Formazione 3 Settembre 2020

Test di Medicina 2020, ecco come è andata: la cronaca dalle università di Roma, Firenze, Milano, Napoli e Bari

Oltre 66 mila candidati per 13.072 posti disponibili. Tra speranze, sogni, proteste e irregolarità, anche quest’anno il Test di medicina ha fatto parlare di sé. Pubblicate le risposte corrette al test dal Mur. Dei (Rettore Firenze): «Ministro ha assicurato data suppletiva per chi è in quarantena»

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In uscita sembrano molto più rilassati rispetto a questa mattina. Alcuni già discutono dei risultati e delle possibili soluzioni. Sono oltre 66 mila i ragazzi che oggi hanno affrontato il Test di Medicina 2020, esclusi i ragazzi in quarantena per coronavirus. Ognuno nell’ateneo più vicino alla propria residenza, per realizzare il sogno di diventare medici. I posti sono poco più di 13 mila: questo significa che solo uno su cinque avrà la possibilità di accedere. Con l’uscita dei ragazzi sono già cominciate le prime segnalazioni di irregolarità: buste aperte prima del termine, persone con auricolari o piccoli schemi nascosti, le prime denunce sono state già compilate.

Con l’emergenza Covid-19, nuove regole hanno arricchito la classica atmosfera che si respira il giorno del test di Medicina. Distanziamento e ingressi scaglionati fuori dagli atenei. Una volta all’interno, igiene costante e mascherine per tutti i 100 minuti disponibili. Durante i quali gli aspiranti camici bianchi hanno dovuto rispondere a 60 domande a risposta multipla che stabiliranno il loro futuro, almeno per quest’anno.

LE RISPOSTE CORRETTE AL TEST

È arrivato il documento ufficiale del Ministero dell’Università che ha svelato le domande e le risposte del test, che permetteranno a tutti i candidati di calcolare approssimativamente il proprio punteggio. Per ogni domanda esatta 1,5 punti, -0,4 per quelle errate e 0 per quelle non date. I primi risultati per codice etichetta arriveranno su Universitaly il 17 settembre, ma per conoscere i propri bisognerà aspettare il 25. Il 29 invece, uscirà la graduatoria ufficiale. 

GUARDA IL TEST DI MEDICINA 2020. LA RISPOSTA GIUSTA È SEMPRE LA A

 

GLI AUGURI DEL MINISTRO SPERANZA: «SIETE IL FUTURO DEL SSN»

«Un grande in bocca al lupo a tutte le ragazze e i ragazzi che questa mattina compiono il primo passo verso la Facoltà di Medicina. Siete il futuro del nostro bene più prezioso, il Sistema Sanitario Nazionale». Questo l’augurio agli aspiranti camici bianchi da parte del ministro della Salute Roberto Speranza, attraverso la sua pagina Facebook.

PALERMO (ANAAO ASSOMED): «NOI CI ADOPEREREMO PER GARANZIA FORMAZIONE POST LAUREA»

«Ai ragazzi, nostri futuri colleghi, che stanno svolgendo il test d’ingresso a Medicina, rivolgiamo un grande in bocca al lupo. Quella di oggi è una prova impegnativa che apre ad anni di studio e di sacrificio per raggiungere un obiettivo importante. Noi nel frattempo ci adopereremo con ogni mezzo per preparare un futuro di certezze. A partire dalla garanzia di contratti di formazione post laurea per tutti, condizione necessaria per entrare nel mondo del lavoro, e dal miglioramento della qualità del lavoro negli ospedali». Sono arrivati anche gli auguri del segretario nazionale Anaao Assomed, che ha ribadito il suo impegno per risolvere l’imbuto formativo.

ROMA

Sono stati oltre 4 mila i candidati all’entrata dell’Università La Sapienza di Roma, divisi in diverse sedi. La tensione palpabile mentre i ragazzi varcavano le soglie dell’ateneo, con genitori e amici ad attenderli fuori. Tra gli astanti anche il rettore dell’università, Eugenio Gaudio, che ha discusso con i giornalisti di Sanità Informazione della necessità di implementare le 60 domande a risposta multipla con dei test psicoattitudinali per valutare in modo più completo i candidati.

«Sono molto contraria al numero chiuso. Non ha senso, conta troppo la fortuna. Mio figlio si è preparato tutta l’estate e spero entri»: così una mamma in attesa del figlio si è lamentata della metodologia. Una diatriba antica, che coinvolge anche le organizzazioni studentesche, immancabili fuori dalle mure universitarie con i loro sit-in di protesta. “La pandemia lo ha dimostrato, anche il numero chiuso va abrogato” e “Difendiamo la sanità pubblica” tra i tanti slogan urlati. “Ogni medico è un supereroe” è stato invece lo slogan di Consulcesi, presente con i suoi consulenti per dare informazioni sul possibile ricorso. Con loro un flashmob di supereroi in camice bianco, che hanno consegnato kit di sicurezza anti-Covid fatti di mascherine e gel igienizzante.

