

«Il rapporto medici e infermieri/pazienti è assai diverso rispetto all’Italia. Se a questo aggiungiamo che il numero degli infermieri che hanno fatto richiesta nell’ultimo anno (dopo il referendum) di lavorare in Gran Bretagna è crollato (si parla del 90% , mentre di medici non abbiamo dati precisi ma è verosimile un calo anche per loro) è evidente che la prospettiva è un acuirsi della crisi del già sofferente NHS, sofferente già dalla riforma Cameron che ha avuto come carattere distintivo il sotto-finanziamento del sistema sanitario che ha comportato un sovraffollamento dei posti letto e una enorme difficoltà della medicina del territorio nel gestire le richieste».

Dopo la Brexit si parla di un effettivo rischio di accesso ai farmaci: infatti tra le industrie del farmaco c’è il timore che il nuovo assetto europeo blocchi i medicinali al confine. Cosa potrebbe succedere?

«Secondo alcuni è una possibilità (ne ha parlato in un interessante approfondimento su ecancer.org Anthony Hatswell, giornalista di economia sanitaria). Tuttavia non penso che la Gran Bretagna possa privarsi dei farmaci a cui ha accesso l’Unione Europea, passando di conseguenza in secondo piano rispetto ad altri Paesi. Bisognerà aspettare e vedere le negoziazioni a quali conclusioni arrivano».

Spia del cambiamento del sistema è il trasloco dell’Ema. Dove l’Agenzia si trasferirà lo deciderà la Commissione Affari Generali a Bruxelles il 20 novembre. A pochi giorni dalla decisione, Londra come vive la ‘perdita’ di un ente importante come l’Agenzia Europea del Farmaco?

«Probabilmente la maggior parte degli inglesi non vive questo cambiamento in maniera angosciante perché non percepisce le conseguenze, che invece sono importanti dal punto di vista soprattutto politico ed economico. Ho come l’impressione che gli inglesi si stiano lasciando trascinare in maniera passiva da una Brexit ancora poco compresa, le cui conseguenze future sono poco delineabili».

Con la Brexit i britannici rischiano di perdere la copertura sanitaria UE, nello specifico perderebbero la tessera europea di assicurazione malattia che, in caso di cure somministrate in un Paese UE diverso da quello di cittadinanza, consente al cittadino europeo di ricevere le prestazioni alle stesse condizioni degli assistiti del Paese in cui ci si trova. Che ne pensa?

«Su questo argomento la situazione è ancora molto confusa, quello che si sa è che chi possiede tuttora la tessera per la copertura sanitaria in Europa, dopo il 2019 la copertura dovrebbe essere comunque mantenuta. Credo che la Gran Bretagna stabilirà dei deals con gli altri Stati per la copertura sanitaria dei propri cittadini così come fa con altri Paesi non europei».

 

Articoli correlati
Legge Bilancio 2018: cosa cambia per il comparto sanità? Ecco tutte le novità…
Quali saranno le aree di applicazione della manovra? A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno già si iniziano a tracciare i primi bilanci ma i sindacati restano insoddisfatti…
NHS nel caos, 50mila interventi rimandati. Ecco cosa sta succedendo nel Regno Unito
Interventi rimandati, tempi di attesa più lunghi, le scuse del Ministro e la difesa della May. Cosa succede? Gli inglesi hanno preso l’influenza
Il DDL sulle professioni sanitarie è legge. COSMED: atteso da anni
La COSMED, in un comunicato stampa, esprime grande soddisfazione per l’approvazione del disegno di legge sulle professioni sanitarie: «Ѐ stato un atto di attenzione dopo una legislatura che ha largamente trascurato il diritto alla salute, rare volte nell’agenda dell’esecutivo, che ha accolto il nostro appello. Dopo anni trovano realizzazione contenuti innovativi di utilità per tutta la […]
Value Academy: formazione e “program budgeting” per un SSN condiviso ed efficace
  La Fondazione Charta promuove un progetto formativo rivolto ai decisori politico-amministrativi della sanità italiana per uniformare al rialzo l’offerta di salute su tutto il territorio nazionale. Fornire gli strumenti di Governance necessari a mettere le diverse realtà locali a confronto per permettergli di agire in un’ottica di program budgeting, ovvero in base ai piani e […]
Legge di stabilità, Giovani Medici SIGM: «Grave attentato al futuro del SSN»
«Zero euro per contratti di formazione medica post lauream. Grave responsabilità del Governo. Totale assenza della Politica tutta e delle Istituzioni, sorde alle giuste richieste delle nuove generazioni di camici bianchi. Grave attentato al futuro del Servizio Sanitario Nazionale». Questo il pensiero e la delusione espressi dai Giovani Medici SIGM sulla Legge di Stabilità. «L’Associazione Italiana Giovani […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

INTERVISTA ESCLUSIVA: «Ecco come prevederemo il cancro con una semplice analisi del sangue»

L'intervista alla Professoressa Paterlini – Bréchot: «Il metodo ISET permette di riscontrare la presenza di cellule tumorali in chi ha avuto un tumore e chi è a rischio molto prima rispetto ai me...
Salute

Centrifugati, verdure e succhi di frutta “veri”. I consigli della pediatra per salvare i bambini dall’influenza con la natura

La dottoressa Ricottini, ai microfoni di Sanità Informazione, spiega quali sono i migliori rimedi naturali per combattere e prevenire i sintomi dell’influenza. E sui “dolori della crescita”…
Politica

Firmato contratto per gli statali. Dal 2018 aumenti e tutele sanitarie aggiuntive

Incassata la prima sigla per il rinnovo dei contratti della PA: per 250mila dipendenti sono in arrivo moltissime novità tra cui tutele sanitarie aggiuntive. Si tratta di un risultato storico perché...