Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Benessere 18 Gennaio 2018

Asma e sport? Si può fare. Ecco come…

Asma e sport? Si grazie. Quando questa patologia (che colpisce tra il 5 e 10% della popolazione pediatrica) è tenuta sotto controllo lo sport è benefico per la salute e può essere praticato persino a livello agonistico (previa valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport). Basti pensare che una percentuale di atleti asmatici compresa […]

Asma e sport? Si grazie. Quando questa patologia (che colpisce tra il 5 e 10% della popolazione pediatrica) è tenuta sotto controllo lo sport è benefico per la salute e può essere praticato persino a livello agonistico (previa valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport). Basti pensare che una percentuale di atleti asmatici compresa tra il 4.2 e il 7.7 % ha partecipato alle diverse edizioni dei giochi olimpici tra il 2002 al 2010, e tra questi atleti, dal 5.4 al 15.6 %, hanno vinto una medaglia (Br J Sports Med 2012;46:413–416).

La Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica spiega che l’attività fisica migliora l’efficienza cardio-respiratoria e previene l’insorgenza di sovrappeso o obesità, ansie e paure dei genitori non dovrebbero porre inutili limitazioni alla pratica sportiva perché il vero rischio per la salute è rappresentato dalla sedentarietà, avvertono gli specialistici della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica. Spiega la Presidente SIAIP prof.ssa Marzia Duse, Direttore del Servizio di Immunologia e Allergologia Pediatrica dell’Università “Sapienza” di Roma: “Sovrappeso e obesità registrano percentuali importanti tra i bambini asmatici. Questi fattori, da un lato, possono aggravare la sintomatologia dell’asma e, dall’altro lato, possono predisporre all’insorgenza di malattie dell’età adulta, quali diabete, osteoporosi, rischi cardiovascolari e asma stessa. Uno stile di vita corretto, che contempli una regolare attività fisica, è importante per tutti i bambini, ma lo è, per questi motivi, ancor di più per i bambini asmatici. La promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita in età evolutiva per la prevenzione delle malattie respiratorie croniche è un obiettivo molto importante condiviso con la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI)”.

Genitori iperprotettivi sono ostacolo alla pratica sportiva. Decisivo è il ruolo dei genitori. Questo è uno degli aspetti presi in considerazione da una recentissima revisione sistematica della letteratura scientifica sulla relazione tra asma, sovrappeso ed effetti dell’attività fisica in età evolutiva (Annals of  Epidemiology, 2016;7:504-510) che ha comparato 75 studi condotti tra il 2000 e il 2014. Sebbene non sia stata ancora del tutto chiarita la correlazione tra asma e obesità, l’attività fisica risulta essere un fattore in grado di incidere su questa correlazione e di avere un impatto positivo sulla salute nei bambini e negli adolescenti. Ciononostante, conclude la ricerca, le paure dei genitori su possibili effetti secondari dell’asma rimangono i principali ostacoli alla pratica dell’attività sportiva. A conclusioni simili giunge uno studio italiano effettuato su 195 bambini asmatici e 205 controlli, presso il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Roma “Sapienza” in bambini che afferivano al Servizio Medicina dello Sport. I risultati della ricerca sono stati presentati al congresso dell’American Thoracic Society nel 2015 (Am J Resp Crit Care Med 191,2015,A3364). “Anche da noi i genitori tendono a considerare allergia e asma come una barriera allo svolgimento di una regolare attività fisica”, afferma Giancarlo Tancredi, tra gli autori dello studio e responsabile del Servizio di Medicina dello Sport (Dipartimento di Pediatria – “Sapienza” Università di Roma). Ad esempio solo il 21 % dei bambini asmatici esegue una visita specialistica allo scopo di conseguire il certificato di idoneità sportiva agonistica (necessario di solito dopo i 12 anni), nel resto dei casi la valutazione funzionale è finalizzata solo a monitorare lo stato di salute. Numeri ben diversi (79 %) si registrano tra i bambini che non hanno asma e allergie. Un altro dato da sottolineare è che la percentuale di soggetti sovrappeso e obesi è del 32.5 % nei bambini asmatici rispetto al 21.1 % dei controlli”.

