Contributi e Opinioni 22 Dicembre 2021 10:16

Giornata del tecnico sanitario di laboratorio: «Mancano 2mila professionisti, istituire diagnostica territoriale»

Il nostro punto di partenza è stata la rivisitazione dei precedenti codici sorpassati dal nuovo impianto ordinistico; indipendentemente dall’esigenza di armonizzare i contenuti, era indispensabile trascrivere un nuovo codice deontologico come atto interpretativo nella pratica attuale. Il codice deontologico non deve intendersi come un programma politico ma come un modello etico su cui riflettere e […]

Il nostro punto di partenza è stata la rivisitazione dei precedenti codici sorpassati dal nuovo impianto ordinistico; indipendentemente dall’esigenza di armonizzare i contenuti, era indispensabile trascrivere un nuovo codice deontologico come atto interpretativo nella pratica attuale. Il codice deontologico non deve intendersi come un programma politico ma come un modello etico su cui riflettere e a cui attingere, il quale ancora oggi evidenzia una stesura non perfetta, ma perfettibile.

L’epidemia da Sars – Cov 2 ha creato nuovi scenari senza assicurare in alcune circostanze la qualità, la sicurezza e i bisogni di salute delle persone da assistere. Nelle principali sfide, poste dal Covid 19, tutti i professionisti sanitari si sono imposti per trovare soluzioni rimettere in equilibrio, per ricostruire ma rendendosi conto che non è sufficiente se non c’è la volontà di un riposizionamento del nostro sistema sanitario e sociale che consideri un bilanciamento tra l’interesse individuale e collettivo.

Nel PNRR i Tecnici sanitari di laboratorio biomedico intravedono nuove opportunità: “Con l’attuale nuova ondata di tecnologie innovative vi è la possibilità di riprogettare alla radice verso un vero e proprio ecosistema dell’innovazione”, attraverso la cooperazione e l’integrazione, con “l’esecuzione di determinati esami diagnostici direttamente al domicilio dei soggetti cronici/fragili o il più possibile in prossimità”.

In pratica il nostro investimento si traduce nella diagnostica territoriale, favorendo processi di riorganizzazione dei servizi di laboratorio Hub – Spoke, condividendo un’integrazione multidisciplinare, multiprofessionale e multi livello tenendo conto nella crescita qualitativa e quantitativa delle opportunità anche la crescita delle tecnologie.

Oggi mancano circa 2000 tecnici rispetto alle esigenze messe in evidenza dalla professione e dai bisogni di salute del paziente. A questo proposito, valorizzeremo la nostra richiesta nella prossima rilevazione del fabbisogno delle professioni sanitari adottando un set di indicatori riferibili allo standard per diagnostica territoriale capitalizzando al massimo le risorse europee a disposizione.

La crisi porta progressi e niente potrebbe introdurre al meglio il sistema innovativo di presa in carico dei bisogni diagnostici attraverso l’istituzione della diagnostica territoriale che consentirebbe di ridurre significativamente l’afflusso in ospedale di pazienti affidando a strumentazioni leggere gestite dai TSLB e alle connessioni tecnologiche la possibilità per i clinici di avere informazioni diagnostiche rapide ed accurate.

Un vero e proprio salto di qualità per pazienti, professionisti e servizio sanitario. I bisogni sanitari emergenti sono caratterizzati da un aumento trasversale sia della complessità clinico-assistenziale sia degli interventi da mettere in atto per farvi fronte. Per rispondere con servizi appropriati, di qualità e sostenibili, è necessario riaffermare la centralità della persona, promuovendo ulteriormente il cambiamento organizzativo assistenziale introdotto negli ultimi anni attraverso il supporto di adeguate politiche di governo del personale.

Il Ministro, spesso nei suoi annunci ha apertamente riconosciuto il valore di chi ieri e oggi è impegnato a garantire cura e assistenza: dobbiamo ripartire da chi questo sistema ha fatto diventare grande: i professionisti che lavorano in corsia, negli ambulatori periferici, nelle guardie dimenticate da tutti, nei pronto soccorso affollati e nei laboratori.

Proprio per questo motivo, abbiamo ritenuto necessario ricordare agli altri professionisti della sanità, agli anziani, agli utenti dei servizi territoriali, ai giovani che devono scegliere una professione, a tutti coloro – insomma – che nel corso della propria vita hanno incontrato o incontreranno “un TSLB” che su proposta della Commissione di Albo Nazionale e condivisa con i 61 Presidenti di Albo  il 22 dicembre sia ricordato come la giornata nazionale della professione del tecnico sanitario di laboratorio.

 

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