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Nutrizione 27 Agosto 2019

Cibi giusti e combinazioni alimentari: è la dieta funzionale della dottoressa Sara Farnetti

Gli effetti funzionali degli alimenti sui nostri organi, le sostanze contenute nei cibi che mangiamo e le giuste associazioni tra loro attivano o inibiscono il metabolismo. È importante imparare a combinare insieme gli alimenti per potenziarne gli effetti sul nostro corpo. Vediamo perché con la dottoressa Sara Farnetti, Specialista in Medicina Interna ed Esperta in […]

Gli effetti funzionali degli alimenti sui nostri organi, le sostanze contenute nei cibi che mangiamo e le giuste associazioni tra loro attivano o inibiscono il metabolismo. È importante imparare a combinare insieme gli alimenti per potenziarne gli effetti sul nostro corpo. Vediamo perché con la dottoressa Sara Farnetti, Specialista in Medicina Interna ed Esperta in Nutrizione Funzionale Medica.

Dottoressa, lei è un’esperta di nutrizione funzionale. Che cos’è una dieta funzionale?

«Risponderei con: “Che cos’è l’azione funzionale dell’alimento”?. Gli alimenti agiscono non tanto per la composizione in calorie, grassi e proteine, la cosiddetta bromatologica, ma hanno anche un’altra funzione: quella di attivare e sostenere o sovraccaricare i nostri organi. L’effetto funzionale di un alimento è inteso come l’azione nell’organo. Per esempio, mangiando dei carciofi saltati in padella si attiva la funzione del fegato, vuol dire che il carciofo ha un’azione epatotropa, cioè diretta al fegato e come tale riesce a migliorare il flusso biliare aumentandolo e accelerandolo. Ovviamente, scegliendo il metodo di cottura posso addirittura enfatizzare questo effetto o ridurlo. Se lo faccio bollito, l’effetto sarà ridotto. L’azione funzionale dell’alimento è quella che ci consente di vere un effetto immediato quando consumiamo un pasto. Ricordiamoci che i pasti sono composti da tanti alimenti che vengono mescolati insieme, non mangiamo un singolo alimento. E quindi nella composizione di ogni menu troviamo un mix di effetti che riescono ad interferire in modo positivo o negativo con i vari organi: il rene, il pancreas, il fegato».

Quindi è indispensabile associare bene gli alimenti?

«L’associazione è una chiave di presentazione dell’alimento al corpo per ottenere l’effetto che vogliamo, è la combinazione vincente, se usiamo quella giusta. Se volessimo proporre al nostro corpo un piatto di pasta dobbiamo essere così intelligenti da non sbagliare il mix, l’associazione e la combinazione. In questo caso, infatti,  sovraccarichiamo il pancreas che è l’organo che risponde quando ingeriamo eccessivamente carboidrati e deve produrre un eccesso di insulina. Una strategica combinazione di pasta con una doppia verdura piuttosto che la pasta con patate e frutta, ad esempio, ci consente di non avere un sovraccarico pancreatico e così possiamo fare con tutti gli organi in base all’obiettivo che ci siamo posti con quel paziente».

Come facciamo a sapere cosa ci fa bene e cosa non ci fa bene?

«Dipende da chi siamo, è come un vestito, ognuno ha la sua taglia, il suo colore. Bisogna conoscere noi stessi con qualcuno che ci aiuta a conoscere il nostro io biologico, il nostro biotipo, dipende molto dal nostro network ormonale. Ognuno di noi vive in un bagno ormonale che va modulato, a volte riequilibrato, perché si creano squilibri dovuti a farmaci, stress, malattie, fasi della vita come l’adolescenza la gravidanza o la menopausa. Ci sono momenti in cui l’equilibrio ormonale cambia e bisogna riadeguarci ad esso e cercare di migliorarlo. L’adeguatezza di un regime dipende da ciò di cui abbiamo bisogno: per una persona, può essere ottimo il consumo di frutta per un’altra persona assolutamente va contenuto e ridotto; per un’altra ancora va benissimo la cottura in olio caldo perché ha bisogno di migliorare il flusso biliare e c’è invece chi deve mangiare cibi al vapore anzi bolliti a lungo perché ha una funzione renale sovraccaricata».

In generale, esistono dei cibi sì, alleati del nostro organismo e del nostro benessere?

«Se consideriamo che siamo un network ormonale e ogni pasto possiamo programmare i nostri ormoni, ovviamente ci sono cibi alleati perché il progetto che riescono a costruire è un progetto buono, con l’insulina che si abbassa, che non inneschino la reazione del cortisolo che si alza, e già questo è un ottimo equilibrio. Ovviamente, questo va bene per tutti, poi c’è chi lo deve fare, lo deve ricercare ed il medico deve prescrivere questa associazione perché diventa curativa. L’alimentazione funzionale diventa un sistema di cura e, speriamo, di guarigione. In altri casi un sistema di tutela e prevenzione da malattie che potrebbero insorgere. Il mix di certi alimenti sicuramente ci protegge. Ma attenzione, non esistono alimenti amuleto: io posso dire che il carciofo protegge il fegato ed ha un effetto funzionale importante e l’olio evo ha un altrettanto effetto protettivo ma se io lo assumo, a fine pasto, dopo aver ho consumato le patate arrosto, il risotto alla milanese e un tiramisù il carciofo potrà fare ben poco. Non posso sentire la coscienza a posto perché ho il cibo amuleto: è come se prendo una pillola antiaging a fine pasto dopo che ho fatto quel che voglio».

Per concludere, come costruiamo uno stile di vita sano?

«con uno stile di vita personalizzato. La salute oggi è concepita come longevità sana: vogliamo vivere tutti un po’ più a lungo ed evitare di ammalarci, cerchiamo di prevenire le malattie e non soltanto di crearle siamo più spaventati dall’ammalarci e cerchiamo di proteggerci. Naturalmente va fatta una diagnosi, la medicina va sempre di più verso una medicina di precisione: il paziente può avere una patologia, un disturbo organico o funzionale; andiamo a cercare nel patrimonio genetico, che c’è in famiglia. Poi, il medico dovrebbe fare la diagnosi attuale, chiedere al paziente quello che sente e prova; oggi ci aiutano i test, la genetica ci aiuta a capire chi siamo, dove stiamo andando come i rischi. Tutto questo, deve servire per fare una sorveglianza attiva non tanto per guarire il sintomo del momento ma per impostare un progetto a lungo termine a trent’anni, non a un mese, come se fossimo un’azienda. Grazie alla medicina di precisione possiamo impostare un progetto di questo tipo che ci consente non solo di stare bene oggi ma anche di sorvegliare il nostro stato di salute nel tempo sempre nell’ottica di una longevità sana».

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