Politica 26 Agosto 2019

Per Giorgetti gli italiani non vanno più dal medico di famiglia, ma i numeri lo smentiscono

Dure le reazioni del mondo medico e politico alle dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Il presidente FNOMCeO Anelli: «L’87,1% degli italiani dichiara di fidarsi del medico di medicina generale, a cui pone domande di salute il 72,3% dei cittadini». Il sottosegretario alla Salute Coletto: «MMG risorsa preziosa e insostituibile»

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«Nei prossimi anni mancheranno 45mila medici di famiglia, ma tanto chi ci va più? Chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito. Senza offesa per i professionisti». Sono queste le parole pronunciate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega) al meeting di Rimini che, in un agosto politicamente rovente, hanno fatto infuriare l’intera categoria. Ma non si sono fatte attendere nemmeno le reazioni della politica, a partire dalle precisazioni del sottosegretario alla Salute leghista Luca Coletto, che ha evidenziato: «I medici di famiglia sono una risorsa preziosa e insostituibile, uno snodo centrale per la medicina territoriale».

FNOMCEO: «PAROLE CHE SORPRENDONO, MA NON SONO INASPETTATE»

«Le parole pronunciate da Giorgetti ci sorprendono e, contemporaneamente, non giungono inaspettate – commenta il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli -. Ci sorprendono, perché dimostrano uno scollamento della politica dalle esigenze reali del Paese e dei cittadini. Non ci meravigliano, perché si inseriscono in quel filone di una politica di basso spessore e lunga tradizione, che tenta, con un’opera distruttiva di distrazione, di delegittimare ciò che non riesce a garantire, di svalutare ciò che non può raggiungere. La realtà fotografata dal Censis è ben diversa – continua Anelli -: l’87,1% degli italiani dichiara di fidarsi del medico di medicina generale (la quota raggiunge il 90% tra gli over 65), che è tra l’altro la fonte principale delle risposte a domande di salute (si rivolge a lui il 72,3% degli italiani). Allora, lancio una provocazione: perché, invece di tenere fuori gli specialisti e i medici di famiglia, considerati ormai inutili, dal Servizio Sanitario Nazionale, non proviamo a tenere fuori dalla sanità la cattiva politica?».

FIMMG: «IL SOTTOSEGRETARIO È SCONNESSO DAL MONDO REALE»

«La crisi di governo deve aver mandato in confusione il sottosegretario della Lega Giorgetti, che evidentemente non riesce più a leggere in modo chiaro i sondaggi – è il duro commento di Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (FIMMG) -. Se avesse letto con attenzione gli ultimi dati disponibili si sarebbe infatti accorto che sono sempre più gli italiani che ricorrono al medico di famiglia. Questo senza considerare che la rete della medicina di famiglia, con la sua prossimità al paziente, ricoprirà sempre più un ruolo primario nella sanità pubblica, soprattutto nella gestione delle cronicità in un Paese (l’Italia) che vede costantemente innalzarsi l’età media. Pur comprendendo lo stress di un momento politico che vede il sottosegretario evidentemente sotto pressione non possiamo che stigmatizzare dichiarazioni che denotano un tale distacco dal mondo reale» continua Scotti, invitando il Sottosegretario a «venire nei nostri studi e sale d’attesa e vedere se sono vuoti e quale siano il modello e i tempi di cura della medicina di famiglia e, forse, più nelle sue competenze, le parti strutturali a sostegno di quanto ha dichiarato, ovvero di valutare le caratteristiche di analfabetismo informatico della popolazione rispetto ad accesso ad una sanità digitale, di valutare la diffusione infrastrutturale (banda larga etc) nei vari territori del Paese, di confrontare la densità demografica di presenza di prossimità della specialistica, di comprendere che invece la evoluzione della medicina di famiglia richiede investimenti in personale e capacità diagnostica di prossimità vicino fino al domicilio di pazienti che diventano sempre più anziani e cronici. Mi auguro, una volta che la crisi di Governo sarà risolta, che il sottosegretario abbia modo di prendere qualche giorno per riposare e di studio e ricerca sul tema. Il medico di famiglia è uno dei pochi baluardi che resistono a tutela della salute dei cittadini come persone e non come numeri di sondaggi che si usano quando ci piace».

