Salute 20 aprile 2018

Dal robot-paziente alle protesi in 3D, le tecnologie del futuro a Exposanità

Al Salone internazionale della sanità il simulatore SimMan 3G: può diventare cianotico, simulare spasmi e convulsioni, lamentarsi e urlare di dolore. Alex Zanardi ha presentato l’handy bike progettata da lui

di Giovanni Cedrone e Serena Santi
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Il futuro della sanità è a Bologna. A Exposanità, il Salone internazionale al servizio di sanità e assistenza giunto alla sua 21^ edizione, sono in mostra (fino al 21 aprile) alcune delle tecnologie che troveremo negli ospedali del futuro e che presto i medici dovranno imparare ad usare con una certa frequenza. Una delle più innovative è un manichino robot, o meglio un simulatore, curato nei minimi dettagli perché l’addestramento dei medici sia il più realistico possibile, anche ricreando situazioni estreme. Si chiama SimMan 3G, prodotto dalla multinazionale Laerdal in collaborazione con la svedese Mentice. Un simulatore di paziente con caratteristiche molte vicine a quelle dell’essere umano. Il simulatore interagisce come un vero paziente. Respira, a meno che non venga simulato un arresto cardio-respiratorio, piange, suda, vomita, sanguina, riconosce i farmaci. Addirittura può diventare cianotico, simulare spasmi e convulsioni, lamentarsi e urlare di dolore. Comandato tramite un computer, il robot può essere programmato per ricreare qualsiasi condizione critica, appunto per formare e addestrare le équipe mediche anche in situazioni estreme, non solo nei centri di simulazione, ma anche negli ospedali, utilizzando così gli stessi macchinari e strumenti di tutti i giorni. L’Ospedale Maggiore di Bologna, ad esempio, è già dotato di uno di questi simulatori.

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Ma non è l’unica novità: anche il telefono satellitare è destinato ad entrare in sala operatoria, per ‘navigare’ nel corpo e guidare meglio la mano del chirurgo. Si tratta di una tecnologia mutuata dal gps. In sostanza, sugli schermi della sala operatoria compare una mappa satellitare dell’area su cui bisogna intervenire. Viene così ricostruita in 3D la zona da operare, permettendo un approccio più mirato e riducendo i margini di errore.

LEGGI ANCHE: MEDICI E TECNOLOGIA: CURIOSITA’ PER LE INNOVAZIONI O TIMORE PER IL PROPRIO RUOLO?

Alla fiera si è fatto vedere anche il pilota Alex Zanardi che ha visitato lo stand di Triride, azienda di Montegranaro (Fermo) che ha fabbricato la handy bike progettata dal campione. La bicicletta, realizzata sul modello di quella con cui Zanardi ha vinto le Olimpiadi di Londra e Rio de Janeiro, è destinata a tutti e non solo alle persone con disabilità, perché il suo utilizzo potenzia i muscoli delle braccia.

Grandi novità anche dal mondo delle protesi. È stata presentata Hannes, il prototipo di protesi poliarticolata di mano realizzato dal Centro protesi insieme ai ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova. Villiam Dallolio, neurochirurgo all’ospedale di Lecco e presidente della Promev, ha invece presentato un progetto che permetterà di far arrivare una protesi da un capo all’altro del mondo entro 24 ore. L’idea è semplice: non più studiare il progetto di una protesi, stamparla in 3D in laboratorio e poi inviare il pezzo alla struttura sanitaria che deve impiantarla, ma fornire direttamente all’utilizzatore finale in loco, ovvero a chi deve compiere l’operazione chirurgica, la stampante 3D con cui produrre la protesi necessaria, inviando il progetto via web.

 

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