Salute 8 marzo 2018

Pornografia on line, il sessuologo: «Non fa male ma dà immagine distorta del sesso, serve educazione a scuola»

Il Professore Emmanuele A. Jannini, specialista in andrologia e medicina della sessualità: «La paura delle novità esiste da sempre, ma la grandissima maggioranza delle persone usa felicemente Internet e ne sfrutta gli infiniti vantaggi, basta non abusarne»

Immagine articolo

«Quando sono arrivate le locomotive, gran parte dei contadini credeva che quel masso di ferraglia sbuffante fosse una chiara rappresentazione del demonio. Ecco, allo stesso modo oggi le soluzioni tecnologiche, sempre più innovative, spaventano prima che risulti chiaro il vantaggio che portano». È una voce fuori dal coro quella di Emmanuele A. Jannini, Professore di Endocrinologia e Sessuologia Medica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che spiega come l’utilizzo di internet, se fatto con criterio e consapevolezza, non sia pericoloso, ma possa anzi rappresentare «una vera e propria risorsa».

«La verità è che la grandissima maggioranza delle persone usa felicemente internet, che ha innegabilmente migliorato la qualità della vita di tutti – spiega il Professore -. Sicuramente questo miglioramento è avvenuto in cambio di cose molto preziose relative soprattutto alla privacy:  l’utente sceglie delle informazioni da cedere a terzi in cambio di tanti vantaggi. Non credo che questa dinamica comporti un allarme sociale ma semplicemente necessiti di una soglia più alta di attenzione».

Secondo Jannini prima di parlare di ‘nomofobia’ (fobia di rimanere sconnessi dal web) bisognerebbe discutere di ‘neofobia’ (fobia della novità): «Questa ‘paura della novità’ – sottolinea – è un atteggiamento che c’è sempre stato e sempre ci sarà di fronte a tutto ciò che non si conosce. Quindi il web, il social, l’incapacità di controllare tutte le informazioni che vi circolano, sono elementi che hanno innescato un meccanismo fobico incontrollato. A questa regola non è un’eccezione l’attuale presenza di questi strumenti nella vita sentimentale e sessuale delle persone».

LEGGI ANCHE: FUMARE NUOCE GRAVEMENTE… AL SESSO. I CONSIGLI DELL’ESPERTO

«Un esempio indicativo di ‘fobia collettiva’ è l’atteggiamento nei confronti della pornografia (più in passato che adesso): non c’è nessuna prova che la pornografia in rete possa modificare o generare mostri o patologie, esattamente come non esiste prova che il vino Chianti provochi alcolismo, ma è ovvio che per un alcolista bere Chianti possa essere un’abitudine estremamente dannosa. Dunque, come in tutte le cose, la predisposizione di base è terreno fertile per la nascita di patologie. Non è lo strumento il pericolo, ma è l’uso che se ne fa e le motivazioni dell’uso stesso».

«Mi sembra opportuno fare un altro esempio relativo alla storia della pornografia e dei ragazzini: è assolutamente fuori dubbio che se un ragazzino maschio o femmina impara tutto quello che c’è da sapere sulla sessualità attraverso siti porno, avrà delle aspettative diverse dalla realtà – prosegue Jannini -. È così che si generano dei mostri e ad avere un ruolo determinante in questi termini è la scuola che non è capace ad insegnare una corretta educazione sessuale. Nessuno insegna ai ragazzini che quello che vedono on line è cinema, è finzione. Quindi il problema non nasce dallo strumento ma dall’educazione che viene impartita rispetto al modo corretto di utilizzarlo».

PER APPROFONDIRE LEGGI LO SPECIALE #SCONNESSIDAY

La formazione su questi temi è fondamentale, spiega il Professore, ma lo è ancora di più in riferimento a ‘individui’ particolarmente predisposti a sviluppare dipendenze e a «perdere la cognizione del reale e dell’irreale – conclude -. Esiste un preciso identikit della persona predisposta alla dipendenza: si tratta di individui deboli con un bisogno di gratificazione perenne, semplice e ripetitivo; si tratta di persone che nella ripetizione del gesto trovano conforto alla loro depressione, ansia, sensazione di inadeguatezza, di immaturità, è un quadro piuttosto articolato. Certamente la cifra che le individua meglio è quella della debolezza: basti pensare che individui con forte personalità hanno provato la droga e non hanno corso alcun rischio di sviluppare una dipendenza».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Nasce il Pelvic Center, centro per la diagnosi e la cura delle malattie pelvico-perineali e dei prolassi
Creare una sinergia tra i diversi specialisti per indicare la diagnosi più precisa e la terapia più completa per il paziente affetto da disturbi pelvico-perineali: è questo l’obiettivo del nuovo Centro di diagnosi e cura delle malattie del pavimento pelvico (Pelvic Center), realizzato presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza e tra i pochi in […]
Pediatria, Mele (SIMPE): «Il pediatra è un’antenna sociale, segua il paziente da 0 a 18 anni»
«La malattia più grave di questo secolo è l’isolamento. Questo è determinato dall’abuso di internet che incentiva un rapporto sociale-virtuale depressivo e svilente. Ecco, il professionista pediatrico può essere la soluzione», così Giuseppe Mele, Presidente della Società Italiana Medici Pediatri, in occasione del V Congresso Nazionale
Troppo connessi, sindaco-pediatra di Sellìa pronto a staccare wi-fi: «Diritto alla salute viene prima di libertà di accesso alla rete»
Davide Zicchinella, primo cittadino del paese in provincia di Catanzaro, ha convocato un’assemblea pubblica per chiedere di diminuire l’accesso alla rete comunale. «Sono molto preoccupato, l’utilizzo determina il rilascio di dopamina, è una dipendenza». Ai giovani ha offerto palestra, ludoteca e centri di aggregazione gratuiti
Disturbi sessuali, Randone (psicosessuologa): «Ragazzi crescono a pane e pornografia e credono a fake news. Serve educazione sessuale»
«Giovani non vanno dall'andrologo nè dal sessuologo, non hanno punti di riferimento», spiega la sessuologa a Sanità Informazione
Instagram: dagli hashtag pro-anoressia al ruolo degli influencer, la guida dello psicologo a genitori e figli
Il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, lancia un vademecum sul controverso rapporto tra il popolare social network e idisturbi alimentari attraverso il corso ECM “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento”
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, la bocciatura dei fisioterapisti. Tavarnelli (Aifi): «Si riaprano i percorsi di equivalenza già previsti dalla legge 42 del ’99»

Il presidente Aifi: «Senza un passo indietro si rischia una sanatoria globale, una grande confusione per il cittadino ed una scarsissima tutela della sua salute»
di Isabella Faggiano