Formazione 1 marzo 2016

Emergenza vaccini, Iss: «Ancora troppe lacune nella formazione di medici e operatori sanitari»

Intervista a Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità: «Con il web informare meglio genitori e camici bianchi anche su Ebola e Zika»

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Le prime linee guida europee sulle vaccinazioni per adulti ed anziani presentate nei giorni scorsi al congresso Waidid 2016 (World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders), non hanno ancora messo un punto al dibattito sull’importanza dei vaccini, non solo per i bambini, ma per persone di tutte le età.


In un paese in cui l’invecchiamento demografico inizia a far preoccupare, l’invito a vaccinarsi e a non sottovalutare i vantaggi che ne derivano rimane forte. Ad affrontare il tema sempre caldo, ai microfoni di Sanità informazione, è Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ed epidemiologo: «In Italia e in Europa, c’è ancora una scarsa cultura vaccinale. Di fatto, anche nel curriculum accademico si parla poco di vaccini. E purtroppo, ci sono sfiducia e scetticismo anche da parte di medici e operatori sanitari che invece dovrebbero dare informazioni soprattutto ai genitori dei bambini che vanno vaccinati. È vero che i vaccini sono farmaci, e quindi non del tutto esenti da effetti collaterali, ma andando a fare un calcolo dei costi e dei benefici delle vaccinazioni, questi ultimi superano di gran lunga i primi. Grazie ai vaccini abbiamo debellato malattie terribili come il vaiolo, un vero e proprio flagello dell’umanità».

Fino a poco tempo fa si affrontava l’Ebola, mentre ora c’è Zika a fare paura. Una buona notizia arriva con la creazione di squadre e procedure internazionali per affrontare le pandemie, mentre cresce la necessità di un coordinamento internazionale sulla formazione come ricetta per sconfiggerle.
«L’OMS cerca di coordinare gli sforzi sul campo in caso di gravi crisi di sanità pubblica a livello internazionale: con Ebola – sebbene criticata per essersi mossa in ritardo – ha lanciato un allarme globale e lo stesso sta facendo con Zika. Con la SARS, ad esempio, fu grazie al coordinamento dell’OMS che si riuscirono a controllare il dilagare dell’infezione e i focolai epidemici nel giro di poco tempo. Stessa cosa fu fatta per il virus pandemico H1N1. Meglio prevenire e rischiare di arrivare in anticipo che sottovalutare e rischiare danni irreparabili».
Prevenzione e formazione quindi, anche attraverso canali innovativi per raggiungere in modo più efficace e veloce i destinatari. È il caso dei film formazione, un filone inaugurato con il lungometraggio “e-bola”.
«Certo, la formazione e l’informazione anche a distanza, con la FAD, e l’e-learning grazie alla quale non è più necessario far spostare fisicamente docenti e discenti potendo fare tutto per via informatica. Oggi possiamo avvalerci di strumenti innovativi che fanno sì che il mondo sia sempre più legato da un network che favorisce una diffusione internazionale dell’informazione».
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