Salute 17 Agosto 2020

Covid-19, stretta sulla movida: discoteche chiuse e mascherine obbligatorie anche all’aperto

In Italia aumentano i contagi e scende l’età media dei contagiati, con forme anche severe. Le disposizioni per contenere la diffusione del virus

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Obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto dalle 18.00 alle 6.00 e chiusura delle discoteche. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza valida a partire da oggi, che va ad aggiungersi al Dpcm del 7 agosto 2020. Nuove norme che si sono rese necessarie dopo l’aumento dei contagi da Covid-19 registrato nell’ultima settimana. Complici i rientri dalle vacanze all’estero e la movida estiva, i numeri erano arrivati di nuovo a superare i 600 casi al giorno, portando le lancette indietro ai tempi del lockdown e mostrando un preoccupante abbassamento dell’età dei contagiati.

IL TESTO DELL’ORDINANZA

Due le «ulteriori prescrizioni» messe nero su bianco nell’ordinanza del 16 agosto. Con la possibilità, per le singole Regioni, di introdurre ulteriori e più restrittive misure:

  • è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale;
  • sono sospese, all’aperto o al chiuso, le attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico.

Per ora la scadenza è stabilita al prossimo Dpcm, da prevedersi entro e non oltre il 7 settembre.

LA RISALITA DEI CONTAGI

Agosto è stato un mese difficile per l’Italia, più volte lodata dall’Organizzazione mondiale della Sanità per essere rimasta “stabile” nel periodo estivo, mentre in Francia, Spagna e Germania i numeri avevano invece ripreso a crescere. Oltre 200 i focolai attivi in tutto il Paese, mentre il problema del virus “riportato” dai vacanzieri si è fatto sempre più importante.

Due giorni fa il numero di nuovi contagi ha toccato quota 629, ieri sono stati 479 portando il totale a 253.786 casi. Un abbassamento che non deve far cantare vittoria, a fronte di quasi 16 mila tamponi in meno effettuati lo stesso giorno. Veneto e Lazio primeggiano per gli aumenti più importanti. L’età media oscilla tra i 35 e i 45 anni, sensibilmente inferiore rispetto alle rilevazioni dei mesi di lockdown. Oltre la metà per ora figura nel range dei pauci-sintomatici, ma i giovani non sono al riparo dalle forme più severe di Covid-19.

L’ultimo caso è stato quello della bambina di 5 anni intubata a Padova. Risultata positiva al virus è arrivata in ospedale già con insufficienza respiratoria e i medici hanno ritenuto opportuno trasferirla immediatamente in terapia intensiva. La piccola sarebbe ora in leggero miglioramento ma mostrerebbe una sindrome emolitico-uremica che sembrerebbe causata proprio dal coronavirus. Se confermato sarebbe il primo caso al mondo.

Anche in Puglia l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco solo tre giorni fa ha annunciato cinque casi di ragazzi tra i 20 e i 30 anni ricoverati in gravi condizioni. Sottolineando che non sempre i sintomi per i più giovani sono blandi, ma sempre più spesso causano problematiche inattese e sottovalutate dai soggetti stessi.

I NUOVI FOCOLAI

Al centro di questo abbassamento ci sarebbero i nuovi veicoli del contagio. Le vacanze all’estero e la vita notturna, che con un calo dell’attenzione e una promiscuità spesso inevitabile, espongono i più giovani ai rischi della malattia. Da qui l’urgenza di chiudere le discoteche, in cima alla classifica tra i nuovi focolai estivi. «La priorità – ha detto Speranza – ora è poter riaprire le scuole a settembre».

Anche le vacanze all’estero preoccupano gli epidemiologi. Gruppi di ragazzi di ritorno dai loro viaggi hanno mostrato sintomi e trasmesso il virus anche alle famiglie, creando mini focolai circoscritti ma diffusi. I viaggi sarebbero responsabili dal 20 al 30% di tutti i nuovi contagi, ha riferito Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ospite di Agorà estate su Raitre.

Da qui la decisione di Speranza di imporre il tampone obbligatorio per i vacanzieri di ritorno da Grecia, Croazia, Malta e Spagna. Un invito che ogni regione ha però interpretato a suo modo. Per ora, infatti solo Roma, Pescara e Venezia effettuano tamponi in aeroporto. Spesso la segnalazione dipende dalla responsabilità personale e non sono pochi i casi di soggetti in attesa del risultato che hanno violato la quarantena, diffondendo ulteriormente il virus.

Infine, anche i centri di accoglienza per migranti sono stati nelle ultime settimane fonte di nuovi focolai. La percentuale, tuttavia, risulta estremamente inferiore rispetto all’apporto dei turisti. Solo dal 3 al 5% dei migranti è positivo, ha riferito Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Cts. Spesso i contagi avvengono direttamente dentro le strutture di contenimento, come è avvenuto a Treviso, per mancanza di spazi adeguati per il rispetto del distanziamento sociale.

«Aiutateci a tenere sotto controllo il contagio – ha chiesto Speranza in un’intervista su Repubblica -. Tra meno di un mese dobbiamo riaprire scuole e università in sicurezza. E non possiamo sbagliare. Non c’è un finale già scritto in questa partita, dipende dai nostri comportamenti e tutti, a cominciare dai ragazzi, dobbiamo esserne consapevoli».

IL PARERE DI FNOMCEO

«Siamo, potenzialmente, nella situazione degli esordi, quando non si classificavano come Covid-19 casi che invece probabilmente lo erano già ed erano vettori di contagio. Ora, però, non possiamo più dirci impreparati. Dobbiamo invece puntare sull’esperienza acquisita per tenere l’epidemia sotto controllo». Lo ha detto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli.

Tutto questo, dice il presidente dei medici italiani, «se da una parte provoca un minor tasso di ospedalizzazioni e di ricoveri in terapia intensiva, ha un duplice effetto collaterale: porta a sottovalutare la presenza e la pericolosità del virus, e dunque ad abbassare la guardia, e rende più difficile individuare e controllare i focolai».

Una decisione saggia quella di chiudere le discoteche secondo Anelli. «Una decisione, nei contenuti, efficace: fissando paletti più restrittivi per indurre a rispettare le regole, cerca di contenere i possibili focolai, invertendo il trend dei contagi e preparando il terreno per la ripresa della scuola e delle attività a settembre», continua Anelli. «Una decisione, nel metodo, ferma ma equilibrata, che riesce a spostare il baricentro del governo della salute a livello centrale di quel tanto che basta a garantire uniformità di comportamenti e parità di condizioni sul territorio nazionale – osserva – senza tuttavia minare l’autonomia delle Regioni, che potranno introdurre ulteriori provvedimenti più restrittivi».

«È una grande prova di maturità e di responsabilità, cui sono chiamati i giovani e tutti gli italiani. È proprio sui giovani – conclude il presidente Fnomceo – che noi ora contiamo, certi del loro impegno e consapevoli del valore del loro contributo. Portare una mascherina, seguire le norme non significa avere un ingiustificato è abnorme timore del virus. Significa avere e dimostrare rispetto per gli altri e per se stessi, consapevolezza serena e intelligente su quanto sta accadendo, senso di responsabilità per evitare scenari peggiori».

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