Salute 14 Settembre 2020

Troppe fratture ai denti e dolori alla mascella durante il lockdown, una dentista spiega cosa li causa

Anche voi avete avuto mal di denti durante il lockdown? Fino ad arrivare a vere e proprie fratture. Una dentista spiega perché e che fare per limitarle

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Mascella dolorante, emicranie, ipersensibilità dei denti e addirittura fratture. Se avete notato un aumento dei fastidi dentali durante e dopo il lockdown non siete gli unici, e forse c’è una spiegazione. Da quando gli studi dentistici hanno riaperto, i professionisti hanno registrato un’insolita presenza di fratture dentali e disturbi da sfregamento. È il nostro corpo che cerca di somatizzare lo stress e i cambiamenti, senza nemmeno avvertirci. Sul New York Times ne ha parlato la dentista Tammy Chen, fornendo anche qualche consiglio utile.

Per la dottoressa Chen è cominciato tutto da una serie di chiamate preoccupate durante il lockdown che ha investito New York tra marzo e aprile. Pazienti preoccupati con guance indolenzite, mal di testa improvvisi e inspiegabili che chiedevano cosa poteva aver causato il disturbo. Persone che l’odontoiatra ha curato con la telemedicina finché è stato necessario, per poi ritrovarsi decine di casi di denti fratturati appena riaperto lo studio. Troppi per essere una coincidenza. Due o tre al giorno, fino a sei se va male. Perché?

STRESS, POSIZIONE A “C” E INSONNIA: C’ENTRANO I DENTI

Chen se lo è chiesto consultandosi con altri esperti ed è arrivata alla conclusione che l’aumento di denti rotti e di problemi mandibolari è il frutto delle difficoltà che stiamo avendo nell’affrontare la pandemia e il lockdown. Tre i fattori da tenere sotto controllo. Lo stress prima di tutto, responsabile di tutti quei dolori e quelle sensazioni inspiegabili che ci tormentano quando siamo particolarmente agitati. Nel caso dell’accettazione della nuova realtà con il virus, infatti, molti hanno interiorizzato le ansie digrignando i denti e mantenendo il volto in tensione costantemente durante il giorno.

Il secondo fattore è la posizione del corpo. Negli scorsi mesi le modalità di smart-working sono state le più scelte tra le aziende per i propri lavoratori. Nonostante il vantaggioso livello di sicurezza, però, lavorare da casa significa nuovi luoghi in cui sostare, nuove superfici e nuove abitudini corporee. L’uso del portatile poi, spiega la dottoressa, porta spesso ad adottare posizioni sbagliate. Piegandosi su se stessi si raggiunge la “forma C”, con il collo incavato tra le spalle. Una postura così sofferente porta poi il corpo a doversi “rettificare” durante la notte.

Questo ci porta al terzo fattore: l’insonnia. Proprio perché il corpo si è trovato in sofferenza tutto il giorno, di notte la colonna vertebrale resta in tensione e non riesce a rilasciare lo stress caricato durante il giorno. Da questo gli incubi frequenti, l’aumento inspiegabile del battito cardiaco, i risvegli di soprassalto e le lunghe ore passate doloranti a digrignare i denti.

DIGRIGNARE I DENTI DURANTE IL GIORNO, POCHI SE NE ACCORGONO

Anche chi pensa di non digrignare spesso non si ferma mai durante tutto il giorno. Provate a fare caso se, mentre siete impegnati a lavorare, i vostri denti si toccano: significa che la vostra mascella è in tensione. «I denti non dovrebbero mai toccarsi – chiarisce Chen – se non quando mangiamo. Se durante il giorno avete la bocca serrata significa che state affidando ai denti il compito di conservare la tensione». A lungo andare un simile atteggiamento può generare la frattura dei denti e la corsa dal dentista.

Per concedere una pausa alle nostre mascelle ci sono alcuni accorgimenti che si possono adottare in casa, anche mentre si lavora. Trovare una posizione corretta, per esempio. Ricordando che lo schermo del pc deve essere sempre dritto davanti agli occhi, che la seduta deve disegnare un angolo retto e che i fianchi devono sempre trovarsi più il alto delle ginocchia. Quando si fanno delle pause dallo smart-working è bene approfittare per camminare lungo la casa il più possibile, per concedere al corpo un cambiamento. Se non si riesce, dopo aver staccato la dentista consiglia di sdraiarsi a terra e cominciare a dimenarsi “come un pesce”, lasciando tutti i muscoli liberi di muoversi. La tensione alleviata permetterà di dormire meglio.

Per chi dispone di una vasca, un bagno serale di 20 minuti nei sali può aiutare il corpo a prepararsi al sonno. Prima di dormire poi, cinque minuti per dimenticare le notizie preoccupanti, ritrovare la propria dimensione e spostare il proprio corpo sulla funzione rest and digest, ovvero “riposa e digerisci”. «I denti possono affrontare molti traumi – ricorda la dottoressa – ma se si rompono significa che questo è troppo anche per loro. Vi stupirebbe di sapere quanto sono responsabili del vostro benessere, prendetevene cura».

 

 

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