Varie le reazioni nel post-prova. Alcuni più felici perché fan del genere fantasy, hanno segnalato tra le domande di cultura generale vari accenni a titoli afferenti a questo genere letterario. Nello specifico sul Signore degli Anelli, la celebre trilogia di Tolkien. Altri hanno trovato il test più difficile rispetto alle simulazioni. Ma nel complesso, i candidati hanno ritenuto la prova di difficoltà medio-alta.

FIRENZE

A Firenze l’organizzazione è stata ottima: ingressi scaglionati da più accessi in ordine alfabetico. Pochi assembramenti, percorsi dedicati per le tre aule diverse dove si è svolto il Test. Hanno partecipato al test 1471 candidati su 1545 domande. «L’università degli Studi di Firenze ha fatto un accordo con Space Cinema – ha annunciato il Rettore Luigi Dei –: si useranno le sale cinematografiche come aule per medicina e agraria, con 929 posti in più».

Dei ha anche riportato la discussione sui ragazzi in quarantena, che oggi non hanno potuto sostenere la prova. «Ho sentito il ministro che ha garantito che ci sarà una data suppletiva – ha assicurato – non so quando si terrà però. Il problema è che, anche con la sessione in più, potrebbero esserci persone non ancora uscite dal doppio tampone».

MILANO

Mascherine e distanziamento anche a Milano, dove all’Università Statale si è andati avanti all’insegna della sicurezza. Lunghe code sono comparse fuori dall’ingresso della sede centrale. Tutti i ragazzi hanno mostrato grande ansia e preoccupazione nei momenti pre-test, ma anche consapevolezza di essere nella fase finale. Gli iscritti al test sono stati 1957, mentre le domande arrivate sono 3610. La differenza data dal fatto che molti stanno facendo il test vicino a casa, in sedi più pratiche. Nell’Università Bicocca c’è stato un incremento di 1076 ragazzi rispetto allo scorso anno. Sono stati divisi su più sedi e coloro che l’hanno fatto in sede centrale sono stati 580 studenti.

Gianvincenzo Zuccotti, preside della Facoltà di Medicina della Statale, ha spiegato che sono stati ancora più ligi e la capienza delle aule era al 30%, tenendo distanze ancora più sicure. Zuccotti ha aggiunto di non ritenere meritocratico il test, ma di essere consapevole che un’eliminazione totale sia difficile. Possibile però una revisione, da lui consigliata per dare spazio anche a studenti che si trovano più in difficoltà con le 60 domande. A chi non passerà ha consigliato di fare un anno da volontario negli ospedali, per capire finalmente da vicino la professione.

I ragazzi qui sono usciti alla spicciolata, rispettando le procedure anti-virus. Molti candidati, già alla loro seconda volta nel test, hanno raccontato di una prova più semplice rispetto allo scorso anno. In particolare le materie considerate più ostiche sono state concordemente chimica e biologia, con matematica al terzo posto. Alcuni hanno lamentato complessità nei quesiti di logica.

NAPOLI

L’Università Federico II di Napoli si è fatta trovare pronta questa mattina, quando alle 8 sono arrivati i candidati. L’ingresso era previsto per le 9, cinque ragazzi alla volta. Erano 4508 gli iscritti in totale. Tra i candidati chi pensa già al dopo e si ripromette che questo sarà l’ultimo tentativo, poi si proseguirà su altri percorsi universitari già iniziati per fronteggiare questo anno di attesa. Qualcuno ha suggerito l’interesse per le procedure di ricorso, a cui ammette di volersi rivolgere se il test non dovesse andare bene.

Il presidente di commissione, il professor Michele Nicolò, ha ammesso le difficoltà delle 60 domande in 100 minuti. Ricordando che sono regole imposte dall’Unione europea, ma lasciando spazio per un margine di miglioramento. «Si potrebbe fare come in altri Paesi, far passare tutti il primo anno e poi inserire delle soglie di sbarramento», suggerisce ai microfoni di Sanità Informazione.

BARI

All’Università di Bari la situazione è stata molto tranquilla per tutta la giornata. Le procedure anti Covid-19 sono state rispettate con percorsi di sicurezza dedicati e distanziamento sociale. Soddisfatta la presidente della commissione del Test di ammissione Angela Pezzolla che precisa: «I candidati hanno seguito un percorso Covid-free, cioè distanziato da altri candidati, e presentato un’autocertificazione dove dichiaravano il proprio stato di salute, che hanno consegnato in aula. Le altre novità – ha continuato – hanno riguardato ingressi e uscite differenti per ogni aula, consegnano la prova senza toccare mai i 500 vigilanti. Sono 58 le aule impiegate. Tutti i servizi igienici sono stati sanificati continuamente. C’è l’obbligo di mascherina dall’inizio del percorso alla fine del percorso. L’uso delle penne è personale dall’inizio alla fine della prova. Ogni plesso è stato circondato da sicurezza, dall’ambulanza con un medico».

Per tutte le informazioni sul Test di Medicina, vai sul portale Numero Chiuso

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