Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Nutrizione 7 Gennaio 2020

Il Natale pesa sulla bilancia: fino a 5 chili in più. La dieta detox del nutrizionista

A DIETA DOPO LE FESTE: COME TORNARE IN FORMA? Da Natale all’Epifania si è soliti mangiare di più e in modo più condito: pranzi, cene, cenoni, brindisi e aperitivi in compagnia di parenti e amici. E non solo: i famigerati “avanzi” di prelibatezze che continuano a tentarci non aiutano, anzi, contribuiscono a lasciare il “segno” […]

A DIETA DOPO LE FESTE: COME TORNARE IN FORMA?

Da Natale all’Epifania si è soliti mangiare di più e in modo più condito: pranzi, cene, cenoni, brindisi e aperitivi in compagnia di parenti e amici. E non solo: i famigerati “avanzi” di prelibatezze che continuano a tentarci non aiutano, anzi, contribuiscono a lasciare il “segno” delle feste sulla bilancia.  

Durante le vacanze natalizie, infatti, si può ingrassare fino a tre chili, che possono diventare cinque se panettoni, torroni e pandori girano ancora per casa. Per questo, la maggior parte delle persone si mette a dieta, ma è meglio affidarsi ai medici che seguire piani alimentari miracolosi sul web. «Sistemi semplici, sani e veloci per rimettersi in forma ci sono» spiega all’AdnKronos Salute Ciro Vestita, nutrizionista e fitoterapeuta dell’università di Pisa, che invita a evitare costosi alimenti dietetici che promettono miracoli e a puntare sulla semplicità: frutta, verdura, tisane ‘povere’ detox, latte e cannella. A tutto questo non deve mancare l’attività fisica e tanta acqua.

LA DIETA DETOX: FRUTTA E VERDURA

Un valido aiuto ci arriva dalla frutta: «Bastano due giorni di dieta a base di sola frutta – afferma il dottor Vestita – se ne può mangiare un chilo e mezzo al giorno scegliendo tra i diversi tipi: arance, mandarini, mele, kiwi, agrumi e pompelmo in particolare. E bere molta acqua» precisa. Questo regime, molto diuretico, permette di liberarsi rapidamente delle scorie e di rimettere in sesto l’organismo. Le alternative sono le verdure lesse, «sempre per due giorni senza altre aggiunte – continua l’esperto – a pranzo e a cena, con piatti generosi, soprattutto se si tratta di cicoria, utilissima per drenare e nutrire i batteri buoni dell’intestino, grazie alla presenza di inulina».

Chi preferisce variare, può optare per il mix: «Frutta a colazione e verdura (con o senza frutta) a pranzo e a cena – aggiunge il nutrizionista sottolineando l’importanza del movimento associato alla dieta. «Sì a lunghe camminate a passo veloce: senza movimento anche la dieta migliore è inutile».

LE TISANE POVERE

Dopo le grandi abbuffate natalizie, il nostro corpo richiede una fase di depurazione; possiamo ricorrere alle tisane povere. «Un grande aiuto per l’organismo sovraccaricato dagli eccessi alimentari – prosegue il nutrizionista – è una semplice tisana realizzata con gli scarti del carciofo, le foglie esterne e il gambo. Si prepara bollendo 40 grammi di questi scarti in mezzo litro d’acqua. Il liquido che ne risulta è, a differenza di quanto si possa credere, molto piacevole e fresco. E una volta bevuto, permette al fegato di produrre più bile che si svuota completamente nell’intestino. Una vera ‘pozione’ che ha la capacità di abbassare rapidamente il colesterolo cattivo» assicura l’esperto.

«Un’altra bevanda molto utile, capace di contrastare gli effetti dell’eccesso di zucchero – suggerisce il dottor Vestita – si prepara facendo bollire per 10 o 20 secondi 10 grammi di cannella e 5 chiodi di garofano in una tazza di latte: con una tazza al mattino e una al pomeriggio, la glicemia si abbassa notevolmente». Infine, ecco una tisana diuretica e blandamente dimagrante e una per calmare stomaco e intestino ‘provati’ dalle festività. «La prima si ottiene facendo bollire bucce d’arancia edibili e limone in acqua e la seconda è quella alla malva. Si tratta di un buon antinfiammatorio naturale che non ha controindicazioni. E’ utile anche per le lesioni della bocca e per le infiammazioni della gola e della faringe» conclude l’esperto.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti