Salute 5 Giugno 2017

Fumare nuoce gravemente… al sesso. I consigli dell’esperto

«L’ossigeno è il carburante del sesso, il fumo rallenta la circolazione e quindi una buona ossigenazione. Una soluzione? Per ridurre molti degli effetti nocivi ci sono prodotti a rischio ridotto» lo spiega Emmanuele A. Jannini, Specialista in endocrinologia, malattie metaboliche e andrologia

Il fumo peggiora la qualità della vita e sembrerebbe influire negativamente anche sulla sfera sessuale. Infatti, l’eccitazione sessuale richiede una buona irrigazione sanguigna e il tabacco interviene sulla circolazione rallentandola. Su questo tema Sanità Informazione ha intervistato un esperto in materia, il Professore Emmanuele A. Jannini, Specialista in endocrinologia, malattie metaboliche e andrologia.

Professore, parliamo di fumo. Quanto il fumo influisce sulla salute ma soprattutto quanto influisce sulla sfera sessuale?

«Dal punto di vista del sessuologo è difficile immaginare qualcosa di peggio del fumo. Per tutta una serie di motivi, il sesso è fondamentalmente basato sulla presenza di ossigeno negli organi genitali. È proprio l’ossigeno in qualche modo il carburante della sessualità stessa. Il fumo è un nemico dell’ossigeno ed ecco quindi una evidente relazione negativa tra le due cose».

Ad avere il vizio del fumo e non riuscire a liberarsene sono in tanti. Esistono dei prodotti a rischio ridotto che possono risolvere in parte la situazione ed avere meno impatto sulla salute?

«Chiarito che per il medico la terapia del tabagismo consiste nello smettere di fumare e non ci sono dubbi; chiarito che, per il sessuologo medico, la terapia delle disfunzioni sessuali, l’impotenza prima di tutto nel maschio, ma anche la patologia della lubrificazione nella donna, hanno come terapia smettere di fumare; resta, naturalmente, molto interessante dal punto di vista del clinico anche l’applicazione di presidi e di interventi che possano, come si dice, ‘ridurre il rischio’. Il concetto di riduzione del rischio è un concetto in medicina estremamente importante. Quando siamo di fronte a una condizione, a una ‘noxa’ come si dice tecnicamente, cioè a un agente negativo, un agente che provoca malattie, che non possiamo eliminare, che vorremmo eliminare, ma che non possiamo, la strategia che sempre è stata seguita è quella di ridurre per l’appunto il rischio. Un pò come l’airbag in macchina: tutti sappiamo che dobbiamo andare alla velocità giustificata dal codice della strada, se tutti lo facessimo l’airbag non sarebbe necessario, in realtà l’airbag è una cosa molto intelligente perché aiuta a salvare le vite anche quando si fanno delle cose che non si dovrebbero fare. Per il fumo è la stessa cosa: l’idea di utilizzare degli strumenti che in qualche maniera aboliscano una delle forme più negative, uno degli aspetti più negativi dal punto di vista sessuale e della salute generale che è, nello specifico, la combustione del tabacco. Infatti con la combustione si sviluppano una quantità di sostanze tossiche per l’organismo, specialmente tossiche per quell’importantissimo organo sessuale che si chiama endotelio, che poi è il rivestimento dei vasi, e che è quello che dà luogo fisicamente all’eccitazione, alla erezione e alla lubrificazione. Ebbene quei prodotti tecnici che sono rivolti alla riduzione o all’abolizione, meglio, del prodotto combusto, del prodotto bruciato, sono sicuramente da considerarsi dal punto di vista medico come degli eccellenti riduttori del rischio. Ripetendo ancora una volta che il rischio dove è possibile deve essere eliminato e non ridotto».

Tra i prodotti a rischio ridotto sul mercato ci sono proposte sia per quel che riguarda la combustione che il riscaldamento del tabacco. Quali sono consigliabili per un minore impatto sulla salute?

«Prodotti a tabacco riscaldato. Direi che assolutamente non c’è dubbio, sul piano della riduzione del rischio. Il prodotto caratterizzato dalla combustione ha una notevole presenza di agenti tossici. Quindi tutto ciò che appunto è volto all’eliminazione per lo meno di questo aspetto, fa in qualche maniera respirare i nostri tessuti, come quelli genitali. Tessuti che, come abbiamo detto, hanno necessità di ossigeno, vivono di ossigeno, funzionano con l’ossigeno. Se manca l’ossigeno non funzionano bene e si può appunto incorrere in patologie come l’impotenza. Ora siccome il prodotto che innesca il meccanismo della combustione, agisce proprio a livello polmonare, agisce proprio a livello della quantità di ossigeno che riusciamo a incamerare in ogni respiro, è del tutto evidente che per il sessuologo medico, qualsiasi strumento che, non provocando combustione, permette per lo meno di eliminare questa parte, consente un notevole miglioramento della funzione sessuale, che naturalmente va dimostrata con delle evidenze scientifiche. Ma, dal punto di vista concettuale, io mi sento ovviamente di consigliare, come ripeto ancora una volta, al paziente di rinunciare per sempre alla sigaretta e al tabacco in tutte le forme, ma quando questo paziente non è capace di fare un’operazione virtuosa come questa, è assolutamente intelligente pensare a ridurre il rischio, ma ridurlo veramente attraverso dei prodotti alternativi che impediscano la combustione, dove non ci sia la combustione e i prodotti tossici che questa provoca».

Secondo lei il futuro può disegnarsi attraverso prodotti a rischio ridotto a tabacco riscaldato? Si potrà dire addio definitivamente alla sigaretta tradizionale?

«Dal mio punto di vista, ripeto, addio alla sigaretta in tutte le forme, ma se qualche cosa rimane nelle abitudini dei miei pazienti, sicuramente non ci sono più scuse per continuare ad accendere la sigaretta, visto che fondamentalmente la nicotina è presente in questi prodotti a rischio ridotto e in particolare nei prodotti non a combustione, ma magari a tabacco riscaldato, che, mi sento dire, sono quelli che sicuramente dal punto di vista della speranza del sessuologo medico si dovrebbero imporre sempre di più. Anche con evidente vantaggio per coloro che sono intorno al fumatore perché anche questo è un aspetto tutt’altro che banale, perché si paga un prezzo sessuale anche a stare vicino a un fumatore, anche a lavorare accanto a un fumatore. Quindi buona salute e buon sesso per tutti!».

Articoli correlati
Allarme testosterone, nei maschi americani è in caduta libera. E in Italia?
Un recente studio pubblicato negli USA mette in guardia la comunità scientifica internazionale e la popolazione. Colao (Federico II): «Sovrappeso e inquinamento principali responsabili»
La legge anti-fumo compie quindici anni. Sirchia: «Servono controlli e divieti anche in alcuni spazi aperti»
Un milione i fumatori in meno ma ancora alta la diffusione tra i giovani. L’ematologo padre della norma: «La sigaretta elettronica andava usata per aiutare a smettere di fumare invece è finita in mano ai ragazzi che così iniziano ad assuefarsi alla nicotina». Negativo il parere anche sulla cannabis light
E-cig e sigarette: sono più di 700mila gli italiani che le fumano insieme. E i rischi per i polmoni triplicano
Secondo uno studio della University of California l’abitudine, sempre più in voga, di alternare le due modalità di fumo è una pratica da abbandonare
E-cig, Rosastella Principe (pneumologa): «Acquistare solo da rivenditori autorizzati. È una moda pericolosa tra i giovani»
«Esistono studi che hanno evidenziato sostanze cancerogene sia nelle e-cig che in quelle a tabacco riscaldato: aldeidi, metalli e altri elementi irritanti. Le sigarette elettroniche non sono prive di rischi e non possono essere considerate innocue». Così la Responsabile del Centro per la prevenzione e la terapia del tabagismo dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma
Fumo e tumore al polmone, il rischio di malattia non è uguale per tutti. La ricerca INT
Lo studio bioMILD scardina l’idea che non sia possibile effettuare una diagnosi precoce del carcinoma polmonare. Al contrario, prova che è possibile stabilire in anticipo chi ha maggiori probabilità di sviluppare la malattia e definire, di conseguenza, il calendario dei controlli e le eventuali misure preventive da adottare
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 1 aprile, sono 860.793 i casi di Coronavirus in tutto il mondo, 42.354 i decessi e 178.378 le persone che sono guarite. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I CASI IN ITALIA Bollettino delle ...
Salute

Visite domiciliari, cure precoci e controllo da remoto: con il ‘modello Piacenza’ il coronavirus si sconfigge casa per casa

L’oncologo Luigi Cavanna, dell’ospedale di Piacenza, racconta: «Se i sintomi sono quelli del Covid, facciamo un’ecografia e diamo gli antivirali e strumenti di controllo. Poi monitoriamo a dist...
Lavoro

Coronavirus, lo psicologo: «Personale sanitario svilupperà disturbi post traumatici. Attivare subito supporto psicologico»

«Non sentono ancora ciò che stanno provando, lo capiranno più avanti. Parte del personale sanitario ne uscirà ancora più fortificato, ma quelli che non sono in grado di sopportare un carico emoti...