Salute 21 Luglio 2022 17:09

In due anni 16 milioni di contagi e oltre 160 mila morti: l’impatto del Covid-19 sul sistema ospedaliero italiano

Per la prima volta, grazie ad una collaborazione tra Istat e Agenas, è stato analizzato l’impatto della pandemia da SARS-CoV-2 sul sistema ospedaliero italiano. Il Rapporto, oltre a descrivere gli effetti sul complesso dei ricoveri attraverso un confronto con i dati pre-pandemia, esamina le caratteristiche salienti dei ricoveri per Covid-19. Ecco i risultati

In due anni 16 milioni di contagi e oltre 160 mila morti: l’impatto del Covid-19 sul sistema ospedaliero italiano

«Con 16 milioni di contagi e oltre 160 mila decessi, tra marzo 2020 e aprile 2022, associati alla diagnosi di infezione da Sars-CoV-2, l’Italia è stata, insieme alla Spagna, fra i paesi europei più colpiti dalla pandemia, soprattutto nella prima fase». Ad affermarlo è il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, in occasione della presentazione del Rapporto che analizza, per la prima volta, l’impatto del Covid-19 sul sistema ospedaliero italiano, realizzato dall’Istituto Nazionale di Statistica e l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.

Il rapporto in sintesi

Il Report, oltre a descrivere gli effetti sul complesso dei ricoveri attraverso un confronto con i dati pre-pandemia, esamina le caratteristiche salienti dei ricoveri per Covid-19. Nel 2020 le ospedalizzazioni sono state circa 6,5 milioni, il 22% in meno rispetto alla media rilevata dall’analisi del triennio precedente, con un decremento più marcato durante la prima ondata pandemica. «Questi dati – continua Blangiardo – offrono un’ulteriore conferma che l’impatto è stato molto forte. Il differimento delle cure e dei ricoveri non urgenti, particolarmente accentuati al Sud e nel Nord-ovest, ha lasciato un’eredità difficile, che il sistema sanitario deve ora affrontare mentre le varianti del virus continuano a diffondersi».

La flessione dei ricoveri non Covid

Analizzando le patologie che, solitamente, conducono ad una più elevata ospedalizzazione, si evidenzia che i ricoveri per le malattie del sistema osteo-muscolare e tessuto connettivo sono quelli che hanno avuto la maggiore flessione, -29,5%. Seguono quelli per le malattie dell’apparato digerente diminuiti del 27,2% e per le malattie dell’apparato genito-urinario che hanno registrato un calo del 5,2%. La diminuzione più lieve, dell’11,7%, ha riguardato la gravidanza e il parto. I pazienti dimessi dopo una degenza per Covid-19 sono il 5,5% del totale, con un range che muta dal 2,4% nelle Isole al 9,2% nel Nord-ovest dell’Italia. La variabilità territoriale pare rispecchiare la diversa diffusione del virus nelle varie zone d’Italia. Il numero di ricoveri di pazienti positivi al Covid si è modificato nel tempo, seguendo le oscillazioni dell’ondate della pandemia, con due picchi in corrispondenza della prima e della seconda.

Tra i ricoverati non solo Covid

Durante queste ospedalizzazioni, la diagnosi di Sars-CoV-2 è stata associata non di rado ad altre patologie, tra le più frequenti: alcune malattie infettive e parassitarie (tubercolosi, HIV, infezioni batteriche di sede non specificata e soprattutto malattie da virus e da clamidia non specificate), le malattie del sistema respiratorio, le malattie ipertensive, il diabete mellito, il sovrappeso e l’obesità, la demenza e la malattia di Alzheimer. Più di due pazienti su 10 tra i ricoverati per Covid nel 2020 sono stati ospedalizzati un’altra volta nel corso dello stesso anno: nel 43% dei casi il motivo principale è stato di nuovo il Covid-19, nel 17% malattie respiratorie.

