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Prevenzione 11 Giugno 2018

Malattie non trasmissibili: i quattro principali fattori di rischio

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I fattori di rischio sono caratteristiche che aumentano la probabilità di insorgenza della malattia, soprattutto quella cardiovascolare. Per questo, è bene ridurre il rischio cardiovascolare abbassando il livello dei fattori di rischio modificabili, mettendo in atto uno stile di vita sano.

Quali sono i fattori di rischio “modificabili” e su cui possiamo  – e dobbiamo – intervenire per preservare la nostra salute? Ce li elenca la dottoressa Maria Migliore (Direzione Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute) : «È ormai riconosciuto a livello internazionale che i quattro fattori di rischio che possono generare mortalità, morbilità disabilità e le patologie più invalidanti, sono essenzialmente: il consumo rischioso e dannoso di alcol, il fumo, una scorretta alimentazione e una ridotta attività fisica. Questi sono i fattori di rischio che incidono sopratutto sulle malattie cardiovascolari, i tumori e il diabete».

In sintesi, gli stili di vita salutari per prevenire le malattie non trasmissibili sono:

SMETTERE DI FUMARE

Il fumo, sia attivo che passivo, è un fattore di rischio modificabile e uno dei più pericolosi per la salute del cuore.

SEGUIRE UNA SANA ALIMENTAZIONE

Un’alimentazione varia che prevede un regolare consumo di pesce (almeno 2 volte alla settimana), un limitato consumo di grassi saturi (carne, burro, formaggi, latte intero), povera di sodio (contenuto nel sale) e ricca di fibre (verdura, frutta, legumi) mantiene a un livello favorevole la colesterolemia e la pressione arteriosa.

SVOLGERE ATTIVITÀ FISICA

L’esercizio fisico regolare rafforza il cuore e migliora la circolazione del sangue. È sufficiente camminare per 30 minuti al giorno magari salendo le scale a piedi o parcheggiando l’automobile lontano dal posto di lavoro.

CONTROLLARE IL PESO

Il peso è collegato al tipo di alimentazione che seguiamo ed all’attività fisica svolta: il giusto peso è il giusto equilibrio tra le calorie introdotte con l’alimentazione e quelle spese con l’attività fisica.

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