Lavoro 22 gennaio 2019

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, contribuendo quindi ad aggravare la carenza di specialisti. In Legge di Bilancio, poi, i tagli dal 15% al 40% alle pensioni più alte. Ma il vicepresidente dell’Enpam Giovanni Malagnino tranquillizza i medici…

Immagine articolo

Sono i provvedimenti vessillo della Lega, quelli che riguardano le pensioni. In particolare, quota 100 consentirà a chi ha maturato a fine 2018 almeno 62 anni di età e 38 di contributi di andare in pensione anticipata. La platea che potrebbe beneficiare della misura è di circa 315mila persone, e tra queste ci sono anche medici. I sindacati dei camici bianchi sottolineano che la riforma pensionistica non avrà un grosso impatto sulle uscite già previste con la legge Fornero, ma piuttosto un effetto di accelerazione: andrà in pensione il 10-15% dei medici e, quindi, invece di avere 7mila uscite l’anno, verosimilmente ne avremmo 8mila.

Dati confermati anche dall’Enpam, secondo cui l’impatto di quota 100 sui camici bianchi iscritti alla cassa previdenziale dei medici sarà «molto basso». È questa la previsione del vicepresidente Enpam Giovanni Malagnino, che abbiamo incontrato al sit-in organizzato dall’intersindacale davanti al ministero della Pubblica Amministrazione, dove ha voluto «portare la solidarietà dell’Enpam ai colleghi ospedalieri e del territorio che si stanno battendo per sostenere il Sistema sanitario nazionale in un momento in cui si sta cercando di bloccarlo in tutti i modi».

E tra gli ostacoli e le difficoltà che il SSN sta affrontando c’è anche la grave carenza di specialisti che sta svuotando le corsie degli ospedali. Una situazione che, come denunciato più volte da diverse voci, rischia di aggravarsi ulteriormente con quota 100. Perché se la misura «non avrà un riflesso sugli iscritti all’Enpam» – come sottolineato da Malagnino, il mondo ospedaliero «potrebbe approfittarne». 

LEGGI ANCHE: RUSSO (FORZA ITALIA): «CONTRATTO E QUOTA 100, RISCHIO ESODO DALLA SANITÀ PUBBLICA. ORA ASSUNZIONI E STOP PRECARIATO»

Chi infatti ha vissuto per più di 38 anni la vita ospedaliera, con i turni massacranti che la contraddistinguono e le guardie e le notti e il mancato rispetto dei riposi e delle ferie e, ancora, lo stress e il burnout e la sospensione a tempo indeterminato di qualsiasi attività extra-lavorativa, non può che guardare con favore all’idea di andare in pensione un po’ prima. Anche rinunciando ad un assegno pensionistico un po’ più alto, considerato che la pensione di chi aderisce a quota 100 sarà tagliata, a seconda dei casi, tra il 5% ed il 30%. «Qualche ospedaliero potrebbe approfittarne perché è stanco e non ce la fa più a stare in ospedale», commenta Malagnino.

A detta del vicepresidente Enpam, però, la misura presenta una «grossa limitazione»: per 5 anni, infatti, non si potranno cumulare altri redditi superiori ai 5mila euro oltre a quello pensionistico. «Non si capisce perché – continua il vicepresidente dell’Enpam – a 62 anni non si potrà lavorare e poi, a 68, si potrà ricominciare. È francamente una cosa di difficile comprensione».

Per i dipendenti pubblici, la finestra di uscita è semestrale e i primi pensionamenti con quota 100 saranno ad agosto. «Ma la Legge prevede che prima di novembre non si possano assumere nuovi medici, quando negli ospedali e sul territorio c’è già una grave carenza di professionisti – prosegue Malagnino -. Quindi se quota 100 fosse utile per inserire subito giovani nel mondo ospedaliero, potrebbe anche essere una cosa opportuna, ma così non è».

Chi è già in pensione, invece, rischia il taglio dell’assegno. La Legge di Bilancio prevede infatti un contributo del 15% per i redditi tra 100mila e 130mila euro, del 25% per i redditi tra 130.001 e 200mila euro, del 30% per i redditi tra 200.001 e 350mila euro, del 35% per i redditi tra 350.001 e 500mila euro e del 40% per quelli superiori a 500mila euro.

Anche in questo caso, però, Malagnino rassicura i medici Enpam: «Il taglio delle pensioni d’oro non riguarda le casse di previdenza privatizzate, quindi noi siamo esplicitamente esclusi e siamo abbastanza sereni. Le nostre pensioni, ad ogni modo, non sono considerate d’oro perché molto difficilmente superano i 4mila euro netti al mese. E poi – conclude il vicepresidente della cassa previdenziale – chi ha versato si riprende i suoi soldi. Niente di più, niente di meno».

LEGGI ANCHE: PENSIONI D’ORO, CAVALLERO (COSMED): «NO AL TAGLIO DI UN DIRITTO ACQUISITO. È UN GRAVISSIMO PRECEDENTE DA CONSTRASTARE. ANDREMO ALLA CORTE COSTITUZIONALE»

Articoli correlati
Bilancio 2019, Ufficio Parlamentare di Bilancio: «Rischio tagli sanità per sostituire clausole salvaguardia»
L’organo che ha il compito di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee sottolinea: «Pensionamenti anticipati potrebbero far emergere ancora più drammaticamente l’insufficienza di risorse umane per il SSN». Spesa SSN in calo su PIL
Quota 100, l’analisi della Cosmed: «Ponderare bene la scelta valutando costi e benefici»
Chi aderirà al pensionamento anticipato riceverà la liquidazione a partire dai 68 anni e non potrà svolgere attività lavorativa dal momento del percepimento della pensione fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia
MMG, ultimi giorni per aumentare la pensione. Ecco come fare
Fino alla fine del mese resta aperta la finestra annuale per i medici di medicina generale che vogliono richiedere alla propria Asl l’incremento o la modifica dell’aliquota modulare
SSN, nel 2025 mancheranno 16.500 specialisti. L’allarme dell’Anaao: «È vera emergenza nazionale»
Tra i fattori della carenza di specialisti, secondo lo studio condotto dal sindacato, imbuto formativo, blocco del turnover ed emorragia di pensionamenti. A mancare, saranno soprattutto medici d'emergenza-urgenza, pediatri, internisti e anestesisti
Pensioni d’oro, Cavallero (Cosmed): «No al taglio di un diritto acquisito. È un gravissimo precedente da contrastare. Andremo alla Corte Costituzionale»
«Il governo sa bene che la Corte dichiarerà illegittimo il taglio alle pensioni più alte. È una campagna di propaganda». L’intervista al segretario generale della Cosmed Giorgio Cavallero, che sul contratto della dirigenza aggiunge: «Pare ci siano spiragli per la firma, ma aspettiamo la versione definitiva della Legge di Bilancio»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...