Salute 4 Maggio 2023 09:50

Sedicenne folgorata in vasca, l’esperto: «Caricabatterie e cellulari, sempre lontani dall’acqua. La normativa: prese distanti dai lavandini»

Nocco (Aiic): «Gli effetti della corrente sul corpo umano sono diversi a seconda della corrente applicata. Si va dalla contrazione muscolare, alla bruciatura, fino alla contrazione muscolare mantenuta nel tempo, che potrebbe portare anche all’arresto cardiaco e alla morte»

Sedicenne folgorata in vasca, l’esperto: «Caricabatterie e cellulari, sempre lontani dall’acqua. La normativa: prese distanti dai lavandini»

«Anche l’utilizzo di un oggetto apparentemente innocuo come un caricabatterie del cellulare, dal quale passa, però, la corrente, può avere effetti molto nocivi, che arrivano fino al decesso per un cortocircuito, se il device viene a contatto con l’acqua». A mettere in guardia, dopo la morte di Maria Antonietta, la ragazza di sedici anni folgorata nella vasca da bagno della sua abitazione, mentre parlava al telefono con una sua amica, in provincia di Avellino, è Umberto Nocco, presidente Aiic, l’Associazione italiana ingegneri clinici.

La normativa sulla costruzione degli impianti

«L’acqua – continua l’esperto – è  un forte conduttore elettrico: qualunque apparecchiature elettrica di fianco all’acqua stessa è estremamente pericolosa. Ed è anche per questo che vi è una normativa specifica sulla costruzione degli impianti che dice dove posizionare le prese di corrente rispetto al punto dove si ha dell’acqua. Non si può ad esempio mettere delle prese troppo vicino ai lavandini. Ancora, per lo stesso motivo, non si deve spegnere un incendio con l’acqua in una zona in cui c’è  materiale elettrico attaccato alla corrente, ma si utilizza un estintore non ad acqua ma a Co2».

Gli effetti della corrente sul corpo umano

«Gli effetti della corrente sul corpo umano – aggiunge Nocco – sono diversi a seconda della corrente applicata. Si va dalla contrazione muscolare, alla bruciatura, fino alla contrazione muscolare mantenuta nel tempo che potrebbe portare anche all’arresto cardiaco e alla morte. Dipende dall’intensità  della corrente e dalla frequenza. Ad esempio, la corrente di casa a 220 volt ha un livello di pericolosità  diverso da una corrente in alta frequenza. Di per sé – conclude Nocco – non  è il caricabatterie ad essere pericoloso, lo diventa se lo si utilizza male e in una situazione non corretta. Nel caso della ragazza è stato il caricabatterie, ma lo stesso poteva accadere con il phon». L’autopsia aiuterà a capire le cause del decesso, ma le ustioni che sarebbero state trovate su una mano sembrano non lasciare dubbi: la morte di Maria Antonietta è avvenuta per folgorazione.

 

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