Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Prevenzione 5 Novembre 2021

Bartolinite o cisti di Bartolino: la cura più efficace

È un problema abbastanza comune nelle donne sessualmente attive. Come si cura e quanto dura la cisti di Bartolino?

Immagine articolo

Le cisti di Bartolino interessano le due piccole ghiandole di Bartolini, localizzate ai lati dell’introito vaginale in corrispondenza della parte inferiore delle grandi labbra. Queste due ghiandole producono muco per lubrificare la vagina durante i rapporti sessuali. Può capitare che i canali da cui fuoriesce il liquido si ostruiscano creando la formazione di cisti. Si tratta di un problema abbastanza comune che interessa il 2% delle donne, nella fascia di età in cui sono sessualmente attive.

Che cosa è la ciste di Bartolino?

La cisti di Bartolino si presenta come un rigonfiamento soffice e liscio a destra o a sinistra dell’ingresso della vagina. Nella maggior parte dei casi il gonfiore non causa problemi ed è indolore. Quando, invece, il liquido contenuto all’interno viene infettato da batteri di diversa natura parte un processo infiammatorio con ascessi che causano fastidio e disagio. La zona appare rossa, tesa e gonfia e può comparire anche la febbre. Durante l’età riproduttiva, una donna su 50 la sperimenta. Più rare in menopausa, quando l’attività si riduce in corrispondenza di una fase di secchezza vaginale.

Perché si forma la ciste di Bartolino?

Le cisti si formano quando il liquido prodotto dalle ghiandole non riesce a defluire normalmente, ma è bloccato da ostruzioni nei canali delle ghiandole. Questo può accadere per un’infezione causata da batteri come l’escherichia coli o di microrganismi provenienti da infezioni a trasmissione sessuale come, ad esempio, la clamidia o la gonorrea.

Quali sono i sintomi delle cisti di Bartolino? Il rimedio fai da te

Quali sono i sintomi delle cisti di Bartolino? Il rimedio fai da te

Se la cisti è molto piccola si riassorbe spontaneamente. Se invece aumenta di volume e si forma l’ascesso possono manifestarsi:

  • fastidio o dolore in posizione eretta quando si cammina o si sta seduti
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • febbre

Di solito, il rigonfiamento ha le dimensioni tra una nocciola e una noce e si presenta solo su un lato dell’apertura vaginale. Impacchi o immersioni della parte, fino alle pelvi, in acqua calda e sale sono consigliati perché dovrebbero far aprire e svuotare la cisti spontaneamente. Se non migliora, è dolorosa e in generale sopra i 40 anni è bene consultare il proprio medico.

Come curare la ciste di Bartolino?

Se la cisti non provoca disturbi non è necessaria alcuna cura. Se aumenta eccessivamente di dimensioni o si infetta, diventando dolorosa, si possono effettuare:

  • bagni in acqua calda o impacchi con sale più volte al giorno
  • antibiotici, da prendere in caso di ascesso e antiinfiammatori per alleviare il dolore
  • drenaggio chirurgico, in anestesia locale. La cisti con ascesso viene incisa con un bisturi in modo da favorire la fuoriuscita del liquido infetto
  • marsupializzazione, una breve procedura chirurgica eseguita in anestesia locale. La cisti viene incisa ed il medico applica dei punti. Dà migliori risultati prevenendo la ricomparsa della cisti.

La cisti di Bartolino si previene con una corretta igiene intima e rapporti sessuali protetti.

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Covid-19, che fare se...?

Paracetamolo o ibuprofene, cosa prendere contro i sintomi del Covid?

È la domanda che si fanno molti di coloro che sono stati colpiti lievemente dal virus Sars-CoV-2
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale