Salute 10 Ottobre 2019 09:00

Disuguaglianze in salute, Giuseppe Costa (UniTorino): «Vivere nelle zone più povere delle città fa la differenza»

«In Italia chi è più povero e ha meno risorse e competenze, è più esposto a fattori di rischio per la salute, si ammala prima, più spesso e muore prima». L’intervista al professor Giuseppe Costa, Docente di Salute pubblica all’Università di Torino

Dall’ambiente in cui viviamo dipende il rischio di sviluppare malattie. Le circostanze sociali e ambientali fanno la differenza, sono fattori che influenzano positivamente o negativamente la nostra salute. Ne abbiamo parlato con il professore di Sanità pubblica all’Università di Torino Giuseppe Costa, in occasione della conferenza Big Data in Health 2019 di cui Sanità Informazione è stata media partner. Dai suoi studi e dalle sue ricerche, infatti, emerge che quanto più si è benestanti, istruiti, residenti in aree più ricche e in buone condizioni socioeconomiche, tanto più si ha un profilo di salute più sano.

Professore parliamo di diseguaglianze di salute. Vivere in città e nelle zone più periferiche espone a rischi maggiori per la salute. Quali sono i risultati delle sue analisi?

«Dalle ricerche emerge un fatto molto chiaro: non è tanto vivere in città o nelle zone più periferiche ma vivere nelle zone più povere rispetto a quelle più ricche che fa la differenza. La città, spesso, è portatrice di salute perché fornisce maggiori possibilità e accesso ai servizi. Sono le differenze dentro le città a mostrare divari profondi, tra quartieri poveri e ricchi, tra classi povere e ricche, ancora presenti al giorno d’oggi. Chi ha meno risorse e competenze per stare sulla scena della vita può sviluppare disabilità, si ammala prima, più spesso e muore prima. Su queste divisioni e diseguaglianze, il SSN può fare qualcosa, soprattutto il nostro che è un sistema pubblico su base universalistica, ma non può cambiare il modo differente con cui ci si ammala. Per questo, sono necessari programmi di prevenzione, responsabilità di tutta la politica: politiche sociali, del lavoro, della casa, ambientali. È uno sforzo dell’intera società che ha alla sua portata la possibilità di rendere più uguali le opportunità di salute della popolazione. Questo ha ricadute importanti sul piano economico, perché un capitale umano più sano produce di più e sta meglio. Su queste differenze, integrare dati ambientali, sociali e sanitari è fondamentale per mettere in luce tutte le differenze».

Partendo dall’emergenza rifiuti che c’è a Roma per arrivare alle gravi situazioni di inquinamento ambientale come l’Ilva e la Terra dei fuochi, si parla di class action legali da parte dei cittadini per violazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani e risarcimento del danno. Cosa ne pensa?

«Dove c’è chiaramente un nesso causale tra l’esposizione e le conseguenze sulla salute è molto ragionevole che si cerchi un risarcimento. Non vincolerei l’iniziativa politica di azione di risanamento al fatto di scoprire che ci sono danni sulla salute. Alcuni danni ambientali sono già più che sufficienti a giustificare l’intervento di bonifica: guai a attendere che si manifestino o siano misurati in modo chiaro gli effetti sulla salute che spesso richiedono tempi lunghi. Sarebbe una scusa molto grave dietro cui nascondere la non volontà di agire e investire per bonificare i nostri ambienti».

Articoli correlati
Medicina estetica, con i fili di trazione lifting non chirurgico e risultati garantiti? Cosa dice l’esperto
Domenico Centofanti, vicepresidente SIME, analizza l’ultima moda in ambito estetico: costi, benefici ed effetti collaterali: «Terapia efficace e poco invasiva, con ridotti rischi di complicanze. Indicata per pazienti con un grado di lassità cutanea lieve e anche per chi ha già fatto botox e filler»
di Federica Bosco
Amenorrea e calo della libido, ecco i campanelli d’allarme dell’iperprolattinemia secondo AME
Renato Cozzi, presidente eletto AME: «La pandemia ha reso più difficile l’accesso agli ambulatori di endocrinologia e questo può avere ritardato anche le diagnosi»
Il 21 novembre è la giornata dell’assistente sanitario
Una data scelta in onore dell’anniversario della Carta di Ottawa, sottoscritta da tutti gli Stati appartenenti alla Organizzazione mondiale della Sanità nel 1986
Recuperare le liste di attesa: le risorse ci sono, ma sono utilizzate? E in che modo? L’indagine CIMO-LAB
Quici: «Non vorremmo, a questo punto, che a qualche decisore politico “illuminato” venga nuovamente l’idea di fronteggiare il problema delle liste d’attesa bloccando l’attività libero professionale del medico»
Orienta è la prima Agenzia per il Lavoro a diventare Dyslexia Friendly
Sono 2 milioni le persone con dislessia e altri disturbi specifici dell’apprendimento in Italia (4% della popolazione). Di questi 300mila vanno a scuola e 16mila all’Università. Sono 12mila coloro che, ogni anno, entrano nel mondo del lavoro. Per la prima volta quest’anno un’agenzia interinale è stata certificata Dyslexia Friendly
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 26 novembre, sono 260.208.307 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 5.185.296 i decessi. Ad oggi, oltre 7,54 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&n...
Ecm

Proroga ECM in scadenza, De Pascale (Co.Ge.A.P.S.): «Inviate agli Ordini posizioni formative degli iscritti»

Il presidente del Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie a Sanità Informazione: «Pronti ad affrontare fine proroga, poi Ordini valuteranno che azioni intraprendere con inadem...
Salute

Covid-19, tre categorie per 10 potenziali terapie contro il virus

La Commissione Europea sta definendo una rosa di 10 potenziali terapie per il Covid-19. Come agiscono questi farmaci? Quando è possibile somministrali? A chi? Risponde, a Sanità Informaz...
di Isabella Faggiano