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Nutrizione 21 agosto 2017

Disfagia: che cos’è e come si cura?

Che cos’è la disfagia? Difficoltà ad ingerire cibi solidi o liquidi e sensazione che gli alimenti rimangano a metà fra bocca e stomaco: si chiama disfagia ed è una condizione che causa frequenti tossi, blocchi in gola, insieme a un senso di soffocamento, perdita di saliva e rigurgiti. Questa malattia, si verifica di frequente con […]

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Che cos’è la disfagia?
Difficoltà ad ingerire cibi solidi o liquidi e sensazione che gli alimenti rimangano a metà fra bocca e stomaco: si chiama disfagia ed è una condizione che causa frequenti tossi, blocchi in gola, insieme a un senso di soffocamento, perdita di saliva e rigurgiti. Questa malattia, si verifica di frequente con l’avanzare dell’età ed è spesso legata alla presenza di altri condizioni che compromettono il sistema nervoso o da condizioni che ostruiscono o restringono l’esofago.

Quali le cause più comuni?
Le cause della disfagia possono essere molteplici, le più comuni sono: la presenza di tumori benigni o maligni, che possono essere collocati a livello della faringe o della tiroide; danni neurologici che provocano una paralisi dei muscoli linguali; sclerosi laterale amiotrofica; morbo di Parkinson; sclerosi multipla; infezioni da Hiv; candida herpes e poliomielite.

Quali sono le cure?
Le cure per la disfagia sono ampie come ampia è la casistica diagnostica. Nel caso si tratti di una disfagia orofaringea (quando la difficoltà di transito riguarda deglutizione e passaggio del cibo dall’orofaringe all’esofago) il medico può indirizzare da un neurologo, per effettuare altri test diagnostici. Inoltre potrà consigliare uno specialista per la terapia di deglutizione, che include esercizi per il coordinamento dei muscoli e per stimolare i nervi e apprendimento di tecniche di deglutizione.
Nel caso della disfagia esofagea (quando la difficoltà di transito riguarda il passaggio attraverso l’esofago in direzione dello stomac) si può ricorrere a dei farmaci, soprattutto quando il problema è determinato dal reflusso gastroesofageo.

C’è anche l’approccio chirurgico, se si tratta di un tumore all’esofago, o la possibilità della dilatazione, che viene praticata per mezzo di un endoscopio, in grado di allungare ed espandere la larghezza dell’esofago. Nel caso in cui il problema sia particolarmente grave, impedendo al soggetto di mangiare e bere in modo adeguato, si possono consigliare delle diete speciali liquide, per evitare la perdita di peso e la disidratazione. A volte è necessario ricorrere anche ad un sondino nasogastrico, per saltare il meccanismo di deglutizione.

Tali problemi di deglutizione sono generalmente risolvibili con un logopedista che suggerirà quali cibi è meglio assumere, integratori per contrastare deficit nutrizionali, quali posture assumere. E’ consigliabile assumere alimenti morbidi a piccoli bocconi, evitando cibi secchi o con consistenza mista e preferendo cibi morbidi come creme, yogurt, budini o formaggi freschi.

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