Salute 28 maggio 2018

#NoTobaccoDay, Sidoli (Philip Morris): «Puntiamo su alternative alla sigaretta per chi non riesce a smettere»

Ai nostri microfoni l’AD di PMI Italia Eugenio Sidoli spiega cosa ha spinto il colosso del tabacco a investire su prodotti alternativi potenzialmente meno dannosi: «La ricerca sta facendo passi da gigante»

Immagine articolo

«La sigaretta è roba del passato. La nostra azienda ha deciso di portare i fumatori, sia quelli che non vogliono smettere, sia quelli che non ci riescono, nel 21esimo secolo». Così l’AD di PMI Italia Eugenio Sidoli spiega i motivi che hanno spinto il colosso del tabacco ad investire su un nuovo tipo di “esperienza” per il fumatore. Dal tabacco bruciato («Il vero problema del fumo sono le tossine che vengono sprigionate dalla combustione», sostiene Sidoli) a quello riscaldato attraverso uno strumento ad alta tecnologia. L’AD Sidoli spiega ai nostri microfoni la vision di Philip Morris.

LEGGI ANCHE: «LA SIGARETTA FA MALE MA I FUMATORI NON SMETTONO. NECESSARIO PUNTARE SU PRODOTTI ALTERNATIVI»

Pmi Italia al Festival della Scienza Medica a Bologna perché sta investendo proprio nella ricerca scientifica per portare il fumo di sigaretta nel nuovo secolo…

«Il nostro obiettivo è quello di portare nel 21esimo secolo prodotti che sostituiscano quelli che nel secolo scorso hanno fatto diventare il fumo una tematica di dibattito a livello planetario. Il fumo uccide e genera malattie, è un fatto noto e la nostra azienda ha deciso di prendersi impegni molto precisi per sviluppare alternative ai prodotti da fumo che siano meno dannose per la salute dei fumatori. È importante sottolineare come questi non siano prodotti esenti da rischio, non sono neanche prodotti disegnati per far smettere di fumare. Sono stati invece disegnati per chi o non ha intenzione di smettere oppure semplicemente non ci riesce. Ovviamente, tutti quelli che hanno un problema con il fumo dovrebbero smettere di fumare. Per chi invece vuole continuare a farlo, le alternative che la nostra azienda sta sviluppando rappresentano delle ottime alternative. In questi ultimi due anni, da quando cioè abbiamo lanciato questi prodotti, hanno dato prova di avere il potenziale giusto per poter sostituire, anche in modo permanente, la sigaretta combusta, dando un’alternativa a chi aveva l’abitudine del fumo. Alternativa che dà comunque la parte di piacere riducendo, potenzialmente, il rischio per la salute in modo significativo».

Abbiamo sentito diversi specialisti medici che, sulla base delle ricerche indipendenti o anche condotte dal vostro centro di ricerca, attestano come ad esempio l’assenza di combustione in alcuni di questi prodotti riduca notevolmente le sostanze tossiche e quindi l’impatto su dermatologia, odontostomatologia e altre specializzazioni di questo genere.

LEGGI ANCHE: SMETTERE DI FUMARE SENZA DIRE ADDIO AL TABACCO? IL CARDIOLOGO: «SÌ PRODOTTI “RISCHIO RIDOTTO” MA NON PER FUMARE DI PIÙ»

«La ricerca scientifica ha fatto passi da gigante negli ultimi 30-40 anni. La ricerca ci ha fatto capire che il vero problema del fumo sono le tossine che vengono sprigionate dalla combustione del tabacco, della carta e di tutte le componenti che ci sono nella sigaretta. Eliminando la combustione attraverso la riduzione della temperatura, una buona parte di questi composti tossici non vengono più a formarsi, e questo rende meno tossico il prodotto. Certo, ci vuole ancora molto lavoro da fare per poter dire che il prodotto è meno rischioso o dannoso. La clinica che stiamo sviluppando ci sta dando indicazioni molto positive ma è evidente che il dibattito con la comunità medico-scientifica diventa fondamentale perché le nostre evidenze, generate in laboratori che lavorano con pratiche cliniche che sono gli standard dell’industria, servono proprio per dare lo spazio alla nostra azienda e al mondo medico-scientifico di confrontarsi e di scegliere le soluzioni migliori per il futuro di questa categoria».

Articoli correlati
Fumo, il modo più efficace per smettere è combinazione di counseling e farmaci. Che funzionano, e sono sicuri
Le sigarette sono una delle principali cause di morte prevenibile al mondo, eppure solo un paziente su quattro riceve consigli dal proprio medico per affrontare il problema. Tra i motivi, anche la scarsa conoscenza degli operatori sanitari delle cure per la dipendenza tabagica
Paura di ingrassare dopo aver smesso di fumare: «In media si prendono 4,5kg, ma attenti alla “food addiction”»
L’aumento di peso dopo aver smesso di fumare è raramente descritto in letteratura (lo prende in considerazione solo 1 trial su 4) eppure è uno dei più forti deterrenti di chi smette senza aiuti all’idea di smettere di fumare. Dell’argomento tanto caro ai fumatori si è discusso al XIV° Congresso della Società Italiana di Tabaccologia in […]
Gas radon, Miani (presidente Sima): «È la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo»
«Sono 3.200 le persone che, ogni anno, in Italia, perdono la vita a causa di una prolungata esposizione al gas. Le sue radiazioni colpiscono soprattutto le cellule dei bronchioli e degli alveoli polmonari, modificandone il dna e causando l’insorgenza del cancro», spiega il Presidente della Società italiana di Medicina Ambientale
di Isabella Faggiano
“Senti chi fuma”, la spinta “gentile” per smettere. Il libro che dà voce ai fumatori
Scritto a quattro mani dal dottor Fabio Beatrice, Direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e dalla giornalista medico-scientifica Johann Rossi Mason, è stato presentato all’Istituto Superiore di Sanità in occasione del World No-Tobacco Day
Fumo, medici di medicina generale sempre più ‘sentinelle’ delle abitudini dei pazienti
Oltre 560 medici di base hanno partecipato al nuovo questionario del Centro Studi della Fimmg sul fumo. Un test che ha verificato l’importanza dei medici di famiglia come ‘sentinelle’ sull’abitudine al fumo. «L’indagine evidenzia come, ancora una volta, i medici di base siano efficaci sentinelle rispetto a fenomeni connessi a fattori di rischio comportamentali – sottolinea Paolo […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...