Formazione 1 giugno 2016

Emergenza Migranti, Gelli: «Giovani medici sono valore aggiunto nei presidi di frontiera»

Il responsabile sanità del Pd e presidente della Commissione d’inchiesta della Camera sui CIE (Centri Identificazione ed Espulsione): «Formazione sul campo fondamentale per professionisti e migranti»

Immagine articolo

C’è sempre più bisogno di operatori sanitari nelle zone di frontiera dove sbarcano i migranti ed è un bene che molti giovani scelgano di arricchire in queste aree la loro formazione».

L’onorevole Federico Gelli, Responsabile Sanità del Pd e presidente della Commissione CIE (Centro Identificazione ed Espulsioni Migranti) della Camera, ha affrontato la questione migranti anche in occasione degli Stati Generali della Ricerca. Sottolineando l’esigenza di maggiori investimenti in campo medico-scientifico, Gelli ha posto l’attenzione – ai microfoni di Sanità informazione – sul tema delle nuove esigenze sanitarie italiane, che sono proprio conseguenza dei nuovi scenari geopolitici. Le drammatiche scene dei giorni scorsi con centinaia e centinaia di profughi morti in mare e migliaia di sbarchi hanno nuovamente sconvolto l’opinione pubblica. Ancora una volta importantissimo il lavoro di medici, infermieri e volontari sul campo. Tra questi molti giovani, che come emerso nell’indagine recentemente presentata dall’Osservatorio Internazionale della Salute (OIS), sceglie di completare attraverso attività di volontariato la propria formazione sul campo, proprio dove ce n’è più bisogno. Proprio in occasione della presentazione dei risultati dello studio al Ministero della Salute, OIS ha annunciato la creazione di una rete strutturata di medici italiani sui luoghi degli sbarchi per l’assistenza sanitaria e per la mappatura delle emergenze che coinvolgono i migranti con il progetto “Sanità di Frontiera”. Per questa iniziativa è stato già aperto un dialogo anche con Ministero della Salute, dell’Interno e con le principali realtà del terzo settore.

Onorevole Gelli, di recente lei è stato chiamato a  presiedere la commissione di inchiesta della Camera su Accoglienza, Identificazione ed Espulsione dei Migranti. Cosa si sta facendo e cosa altro è necessario fare per fronteggiare questa emergenza?

«Il tema dei migranti pone due problemi fondamentali: il primo è capire quali sono le condizioni di salute di queste persone che vengono e chiedono aiuto nel nostro Paese, e quindi è giusto che il meccanismo di monitoraggio e di verifica dello stato di salute sia quanto mai documentato e diventi patrimonio della conoscenza dell’intera comunità sanitaria italiana; il secondo è fare in modo che questa nostra attività assistenziale non abbia ripercussioni negative sulla salute di chi vive nel nostro Paese. Ovviamente bisogna sfatare il mito dei pericoli derivati dal fatto che i migranti siano portatori potenziali di malattie infettive molto pericolose per noi. È vero relativamente, in piccola parte, ed è per questo che la commissione farà un lavoro importante di verifica e indagine, convocando anche il ministro Lorenzin e i tanti centri di assistenza che si occupano della salute del migrante, per capire quali soluzioni prendere e quali decisioni intraprendere proprio per far fronte a questa mutazione della nostra società italiana».

Questa mutazione implica anche un grosso sforzo di persone. Sappiamo che c’è un problema di blocco del turnover, ma ci sono anche degli studi, come quello di OIS, che rivelano che molti giovani medici preferiscono completare il percorso di formazione proprio nelle Onlus e nelle associazioni del volontariato: è un bel segnale da parte dei nostri medici del futuro. A suo avviso può essere una soluzione anche aumentare i presidi medici nelle zone di frontiera?

«Formarsi nei territori di frontiera e con il mondo del volontariato è un’altra straordinaria opportunità che, spesso, è molto più arricchente del semplice studio di un libro che magari è ben fatto, magari è un tomo fondamentale per la formazione di un professionista, ma che non sostituisce la formazione sul campo, la formazione pratica. Tanti giovani ci chiedono di poter provare a sperimentare le loro conoscenze anche in terreni di frontiera. Tra l’altro, molte delle associazioni presenti proprio ai confini del nostro Paese sono ricche di giovani che trovano in quella opportunità un modo per contemplare al meglio la vocazione di diventare un medico a servizio degli altri».

Articoli correlati
Pizza e birra al posto dello stipendio. Giovani medici protestano su Facebook: «No alla sanità low cost»
È legittimo offrire ad un medico una cena a base di pizza e birra al posto dell’onorario che gli spetta di diritto? E uno stipendio di 3,50 euro all’ora? E il medico, cosa deve fare quando riceve proposte del genere? «Nel momento in cui un collega accetta una tariffa che viola il tariffario minimo dev’essere […]
80 voglia di crescere, il convegno nazionale Enpam
L’ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri i ha organizzato un convegno nazionale in occasione degli 80 anni dalla sua  fondazione presso il Palazzo  Santa Chiara a Roma. Ad aprire i lavori del convegno nazionale Enpam il Presidente Alberto Oliveti; sono intervenuti, tra gli altri,  Micaela Gelera, attuario e Giampiero Malagnino, Vicepresidente vicario […]
Cosa succede se il Servizio Sanitario Nazionale non accetta pazienti fumatori o obesi
I pazienti inglesi, fumatori o obesi, potranno essere sottoposti ad interventi non urgenti solo se non fumano da almeno otto settimane o perdono peso. Il provvedimento è stato adottato dalla Clinical Commissioning Group (CCG, paragonabile alle nostre Asl) della Contea inglese dello Hertfordshire. Negli ultimi anni, in molte regioni d’Inghilterra i pazienti che dimostrano di non preoccuparsi […]
Fabrizio Frizzi: «Sulla salute non si scherza, ecco perché voglio medici aggiornati e voglio sapere tutto…»
Il popolare conduttore ai microfoni di Sanità Informazione parla del suo rapporto con la salute ed i camici bianchi: «Non sono ipocondriaco, ma sto attento ai segnali». Il racconto di quando donò il midollo osseo e la sua opinione sulla corretta informazione: «Tutti cerchiamo sul web, ma poi ci affidiamo ad un bravo medico»
Giovani medici, Enpam stanzia 30 milioni per studi professionali
«Stiamo lavorando per passare da un welfare delle necessità a un welfare delle opportunità in modo da utilizzare il patrimonio non solo per offrire sicurezza agli iscritti, ma anche per facilitare la loro attività» spiega Alberto Oliveti, Presidente Enpam
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Ex specializzandi, emendamento al Bilancio. Aiello (Ap): «Sbloccare transazione entro fine anno»

«Se andasse a buon fine la questione ex specializzandi si potrebbe sbloccare il turnover e finanziare le scuole di specializzazione» così il Senatore nell’intervista esclusiva a Sanità Informazi...
Salute

Fabrizio Frizzi: «Sulla salute non si scherza, ecco perché voglio medici aggiornati e voglio sapere tutto…»

Il popolare conduttore ai microfoni di Sanità Informazione parla del suo rapporto con la salute ed i camici bianchi: «Non sono ipocondriaco, ma sto attento ai segnali». Il racconto di quando donò ...
Lavoro

Cumulo contributivo, la carica dei 130mila. Oliveti: «Siamo pronti ma non è giusto che sia l’Inps a pagare i medici…»

«Il cumulo è diritto di civiltà, ma l’Enpam già prevedeva totalizzazione interna gratuita». A Sanità Informazione, il commento del Presidente della Cassa previdenziale dei medici Alberto Olive...