IL MINISTRO DELLA SALUTE GRILLO: «PER GUARIRE NON BASTA UN CLICK»

«I medici di medicina generale – commenta il ministro Giulia Grillo su Facebook – sono il primo presidio di salute per i cittadini, la base e la garanzia di un sistema sanitario pubblico in grado di assistere tutti in base alle personali necessità. Per guarire non basta un click. Ogni giorno 2 milioni di cittadini si recano nella rete capillare di ambulatori presenti su tutto il territorio nazionale. Dobbiamo essere orgogliosi di avere il diritto e il privilegio di poter liberamente scegliere il medico di famiglia di nostra fiducia senza pagare costose assicurazioni. Il Medico che abbiamo scelto ci conosce, ci segue negli anni, è in grado di aiutarci a fare prevenzione, ascolta i nostri dubbi e ci guida indicando i più corretti percorsi terapeutici. Un professionista spesso parte della famiglia, interprete e garante dei nostri bisogni di salute. Questa relazione umana, fiduciaria, di reciproco rispetto e responsabilità non può essere sostituita dalle informazioni su internet. Se è vero com’è vero che abbiamo bisogno di rinnovare la nostra medicina territoriale mettendola nelle condizioni di essere più dinamica ed efficace, magari con team multi-professionali, con l’infermiere di famiglia ma anche con importanti investimenti tecnologici e informativi, non dobbiamo scordarci che qualunque riordino non potrà che orbitare attorno al fulcro della relazione di cura, un valore da rafforzare e potenziare».

COLETTO (SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE): «MMG RISORSE PREZIOSE E INSOSTITUIBILI»

Dopo poche ore arrivano le precisazioni di Luca Coletto, sottosegretario alla Salute e compagno di partito di Giorgetti: «I medici di famiglia sono una risorsa preziosa e insostituibile, uno snodo centrale per la medicina territoriale. Lo riconosce anche, in più parti, la proposta del nuovo Patto Nazionale per la Salute che andrà condiviso con le Regioni, i sindacati e tutti gli attori del sistema, e che disegna un futuro di sviluppo e ulteriore modernizzazione del medico di base e delle forme organizzative nelle quali si svolge e si svolgerà l’attività di assistenza ai cittadini. Quello che si prospetta – aggiunge Coletto – è un medico di medicina generale che mantiene la sua valenza storica di primo interlocutore per le necessità di salute delle persone, con risvolti umani oltre che professionali, estremamente significativi, ma che si svilupperà in nuove forme organizzative, come i team di assistenza sui quali alcune Regioni si stanno già orientando, e in una ancora più spiccata professionalità, legata, tanto per fare un esempio, alla gestione delle cronicità. Aspetto che diventerà sempre più importante se solo si pensa all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle necessità assistenziali da garantire al di fuori della rete ospedaliera. Ciò consente, e consentirà sempre di più – conclude – di diminuire la quota di accessi impropri al Pronto soccorso, sgravando gli ospedali da carichi di lavoro inadatti alla loro missione di cura».

CIMO: «PAROLE SCANDALOSE, SPERIAMO SIA COLPO DI CALORE»

«Una pericolosa distorsione della realtà e la dimostrazione di una politica lontanissima dalle effettive necessità per la sostenibilità del Paese – è il commento del sindacato dei medici CIMO -. È scandaloso un intervento istituzionale in cui si affronti il tema della crisi nel SSN e della mancanza di circa 45mila medici indicando come “brillante” soluzione quella di rinunciare direttamente ad un suo pilastro essenziale, i medici stessi». «C’è da augurarsi che si tratti un colpo di calore, di quelli che in questa estate hanno già mietuto molte vittime nella politica – commenta il presidente nazionale CIMO, Guido Quici – perché questa visione distorta della realtà è molto pericolosa ed appare una narrazione strumentale ad altri programmi. In questo senso, ha perfettamente ragione il Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli quando dice che esiste “uno scollamento della politica dalle esigenze reali del paese e dei cittadini”. Per CIMO, chi immagina di voler surrogare la figura del medico specialista o del medico di medicina generale con sistemi informatici basati su algoritmi, è evidente che abbia in mente un modello in cui il medico è trasformato in qualcosa simile ad un call center, da affiancare ad una app cui porre quesiti per risolvere i problemi di salute. Ma a differenza della politica e nonostante le mille difficoltà, esiste ancora quella strana cosa che si chiama “empatia”, che permette ai medici di sostenere con enormi sacrifici il nostro servizio sanitario pubblico».

FP CGIL MEDICI: «PAROLE INACCETTABILI E PERICOLOSE»

«Bene le parole del ministro Grillo sull’importanza strategica della Medicina Generale in risposta alle inaccettabili e pericolose affermazioni del sottosegretario Giorgetti sulla presunta fine del rapporto fiduciario tra medico e paziente».  Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che «per difendere il Servizio sanitario è necessario tutelare prima di tutto la relazione di cura che rappresenta, come afferma il ministro della Salute, il fulcro su cui deve ruotare qualsiasi progetto di riordino del Servizio sanitario». Per il sindacalista, «la strategia è molto chiara: attaccare il rapporto medico-paziente per distruggere il ‘fulcro’ di qualsiasi organizzazione sanitaria. L’inarrestabile crescita del fenomeno delle aggressioni a danno dei sanitari è proprio il risultato di questa campagna denigratoria che da anni si consuma a danno degli operatori con un violenza di gran lunga superiore a qualsiasi violenza fisica». Secondo Filippi serve «ripartire dalla Medicina Generale per ricostruire quel rapporto fiduciario che negli anni è saltato, anche per il progressivo definanziamento sulla medicina del territorio e sulla prevenzione. È necessario un programma di riorganizzazione che, partendo dal consolidamento del rapporto di lavoro anche di dipendenza e possibilmente esclusivo dei medici di Medicina Generale con il Servizio sanitario nazionale, favorisca una forte presa in carico della cittadinanza nei percorsi di salute, attraverso la forte valorizzazione del ruolo dei professionisti», conclude.