Per il Covid investite la metà delle risorse ospedaliere

«Siamo davvero molto soddisfatti della collaborazione con l’Istat – dichiara il Presidente dell’Agenas, Enrico Coscioni – che ci ha permesso di mettere a disposizione di tutti gli stakeholder del mondo della salute, in particolare del Ministero della Salute e delle Regioni, importanti informazioni rispetto alla presa in carico dei pazienti Covid-19 all’interno dei nostri presidi ospedalieri. Ricordo che la Legge 5 giugno 2020 n. 40 ha affidato all’Agenzia il compito di collaborare all’azione di potenziamento della rete di assistenza ospedaliera e territoriale, al fine di assicurare la più elevata risposta sanitaria all’emergenza epidemiologica. Questo documento attesta il nostro costante impegno per raggiungere questi risultati».

In generale, per curare le persone affette da Sars-CoV-2 il SSN ha investito la metà delle risorse ospedaliere e gli effetti sulla salute dei pazienti sofferenti per altre patologie, non trattati o assistiti con ritardo, potranno essere misurati solo nel medio-lungo periodo. «La fruttuosa collaborazione con Agenas ha consentito di aggiungere un tassello importante alle analisi che la statistica ufficiale ha messo a disposizione di stakeholder, istituzioni nazionali e internazionali e cittadini – conclude il presidente dell’Istat – per interpretare l’impatto dell’emergenza sanitaria da Covid-19».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Covid: spray nasale con anticorpi protegge da infezione. Gli scienziati: “Approccio utile contro nuove varianti e in futuro anche contro altri virus”
I ricercatori del Karolinska Institutet, in Svezia, hanno dimostrato che lo spray nasale anti-Covid sviluppato, a base di anticorpi IgA, può offrire protezione dall'infezione. O almeno così è stato nei topi su cui è stato testato, come riportato da uno studio pubblicato su PNAS. I risultati aprono la strada a una nuova strategia per proteggere le persone ad alto rischio a causa delle diverse varianti del virus Sars-CoV-2 e possibilmente anche da altre infezioni
Fiaso: Covid ancora in calo, ma preoccupa l’influenza
Si conferma in calo l’indice dei ricoveri Covid. La rilevazione degli ospedali sentinella aderenti a Fiaso fa registrare un complessivo -16% nell’ultima settimana del 2023. Secondo l'ultima rilevazione Fiaso i virus influenzali stanno avendo un impatto in termini assoluti maggiore sugli ospedali
di V.A.
Covid: le varianti sono emerse in risposta al comportamento umano
Le varianti del virus Sars-CoV-2 potrebbero essere emerse a causa di comportamenti umani, come il lockdown o le misure di isolamento, le stesse previste per arginare la diffusione dei contagi. Queste sono le conclusioni di uno studio coordinato dall’Università di Nagoya e pubblicato sulla rivista Nature Communications. Utilizzando la tecnologia dell’intelligenza artificiale e la modellazione matematica […]
Covid: in commercio terapie di dubbia sicurezza ed efficacia
Ci sono la bellezza di 38 aziende che hanno messo in commercio presunti trattamenti a base di cellule staminali e di esosomi (vescicole extracellulari) per la prevenzione e il trattamento del Covid-19
Nel post pandemia raddoppiati i casi di «cecità funzionale» correlati ad ansia e disagio psicologico
Secondo un’analisi dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, il problema, noto come «perdita visiva o cecità funzionale», ha subito un aumento significativo nel periodo successivo alla pandemia. L’ipotesi degli esperti è che il disturbo, essendo di natura psico-somatica, sia cresciuto a causa degli effetti della pandemia sul benessere psicologico della popolazione, soprattutto bambini e adolescenti
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste d’attesa: nel decreto per abbatterle c’è anche la Carta dei diritti dei cittadini

Il Cup dovrà attivare un sistema di “Recall”. Il paziente che non si presenterà alla visita senza disdirla dovrà pagare la prestazione. Cambiano le tariffe orarie per ...
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...