Salute 11 gennaio 2018

Influenza, tre milioni di italiani a letto. Ma quanti erano negli anni passati?

Il sistema di sorveglianza InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità consente di fare semplici paragoni. Ecco i numeri dell’influenza dal 2015 ad oggi

Il 2018 è iniziato registrando il numero di casi di influenza più alto degli ultimi anni. Sono quasi 3 milioni gli italiani che, da metà ottobre, sono rimasti a letto con l’influenza, ma il picco è stato raggiunto, per ora, negli ultimi giorni. Il livello di incidenza nella prima settimana del nuovo anno è pari a 13,11 casi ogni mille abitanti, mentre i casi registrati sono circa 802mila. Gli esperti ritengono che siamo vicini al picco epidemico e che quindi presto i numeri inizieranno a scendere. La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni, in cui si osserva un’incidenza pari a circa 28,5 casi per mille assistiti, e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,1. In queste fasce di età si osserva un arresto o addirittura una diminuzione del numero di casi rispetto alla scorsa settimana. Ancora in aumento, invece, il numero di casi nei giovani adulti in cui l’incidenza è pari a 13,4 e negli anziani con 8,1 casi per mille assistiti.

Ma il clamore di questi giorni legato all’influenza è giustificato da numeri insoliti e superiori alla media? In realtà, sì. Per capire se veramente l’incidenza dell’influenza di quest’anno è anomala, basta paragonare i numeri pubblicati settimanalmente dal sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità  con i rapporti delle stagioni influenzali degli anni passati.

LEGGI ANCHE: VACCINI SOLO PER I BAMBINI? NON PROPRIO….

A cominciare, proprio, dalla stagione scorsa, quando il picco è stato registrato nell’ultima settimana del 2016, senza che l’incidenza arrivasse ai dieci casi ogni mille abitanti. Si pensi che, nel rapporto di InfluNet relativo alla prima settimana del 2018, viene evidenziato che l’incidenza è pari o superiore a dieci casi per mille assistiti in tutte le Regioni italiane, ad esclusione solamente di Friuli Venezia Giulia, Veneto, P.A. di Bolzano e Sardegna. Lo scorso anno il picco è stato raggiunto con un livello di incidenza pari a 24,90 nella fascia 0-4 anni, a 13,27 nella fascia 5-14 anni, in quella 15-64 anni pari a 9,15 e a 6,32 tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni.

Andando ancora indietro nel tempo, è possibile osservare che nella stagione influenzale 2015/2016 il picco è stato raggiunto nell’ottava settimana del 2016 con un’incidenza di 6,14 casi ogni mille abitanti. In particolare, si è arrivati al massimo ad un livello di incidenza pari a 18,44 casi per mille assistiti nella fascia 0-4 anni, pari a 14,98 nella fascia 5-14 anni, in quella 15-64 anni pari a 4,67 e pari a 1,78 tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni.

Insomma, per numero di casi è certamente un’influenza anomala, anche se, secondo gli esperti, in termini di casi gravi e decessi la stagione attuale è paragonabile a quelle precedenti. 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Salute

Pensioni, i contributi vanno in prescrizione? Cavallero (Cosmed): «Controllate estratto conto Inps»

Tra i temi affrontati alla Giornata della previdenza anche la contribuzione ridotta della quota B («Si può comunicare anche dopo il 30 settembre»), le prospettive di riforma della Legge Fornero ed ...