Salute 13 Giugno 2022 15:52

In autunno un test ci dirà se dobbiamo fare un nuovo vaccino anti-Covid?

Un nuovo test rapido del sangue è in grado di misurare l’immunità al virus Sars-CoV-2 e indicare, in questo modo, l’opportunità di fare una nuova dose di vaccino

In autunno un test ci dirà se dobbiamo fare un nuovo vaccino anti-Covid?

Un test rapido del sangue può misurare l’entità e la durata dell’immunità di una persona al virus Sars-CoV-2. I risultati, oltre a consentire di monitorare l’immunità della popolazione e l’efficacia degli attuali vaccini, può aiutare a progettare nuove strategie di ri-vaccinazione. Specialmente per i soggetti fragili immunocompromessi. Il test, sviluppato dai ricercatori del Mount Sinai di New York, richiede meno di 24 ore e può essere utilizzato ampiamente nella popolazione. L’esame misura l’attivazione delle cellule T, che fanno parte della nostra risposta immunitaria adattativa all’infezione o alla vaccinazione da Sars-CoV-2 e ci aiutano a proteggere dalle forme gravi della malattia o dalla morte.

Il test misura l’attivazione delle cellule T nelle persone guarite e/o vaccinate

«Il test che abbiamo creato ha la capacità di misurare l’immunità cellulare della popolazione e di testare ampiamente l’efficacia di nuovi vaccini», spiega uno degli autori senior dello studio, Ernesto Guccione, professore di scienze oncologiche e scienze farmacologiche, presso il The Tisch Cancer Institute del Monte Sinai. «Sappiamo che le popolazioni vulnerabili non sempre attivano una risposta anticorpale, quindi misurare l’attivazione dei linfociti T – continua – è fondamentale per valutare l’intera portata dell’immunità di una persona. Inoltre, l’emergere di varianti Sars-CoV-2 come Omicron, che sfuggono alla maggior parte della capacità neutralizzante degli anticorpi, indica la necessità di test in grado di misurare le cellule T, che sono più efficaci contro le varianti emergenti di preoccupazione».

Linfociti T determinanti nella risposta anticorpale contro il virus

La protezione a lungo termine dall’infezione virale è mediata sia dagli anticorpi che dalla risposta dei linfociti T. Molti studi recenti sottolineano l’importanza di determinare la funzione dei linfociti T negli individui che sono guariti o che sono stati vaccinati contro Covid-19 per aiutare a progettare nuove campagne di vaccinazione. Tuttavia, prima di questo studio, la misurazione delle risposte dei linfociti T è stata eseguita raramente a causa delle sfide tecniche a essa associate.

Il nuovo test è accurato, rapido, economico e semplice da eseguire

Nel condurre questo studio, pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, i ricercatori hanno ottimizzato i test basati su PCR che hanno il potenziale per essere scalabili, sensibili e accurati a livello globale. I ricercatori hanno ristretto la loro attenzione ai due test che offrivano la massima scalabilità. Uno, il test qTACT, è accurato e sensibile ma ha un tempo di elaborazione relativamente più lungo di 24 ore per 200 ècampioni di sangue, un prezzo moderato e un livello medio di capacità tecnica. L’altro, il test dqTACT, a accurato, ha tempi e costi di elaborazione ridotti e richiede un’esperienza di laboratorio minima, rendendolo facile da implementare.

I test permette di monitorare l’impatto delle mutazioni virali sull’immunità

Il test dqTACT ha recentemente ottenuto la certificazione europea CE-IVD, mentre è in corso la validazione clinica della Food and Drug Administration e dell’Agenzia europea per i medicinali. «I saggi presentati qui si basano sulla capacità delle cellule T di rispondere ai peptidi che coprono diverse proteine ​​​​del virus», spiega un altro autore senior, Jordi Ochando, professore di scienze oncologiche presso il Tisch Cancer Institute del Monte Sinai. «Con la possibilità di utilizzare diversi pool di peptidi, il nostro approccio rappresenta una strategia flessibile che può essere facilmente implementata per rilevare la presenza di cellule T – prosegue – che rispondono a diverse proteine ​​virali. Queste cellule T hanno un ruolo importante nella protezione dai ceppi mutanti emergenti, permettendo così di misurare così immediatamente l’impatto che le mutazioni virali potrebbero avere sull’immunità cellulare».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Covid: 3 o più dosi di vaccino in gravidanza aumentano la protezione dei neonati
Le donne in gravidanza che ricevono tre o più dosi di vaccino anti-Covid durante la gestazione presentano un livello di anticorpi specifici contro l’infezione nel cordone ombelicale di circa dieci volte più alto rispetto a quanto riscontrato nelle madri che hanno effettuato meno richiami. E questo offre una maggiore protezione ai nascituri. A dimostrarlo è uno studio condotto dagli scienziati dell’Università di Washington a Seattle
Covid: spray nasale con anticorpi protegge da infezione. Gli scienziati: “Approccio utile contro nuove varianti e in futuro anche contro altri virus”
I ricercatori del Karolinska Institutet, in Svezia, hanno dimostrato che lo spray nasale anti-Covid sviluppato, a base di anticorpi IgA, può offrire protezione dall'infezione. O almeno così è stato nei topi su cui è stato testato, come riportato da uno studio pubblicato su PNAS. I risultati aprono la strada a una nuova strategia per proteggere le persone ad alto rischio a causa delle diverse varianti del virus Sars-CoV-2 e possibilmente anche da altre infezioni
Morbillo: mappato il percorso del virus nel cervello
Per la prima volta è stata realizzata una sorta di mappa della diffusione del virus del morbillo nel cervello sulla base dei dati di un paziente colpito da una rara e letale malattia cerebrale, chiaara panencefalite sclerosante subacuta (SSPE). A realizzare l'impresa sono stati i ricercatori della Mayo Clinic in uno studio pubblicato su PLOS Pathogens
Herpes zoster: l’efficacia del vaccino diminuisce nel tempo
Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha valutato l'efficacia del vaccino vivo contro l'herpes zoster, che è risultata massima per i primi 12 mesi dalla vaccinazione ed è diminuita in modo sostanziale nel tempo
Covid: efficacia del vaccino sottovalutata, studio rivela «falla» in trial clinici
L'efficacia del vaccino anti-Covid potrebbe esser stata sottovalutata. A fare luce su una nuova «falla» è stato uno studio condotto da un team di scienziati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell’Università di Salerno
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste di attesa addio? La risposta del Consiglio dei Ministri in due provvedimenti

Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, e del Ministro della salute, Orazio Schillaci, ha approvato due provvedimenti, un decreto-legge e un disegno di legge, che i...
Salute

Tumori: boom di casi nei paesi occidentali. Cinieri (Aiom): “Prevenzione attiva per ridurre carico della malattia”

Nel 2024 negli USA, per la prima volta nella storia, si supera la soglia di 2 milioni di casi di tumore. Una crescita importante, comune a tutti i Paesi occidentali. Per Saverio Cinieri, presidente di...
Salute

Tumore del polmone: per osimertinib e durvalumab ottimi risultati negli studi LAURA e ADRIATIC al Congresso ASCO

Nello studio LAURA osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell’84% nel tumore del polmone non a piccole cellule di Stadio III. Nello studio ADRIATIC, invece, du...