ANAAO: «ORA È CHIARO IL PROGETTO DI SANITÀ CHE INTENDE SVALORIZZARE IL CAPITALE UMANO»

«Ora è chiaro – dichiara Carlo Palermo, segretario nazionale del sindacato Anaao Assomed – qual è il modello di sanità nei sogni una certa politica, oggi al governo del Paese. Una sanità in cui la carenza dei medici, di medicina generale o specialisti, ha la sua soluzione nella loro inutilità, sostituiti da un lato dal web in cui i cittadini trovano risposte alle loro domande di salute e dall’altra da un modello di sanità low cost in cui il lavoro medico viene pagato al massimo ribasso e viene contrabbandata per assunzioni una nuova sacca di precariato stabile, un’area di lavoro usa e getta, con l’esplicita prospettiva non della stabilizzazione, ma della disoccupazione, quando si esauriranno gli effetti della gobba demografica e della sbornia della quota 100 – continua Palermo facendo riferimento alla delibera della Regione Veneto che consente di assumere negli ospedali 500 medici neolaureati e non ancora specializzati -. La supponenza con cui la politica di governo dichiara finita, dall’alto della sua scienza, una storia millenaria, fondata sull’alleanza fiduciaria tra il medico ed il suo paziente, lascia intravvedere un progetto di sanità in cui il capitale umano è svalorizzato fino a sancirne la acclarata inutilità, sostituito da una app. Di questo passo – avvisa Palermo – la notte della sanità pubblica diventa più cupa, fino a frantumare l’unitarietà e l’indivisibilità di un diritto della persona, trasformando le differenze in divaricazioni. Nella fine del carattere nazionale del Servizio Sanitario pagheranno, però, i più deboli, cui toccherà mantenere la secessione dei ricchi e la loro sanità che si finanzia drenando malati e risorse dai loro territori. Nessuno pensi, però, – conclude il Segretario dell’Anaao – di poter contare sulla connivenza dei medici, oggi più uniti che mai nel contrastare questi attacchi».

SMI: «SE GIORGETTI È SICURO DELLE AFFERMAZIONI, PROPONGA ABOLIZIONE MMG E ATTENDA REAZIONE»

«Siamo indignati per le affermazioni di Giorgetti, che delegittimano il lavoro ed il ruolo di migliaia di professionisti – dichiara Pina Onotri, segretario generale del Sindacato Medici Italiani (SMI) -. L ‘Italia è il Paese con il più basso tasso di mortalità infantile e il più alto indice di longevità, e questo non certo grazie a Dr. Google, ma all’impegno e alla professionalità della rete dei medici di medicina generale, ossatura vitale del SSN. Se Giorgetti è così sicuro delle proprie affermazioni – propone Onotri – provi pure a proporre agli italiani l’abolizione di questo servizio. Siamo sicuri che avrà una risposta decisa e in direzione della tutela della funzione sociale, di cura e di assistenza che i medici di medicina generale svolgono nella nostra società».

ENPAM: «DIFENDERE I MEDICI DI FAMIGLIA. NE VA DELLA SALUTE DEGLI ITALIANI»

«Vorremmo sperare che il de profundis di Giorgetti sul medico di famiglia al Meeting di Rimini sia solo un’affermazione mal riuscita. E non il prologo di un percorso strategico. Ne va della salute degli italiani». questo il commento di Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam, l’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri.

TUZI (M5S): «PAROLE GRAVI, VOGLIONO ABOLIRE ANCHE LA LAUREA?»

Per Manuel Tuzi, medico e deputato del Movimento 5 Stelle, quelle di Giorgetti sono «parole gravi che creano danni per la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Questa è solo l’ultima trovata della Lega di Salvini a danno dei medici del Servizio sanitario nazionale. Questo è quello con cui ci siamo misurati ogni giorno, contrastandolo con decisione». Il riferimento è alle proposte della Lega di abolire il numero chiuso a medicina e togliere il concorso nazionale. «E oggi dicono che non servono i medici di base e davanti alla futura carenza di professionisti ci sta internet. A questo punto non mi meraviglierei se volessero togliere le lauree e promuovere Google per le diagnosi. Da medico e deputato, insieme al ministro Grillo e a tutto il M5S sarò sempre al fianco dei medici di base e di tutti i professionisti sanitari del Servizio Sanitario Nazionale che difenderemo da ogni tipo di attacco, verbale e legislativo» conclude il Deputato 5 Stelle.

 

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