Come scegliere lo sport più adatto. “I bambini asmatici possono praticare la maggior parte degli sport. La regola più importante è rispettare le attitudini e le inclinazioni dei bambini che devono naturalmente contemperarsi con le esigenze economiche e logistiche della famiglia. In generale sono sconsigliati solo gli sport estremi in cui il bambino o l’adolescente può essere soccorso con difficoltà (parapendio, deltaplano), le immersioni subacquee in profondità e le attività svolte in ambienti fortemente inquinati”, aggiunge Tancredi. L’aspetto più importante da considerare è che l’asma deve essere tenuta sotto controllo. A questo proposito oltre ad assicurare l’aderenza alla terapia è bene far sì che il bambino sia seguito da un lavoro di squadra tra genitori, pediatra (o specialista curante) e istruttori i quali devono essere informati sulle condizioni di salute del bambino, sulle norme comportamentali e terapeutiche utili a evitare la crisi asmatica e, in caso di insorgenza, sulle azioni da adottare.
I consigli per praticare in sicurezza l’attività sportiva:
– Rispettare le terapia prescritta del medico per tenere sempre sotto controllo l’asma;
– È sempre opportuna una fase di riscaldamento precedente l’attività fisica ed è preferibile la respirazione attraverso il naso, perché riduce il contatto con gli allergeni;
– L’attività sportiva va praticata in ambienti poco inquinati e con bassi livelli di concentrazione allergenica (acari, pollini);
– Evitare di praticare attività sportive nelle fasce orarie più calde anche per la presenza di ozono;
– Evitare discipline sportive che si svolgono in situazioni ambientali sfavorevoli
(come ad esempio l’esposizione ad aria fredda e secca) sport estremi e immersioni subacquee;
– Non praticare attività sportiva in presenza di sintomi (tosse, sibili, affanno) e durante la crisi d’asma.
I CINQUE FALSI MITI SU ASMA E SPORT
1 I bambini asmatici possono praticare solo il nuoto Falso. E’ una credenza che appartiene al passato. I bambini asmatici possono praticare la maggior parte degli sport anche a livello agonistico. Sono sconsigliati gli sport estremi.
2 I bambini asmatici non possono fare sport a livello agonistico Falso. Un bambino asmatico può praticare attività fisica a livello agonistico previa valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport. Basti pensare al nuotatore Mark Spitz (sette medaglie d’oro alle olimpiadi di Monaco di Baviera nel 1972), o all’atleta etiope Haile Gebrselassie, recordman mondiale per la maratona a Berlino nel 2007 e vincitore di sei medaglie d’oro.
3. Lo sport può far venire l’asma da sforzo Falso. L’attività fisica può scatenare l’asma da sforzo (tosse, sibili, affanno, senso di costrizione al torace) e può far pensare ai genitori che il bambino asmatico non debba fare sport. In realtà, questa condizione è un indice di uno scarso controllo dell’asma. Per questi motivi lo sport si può svolgere dopo aver prescritto una corretta terapia per l’asma e l’asma sia sotto controllo.
4. Il cloro delle piscine aggrava i sintomi dell’asma Falso. Benché alcuni studi condotti su nuotatori di élite e operatori delle piscine abbiano rilevato che il cloro contenuto nelle piscine può aumentare l’iperreattività bronchiale ed il rischio di asma, una revisione sistematica della letteratura indica che il nuoto è ben tollerato nei bambini e negli adolescenti con asma stabile, migliora la funzionalità respiratoria e la fitness cardiopolmonare (Cochrane Database Syst Rev. 2013).
5. I farmaci per la terapia dell’asma, salbutamolo e corticosteroidi per via inalatoria (CSI), sono doping. Falso. Negli atleti asmatici il salbutamolo somministrato per via inalatoria fino ad un dosaggio giornaliero di 1600 mcg ed i CSI non costituiscono doping. È vietato l’uso degli stessi farmaci per via sistemica o dosaggio elevato (salbutamolo>1600 mcg/die).

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 maggio, sono 159.703.471 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.318.053 i decessi. Ad oggi, oltre 1,32 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Salute

Vaccini e rischi, Peyvandi (EMA): «No ad eparina o aspirina prima dell’inoculazione»

Le raccomandazioni di Flora Peyvandi del comitato scientifico dell’Agenzia: «Non bisogna neppure sospendere la pillola anticoncezionale»
di Federica Bosco