Voci della Sanità 25 Gennaio 2018

Agenas 2017: Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso tra le migliori cardiochirugie del sud

Presentati i risultati del programma nazionale Esiti 2017 (PNE) – sviluppato da Agenas per conto del Ministero della Salute che dà conto del complesso quadro delle cure erogate da Sud a Nord Italia.  Il PNE attraverso una serie di indicatori di volume, esito/processo e ospedalizzazione, è il più autorevole strumento operativo a disposizione delle regioni, […]

Presentati i risultati del programma nazionale Esiti 2017 (PNE) – sviluppato da Agenas per conto del Ministero della Salute che dà conto del complesso quadro delle cure erogate da Sud a Nord Italia. 

Il PNE attraverso una serie di indicatori di volume, esito/processo e ospedalizzazione, è il più autorevole strumento operativo a disposizione delle regioni, delle aziende e degli operatori per il miglioramento delle performance e per l’analisi dei profili critici.  Attraverso questa analisi il cittadino ha a disposizione dei dati assolutamente oggettivi, forniti del Ministero della Salute, per valutare le performance di una realtà ospedaliera.  È uno dei più autorevoli “indicatori d’eccellenza” della sanità italiana, che non si presta ad interpretazioni.  

Vengono elaborati degli indicatori che consentono di avere dei riferimenti sulla qualità dell’assistenza sanitaria. La Fondazione di Ricerca “Giovanni Paolo II” di Campobasso si è collocata al secondo posto in due delle “tabelle” più significative che riguardano l’ambito della chirurgia cardiaca: l’intervento di bypass aortocoronarico e quello di sostituzione valvolare. L’indice di mortalità è pari allo 0,32% per il bypass a fronte di una media nazionale del 2,15, mentre per quanto riguarda la valvuloplastica la Fondazione si attesta al 0.56 a rispetto alla media nazione del 2,66.

Il risultato raggiunto riguarda l’intero processo assistenziale ospedaliero e post-ospedaliero e riguarda tutta l’attività del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari.

«Un risultato per noi molto importante» commenta Maurizio Guizzardi, Presidente della Fondazione «un riconoscimento di rilievo nazionale che ci onora, frutto di un lavoro di squadra multidisciplinare, tra cardiochirurghi, cardiologici, anestesisti, chirurghi vascolari e altri professionisti, che ogni giorno lavorano insieme. La Fondazione raggiunge l’eccellenza perché tutte le varie discipline contribuiscono al conseguimento di questi risultati»

Un eccellenza del Sud Italia, in controtendenza rispetto al trend nazionale, infatti, si afferma nella nota diffusa da Agenas che «fra le regioni italiane restano, importanti differenze» per quanto riguarda la qualità degli ospedali, pur in presenza di un «ridimensionamento della variabilità interregionale. Tutto questo è stato possibile anche grazie ad una profonda riorganizzazione della Fondazione e ad un efficace piano di investimenti tecnologici, avendo come priorità assoluta il miglioramento della qualità dell’assistenza; a dimostrazione del fatto che si possono ridurre i costi e addirittura innalzare il livello qualitativo delle cure» commenta Mario Zappia, Direttore Generale. «Un duro lavoro a cui ha collaborato attivamente il personale di tutti i Dipartimenti, compreso quello dei Servizi che ringrazio.Siamo una Istituzione sanitaria no profit di ispirazione cristiana, l’unico nostro obiettivo è servire la Persona malata».

La chirurgia sulla valvola cardiaca permette di riparare o sostituire valvole stenotiche oppure non continenti (insufficienti). L’esito a breve termine dell’intervento di valvuloplastica e o sostituzione di valvola isolata può rappresentare un buon indicatore della qualità dell’attività delle strutture di cardiochirurgia. La valutazione si riferisce all’intero processo assistenziale ospedaliero e post- ospedaliero (a 30 giorni dall’intervento ed è relativa alla procedura non associata ad interventi di Bypass aortocoronarico). L’intervento by-pass aorto-coronarico è indicato per alleviare i sintomi anginosi, quando questi resistono alla terapia medica, e dà risultati migliori delle cure mediche nel prolungare la sopravvivenza dei pazienti con malattia coronarica avanzata. È peraltro una procedura molto diffusa e poco rischiosa: i rischi potenziali sono essenzialmente condizionati da fattori legati allo stato generale di salute del paziente. È l’intervento cardiochirurgico più eseguito al mondo e la mortalità a breve termine può rappresentare quindi un ottimo indicatore della qualità dell’attività delle strutture di cardiochirurgia.

Molti dei pazienti operati presso la Fondazione Giovanni Paolo arrivano da altri ospedali tramite Pronto Soccorso. Anche grazie alla disponibilità di tutto il personale del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, diretto dal dottor Carlo Maria De Filippo, si riesce ad intervenire anche in condizioni di estrema emergenza.

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