Lavoro 9 dicembre 2014

Sanità digitale, si accelera grazie all’Agenda per la semplificazione

Cinque settori strategici di intervento nel piano triennale 2015-2017: con il passaggio online servizi più efficienti e costi ridotti

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Semplificazione fa rima con digitalizzazione, se esami e visite possono essere prenotati con un click e se per i responsi basta un semplice download.

Il governo ha infatti approvato l’Agenda per la semplificazione 2015-2017, che, nella sua formulazione, permetterà di accelerare anche sull’Agenda digitale. Un impegno comune con le Regioni e gli enti locali, scandito da un preciso cronoprogramma per assicurare l’effettiva realizzazione di tutti gli obiettivi fondamentali per rendere il Paese di nuovo competitivo.

L’Agenda punta su cinque settori strategici di intervento: cittadinanza digitale, welfare e salute, fisco, edilizia e impresa. Per ciascuno individua azioni, responsabilità, scadenze e risultati attesi, misurate in termini di tempo e oneri “in meno” che cittadini e imprese dovranno sopportare grazie alla semplificazione. Viene, inoltre, garantito il controllo del raggiungimento dei risultati che saranno resi accessibili online, assicurando il coinvolgimento costante di cittadini e imprese nella verifica dell’attuazione.

Per quanto riguarda welfare e salute, le misure mirano ad agevolare gli adempimenti per le persone con handicap eliminando, entro il 2015, duplicazioni nelle procedure di richiesta dei certificati per l’accesso ai benefici a seguito di invalidità e disabilità. Altro obiettivo è assicurare a tutti i cittadini  la prenotazione delle prestazioni sanitarie per via telematica o per telefono e l’accesso ai referti online o in farmacia, evitando così attese inutili e riducendo i costi per milioni di italiani: entro il 2016 in tutte le regioni si potranno prenotare prestazioni online anche da smartphone e tablet e si potranno scaricare i referti, mentre per la diagnostica ad immagini si dovrà attendere un anno in più.

Per raggiungere lo scopo, lo Stato si farà carico di istituire un’anagrafe unica nazionale, che erediterà i dati dei residenti negli 8 mila comuni nazionali, utili solo se, come si auspica, saranno coordinati con quelli in possesso delle Asl. E, se tutto procederà al meglio, 3 milioni di utenti avranno un’identità digitale già entro settembre 2015.

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