Test Medicina 2020 3 Settembre 2020

Gaudio (Rettore Sapienza): «Implementare prova a crocette con test psicoattitudinale»

Il Rettore dell’ateneo romano: «Valutare anche percorso scolastico». Familiari (presidente Commissione centrale): «Se individuiamo studente che copia, estromesso»

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«Tutto si è svolto in maniera regolare. È stato impiegato un alto numero di aule, ci sono state centinaia di vigilanti e volontari della protezione civile per evitare assembramenti, i ragazzi hanno rispettato le regole del distanziamento, della sanificazione e delle mascherine. Tutti i partecipanti hanno affrontato la prova con maturità». È soddisfatto il rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Eugenio Gaudio, ai microfoni di Sanità Informazione fuori dalle aule dove si è svolto il test di Medicina 2020.

GAUDIO «TEST A CROCETTE NON È SUFFICIENTE, VA IMPLEMENTATO»

Le procedure anti-Covid hanno funzionato e, nel territorio della città universitaria, non si sono creati assembramenti indesiderati. Persino le proteste organizzate contro il numero chiuso si sono svolte ordinatamente, con studenti appostati in sit-in con le mascherine. Ma anche Gaudio ha concordato sulla necessità di ripensare l’accesso a Medicina. «Negli ultimi 2 anni i posti sono aumentati del 30%, ma il problema è la mancanza di specialisti, non di medici». Quell’imbuto formativo che ferma i neo-laureati perché non ci sono abbastanza borse di specializzazione per tutti.

«Servono docenti, laboratori, corsie, per avere medici preparati. Un numero troppo alto di presenze inficerebbe la qualità degli studi», ha premesso il rettore. «Tutti i paesi hanno accessi programmati seguendo i requisiti europei – ha proseguito -. L’aumento dei posti è una risposta corretta che amplia la platea, ora però va aumentato il numero degli specializzandi in modo da adeguare il corpo medico italiano alle esigenze di una sanità sempre più complessa».

Sul test a crocette ha specificato: «I pedagogisti ritengono che quantomeno sia il metodo “meno peggiore”, perché un colloquio risente della soggettività della valutazione. Questo invece rimane oggettivo, per quanto limitato. Riteniamo da tempo che vada implementato, non bastano le crocette. Servono un test psicoattitudinale, un sistema di valutazione del percorso scolastico e un orientamento specifico, perché la professione sanitaria richiede attitudini particolari».

«Sono fiero del nostro Ssn gratuito e universale, all’avanguardia nel mondo, e vorrei che continuassimo a esserlo per qualità e disponibilità di risorse. Mi auguro investimenti in sanità e università» ha concluso.

FAMILIARI: «STUDI CORRELANO I RISULTATI DEL PRIMO ANNO CON QUELLI DI MATURITÀ E DEL TEST»

«Non è stato più difficile organizzare il test, c’erano più norme da rispettare e le abbiamo rispettate, secondo le indicazioni del Ministero», il commento del presidente della commissione centrale Giuseppe Familiari.

«È difficile dire quanto sia efficace questo test – ha aggiunto – perché leggendo la letteratura internazionale, si vede che nel mondo vengono utilizzate le modalità più diverse ma non c’è mai evidenza di un metodo rispetto ad un altro».

«In realtà negli studi l’unica cosa che correla con l’andamento della carriera universitaria è il risultato del test e il voto di maturità – ha specificato -. A livello internazionale e in Italia abbiamo fatto studi che in realtà dimostrano che il voto della maturità e il punteggio del test d’ingresso correlano bene con i risultati del primo anno di corso».

E sulle possibili irregolarità ha commentato: «I docenti e il personale di vigilanza sono molto attenti a evitarle. Se viene individuato uno studente che copia o che ha un auricolare, viene estromesso e, gli anni scorsi, è stata presentata una denuncia al commissariato» ha concluso.

 

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