Voci della Sanità 11 Settembre 2019

Ospedale Fatebenefratelli di Erba: «Morire di dolcezza… Ecco la pericolosità delle bevande zuccherate»

Il consumo di bibite, sia zuccherate sia con dolcificanti ipocalorici, può essere collegato a maggior rischio di morte per tutte le cause. Lo conferma la dietista dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Tiziana Casati, commentando lo studio condotto dallo IARC e pubblicato da JAMA Internal Medicine. Secondo lo studio, rispetto a un basso consumo […]

Il consumo di bibite, sia zuccherate sia con dolcificanti ipocalorici, può essere collegato a maggior rischio di morte per tutte le cause. Lo conferma la dietista dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Tiziana Casati, commentando lo studio condotto dallo IARC e pubblicato da JAMA Internal Medicine. Secondo lo studio, rispetto a un basso consumo (meno di un bicchiere al mese), coloro che riferiscono di berne 2 o più bicchieri al dì hanno un rischio di morte dell’8% maggiore per le bibite zuccherate e del 26% maggiore per quelle con dolcificanti artificiali.

«Numerosi studi hanno ampiamento dimostrato l’esistenza di un’associazione tra l’aumentato consumo di bevande zuccherate e malattie croniche come l’obesità, il diabete di tipo 2, l’ipertensione e le malattie delle arterie coronariche – spiega Casati -. Classificate nella categoria di “unhealthy food” sono alimenti a basso valore nutrizionale, a basso potere saziante, ma con un elevato apporto di zuccheri semplici che inducono una risposta insulinica immediata in riferimento all’alto indice glicemico, ossia la capacità ad un rapido alzamento dei valori di glicemia. L’importanza di questo indicatore, a fronte di numerose evidenze scientifiche, mostra come una scelta alimentare che ne evidenzi il dato scientifico, sia necessaria nella prevenzione di malattie dismetaboliche correlate. Allo scopo di promuovere uno stile alimentare corretto e salutare, i carboidrati dovrebbero rappresentare dal 55 al 60% delle calorie totali giornaliere, nella maggioranza zuccheri complessi (cereali e derivati), di cui non più del 10% di zuccheri semplici (compreso fruttosio della frutta). Con il consumo giornaliero di bevande zuccherine si incrementa sensibilmente questa quota, senza un valore nutrizionale appropriato e raccomandato, come invece la frutta con il suo contenuto in fibra idrosolubile».

L’OMS raccomanda di sfavorire il consumo di alimenti ad alto contenuto calorico, tra cui bibite e in generale bevande con elevati zuccheri aggiunti, come prevenzione al sovrappeso, obesità e patologie correlate. Casati sottolinea che «da anni si è intensificata la produzione di soft drink, edulcorati con sostanze ipocaloriche o non caloriche, sia naturali che di sintesi chimica, privi o quasi di potere calorico, considerati sicuri dall’Autorità Europea, ma le prove scientifiche risultano ancora limitate e l’uso indiscriminato risulta inopportuno. Tuttavia la tendenza attuale è di utilizzare aromi naturali per le bibite, con un incremento richiesto per gli aromi bio, sweet enhancer, ossia aromi in grado di dare una sensazione di dolcezza, così di poter ridurre la percentuale dello zucchero o dolcificante richiesto, lasciando la percezione del “dolce” il più possibile uguale al prodotto originale».

Nella nutrizione clinica, aggiunge, «è ormai assodato che le dipendenza al dolce risulta essere un fattore predominante per l’incremento di peso, obesità e comorbilità, come ho ampiamente rilevato nella mia pratica di nutrizione clinica presso l’Ospedale “Sacra Famiglia” di Erba. Pertanto la diffusione di norme dietetiche salutari atte alle modifiche di abitudini alimentari errate, sono indubbiamente la primaria prevenzione delle patologie metaboliche». Lo studio IARC ha coinvolto quasi 452.000 tra maschi e femmine ed è durato oltre 16 anni in cui sono stati registrati quasi 42 mila decessi ed ha confrontato il consumo di bibite di vario tipo sulla base di questionari alimentari compilati dai partecipanti.

Articoli correlati
“Donne e Covid-19”: Onda premia le professioniste impegnate in prima linea nell’emergenza
Il riconoscimento speciale è per le donne che si sono particolarmente distinte nello svolgimento del loro prezioso lavoro durante l’emergenza sanitaria. Gli ospedali, con i Bollini Rosa e non, potranno proporre la candidatura delle figure sanitarie prescelte entro il 31 luglio 2020 tramite il sito www.bollinirosa.it.
Tecnologia in medicina: l’American Society for Gastrointestinal Endoscopy premia Giovanni Di Napoli
Giovanni Di Napoli, vicepresidente e General Manager di Medtronic – multinazionale che opera nel settore della tecnologia medica con 360 sedi in 160 paesi – ha ricevuto dall’American Society for Gastrointestinal Endoscopy (ASGE) il prestigioso Crystal Awards Honoree nella categoria dei servizi industrali. A questo proposito, Di Napoli ha dichiarato che per lui lo spirito […]
Salute nelle città, Andrea Lenzi: «Dopo l’emergenza servirà un health city manager»
Andrea Lenzi, direttore del dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza e presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio: «Abbiamo dimenticato il legame fra medicina e territorio»
di Tommaso Caldarelli
L’esercito del benessere a domicilio. Tre step per ritrovare la salute: nutrizione sana, attività fisica e supporto psicologico
Si chiama “Il benessere a casa tua” ed è un servizio gratuito a disposizione dei cittadini, nato durante il lockdown, ma che punta a sostenere gli italiani anche nella fase 2 dell’emergenza. Inaugurato in Friuli Venezia Giulia, esteso in Lombardia, ora mira ad un’espansione nazionale
di Isabella Faggiano
Antonio Scala, Big Data in Health Society: «Serve un monitoraggio attivo sul COVID-19 da affidare ai MMG»
Maria Luisa Chiusano, Università di Napoli: «La ricerca molecolare riapre il dibattito sul ruolo dei farmaci RAAS-Inibitori – ACE Inibitori e Sartani – nel contenere la carica virale nel COVID-19. Minore abbondanza di ACE-2 sulla membrana ed eventuali frammenti liberi che catturino in anticipo il virus, limiterebbero l’attacco sulla membrana cellulare»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 28 maggio, sono 5.695.290 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 355.701 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA   Bollettino delle ore 18:00 del 28 ma...
Lavoro

Covid-19 e Fase 2, come prevenire il contagio: ecco il vademecum per gli operatori sanitari

Le misure di protezione per gli operatori e i pazienti, l’organizzazione degli spazi di lavoro, la guida al corretto utilizzo dei Dpi, il triage telefonico, la sanificazione e la disinfezione degli ...
Salute

Covid-19 e terapia al plasma, facciamo chiarezza con il presidente del Policlinico San Matteo: «Tutti guariti i pazienti trattati a Pavia e Mantova»

Venturi: «Oggi l’unica possibilità di superare questo virus deriva dalla risposta del nostro sistema immunitario». E aggiunge: «Il 10% dei lombardi positivi ai test sierologici con anticorpi neu...
di Federica Bosco