Lavoro 9 dicembre 2015

«I turni massacranti continuano. A rimetterci sono medici e pazienti»

Parla Mirella Triozzi, responsabile nazionale Smi Dirigenza Medica: «La politica se ne frega, il medico penalizzato non ha altra strada che i ricorsi per tutelare il presente e ottenere giustizia sul pregresso»

Immagine articolo

La nuova legge c’è… ma le vecchie abitudini, si sa, sono dure a morire. Nonostante l’entrata in vigore, lo scorso 25 novembre, della normativa di adeguamento sugli orari di lavoro, si preannuncia un estenuante tiro alla fune che alla fine si ripercuoterà, inevitabilmente, sulla salute. Di tutti. Medici e pazienti.


E la cui unica soluzione si troverà, ancora una volta nelle aule dei tribunali. E la classe medica? proprio non ci sta. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Mirella Triozzi, Responsabile nazionale SMI, il sindacato della dirigenza medica, che, al momento dell’intervista, era reduce da un turno di un’intera notte su un’ambulanza. («Secondo lei, io ora sarei forse nelle condizioni di fare qualche ora extra?»)

La dottoressa porta la sua testimonianza in veste di medico, oltre che di rappresentante di categoria: «Voglio ricordare che i riposi, così come le ferie, sono un dovere del medico a cui non bisogna sottrarsi, perché è nel riposo e nella giusta concentrazione che risiede la vera qualità dell’assistenza. La Lorenzin ha detto che non volerebbe mai con un pilota che ha guidato 78 ore, così come credo non si farebbe mai curare da un medico che ha lavorato 24 ore ininterrottamente».

Con l’entrata in vigore della legge, in teoria, questo non dovrebbe succedere più. In concreto, secondo lei, cosa accadrà? «I casi sono due: o tolgono qualcosa al medico, continuando a fargli fare gli stessi turni, o tolgono qualcosa al paziente, riducendo l’assistenza, e questo è più probabile visto che i direttori generali andrebbero incontro nel primo caso a fior di multe. Realisticamente temo che alcuni servizi spariranno o avranno liste d’attesa lunghissime».

In alcune Regioni si inizia a parlare di deroghe. Come può eventualmente difendersi il medico? Abbiamo notizia di tanti medici che stanno facendo ricorso…
«La deroga è una competenza del contratto nazionale, e si è avuto un anno di tempo per farlo. Alla fine, il metodo che si è trovato è stato questo: dire ai direttori di unità operativa: “Arrangiatevi, queste sono le regole”. Molti direttori di unità operativa o fanno un torto al medico e si beccano una denuncia, o riducono e in qualche modo modificano i servizi. Non vedo alternative, e la politica se ne f…».

Come valuta il fatto che i medici hanno già iniziato a fare ricorsi in Tribunale?
«I ricorsi sono sul pregresso, e il pregresso è pieno di anomalie: medici con rapporto libero professionale costretti a timbrare un cartellino, medici a progetto costretti a fare altro, ecc. La tipologia di ricorsi riguarda il modo in cui il medico è stato penalizzato. I colleghi hanno bisogno di lavorare, ma quando capiscono che ciò che gli viene chiesto non è ciò che hanno firmato, hanno tutto il diritto di portare avanti una battaglia legale».

Articoli correlati
Rapporto operatori sanitari-pazienti. Renzo, Presidente CAO: «Centrale la figura dei giornalisti»
Il Presidente della Commissione Albo Odontoiatri della FNOMCeO ai nostri microfoni: «Solo con una corretta informazione i cittadini possono scegliere dove farsi curare e venire a conoscenza di situazioni da denuncia»
Consiglio Nazionale FNOMCeO, Chersevani: «Comunicazione importante, migliorare rapporto medico e paziente»
Per la prima volta nella storia della FNOMCeO, la città di Siena è stata la culla che ha ospitatola la sede del Consiglio Nazionale, massimo organo esponenziale della Professione medica
Ragusa, nuovo ospedale Giovanni Paolo II sotto sequestro, 60 malati di tumore attendono operazioni
La scorsa settimana la Guardia di Finanza, su disposizione della procura della Repubblica, ha messo i sigilli ad alcuni locali e sale operatorie del nuovo ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, ancor prima dell’inaugurazione, per valutare l’effettiva funzionalità delle attrezzature e degli impianti. 60 pazienti oncologici regolarmente in lista per le operazioni programmate non hanno […]
A quali medici spetta l’indennità prevista per chi assiste il personale penitenziario?
Anche il medico incaricato presso una struttura centrale del D.A.P (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) ha diritto all’indennità? È questa, in particolare, la domanda alla quale ha risposto il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2860 del 12 giugno 2017. La legge n. 740 del 1970 (Ordinamento delle categorie di personale sanitario addetto agli istituti di […]
Incubo pensione per i medici: l’81% teme crollo dei redditi e punta sulla previdenza complementare
Consulcesi, realtà leader nella tutela dei camici bianchi, ha raccolto i pareri di oltre 2mila medici sulla previdenza complementare: il 51% degli intervistati ha già scelto un fondo pensione, privilegiando i privati. I medici chiedono intervento legislativo per incentivare l’adesione grazie alla maggiore deducibilità fiscale
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

EX SPECIALIZZANDI – Accordo transattivo, Zanetti (Viceministro Economia): «Presto una soluzione»

Sempre più vicina la soluzione del lungo contenzioso tra Stato e camici bianchi sul rimborso degli anni di specializzazione. Brucia le tappe la discussione al Senato sul Ddl n°2400 che propone un ac...
Lavoro

Contratto dei medici: ecco le cifre e le date di un rinnovo in salita…

Dopo sette anni di stallo, è giunto il momento del rinnovo del contratto per medici e infermieri? È braccio di ferro tra sindacati e Governo sulle cifre
di Valentina Brazioli
Salute

È il fruttosio il killer dei nostri bambini. Nobili (Bambino Gesù): «Danni sul fegato. A 2 anni rischio obesità»

Uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dimostra la correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi. Valerio Nobili, specialis...